Michela Greco – Il primo amore non si scorda mai…ma neanche l’ultimo!!

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Michela Greco - Il primo amore non si scorda mai...ma neanche l'ultimo

Psicologa dello sviluppo

 


Gli aspetti emotivi sono stati studiati in stretta relazione alle interazioni sociali che il bambino intreccia con l’ambiente esterno e a ciò che egli interiorizza nelle sue varie esperienze di vita.

Porre attenzione allo sviluppo affettivo del bambino significa analizzare le relazioni bambino-ambiente in cui vive, cresce e si sviluppa, esplorare tutti gli elementi che influiscono positivamente e negativamente lo sviluppo.

La struttura che assume un legame sentimentale, le distorsioni dell’amore e la scelta del partner, sono da ricondurre alle aspettative che ciascuno di noi ha su stesso e sugli altri, esito della prima relazione avuta con la propria figura di attaccamento., che nella maggior parte dei casi coincide con la figura materna, responsabile del comportamento di accudimento del proprio figlio, nei primi momenti di vita.
Il legame madre-bambino infatti può essere visto come prototipo del legame di coppia, base per la costruzione di relazioni sociali-affettive future; già Freud diceva che «la relazione del bambino con la madre è unica e tale che una volta stabilita si mantiene inalterabile per tutta la vita come la prima e la più forte relazione d’amore e sarà poi il prototipo di tutte le successive relazioni amorose», in entrambi i sessi. In sintesi, per ciascuno, l’amore per il partner da adulto assumerà determinate caratteristiche, in funzione del tipo di relazione instaurata da bambino con il genitore, o ,meglio ancora con il caregiver  (figura che si prende cura del bambino).
Sin dalla nascita il bambino ha una predisposizione innata alla ricerca della vicinanza fisica dell’altro, in particolare di qualcuno con cui intrattenere un legame reciproco, emotivo e strumentale. Come affermaBowlby, ciò che spinge un essere a ricercare l’altro non dipende esclusivamente dalla soddisfazione di un bisogno fisiologico, ma dal desiderio di protezione, amore e sicurezza intima, garanzie di uno stabile equilibrio della personalità in futuro.

Una volta instaurato il legame di attaccamento con il caregiver, il bambino è in grado di rappresentarsi mentalmente la figura di quest’ultimo, anche quando non è presente nel suo campo visivo.

Michela Greco - Il primo amore non si scorda mai...ma neanche l'ultimo

Inizialmente, comincia a provare ansia da separazione: protesta vivacemente se non c’è o se è lasciato solo o con altre persone a lui sconosciute. Successivamente, invece, grazie a questa capacità rappresentativa, è in grado di relazionarsi con altre figure, senza provare l’angoscia di separazione e abbandono da parte del caregiver. Infatti, se il bambino è sicuro che la sua figura di attaccamento è disponibile ogni volta che lo desidera, crescerà sviluppando sicurezza di sé, fiducia negli altri e indipendenza.

Durante il processo di sviluppo affettivo e sociale, il bambino tende ad acquisire schemi comportamentali analoghi a quelli delle persone con cui interagisce. Ciò si verifica, inizialmente, con le figure significative, ai quali cerca di uniformarsi per evitare disapprovazioni.

Questo processo, che consiste nel pensare, sentire e comportarsi come se le caratteristiche dell’altro fossero le proprie, è definibile come identificazione e si manifesta in prima istanza all’interno della famiglia, come soluzione a quello stadio (fallico-edipico), comunemente conosciuto  “complesso di Edipo”.

Il genitore dello stesso sesso viene vissuto dal bambino come “ostacolo”  nei confronti del possesso egocentrico del genitore del sesso opposto, come fonte di angoscia e frustrazione.
Nel maschio, l’angoscia è rappresentata  dalla possibilità che il padre lo punisca, privandolo dei genitali maschili; la bambina, invece, alla vista dei genitali maschili, nutre sentimenti di ostilità verso  la madre, ritenuta responsabile della sua situazione anatomica.

La via d’uscita di questo processo di triangolazione è costituita, come sopraddetto, dal meccanismo dell’identificazione, che ha un’importanza fondamentale soprattutto per quanto riguarda l’identificazione sessuale, lo sviluppo della coscienza, ossia l’apprendimento di regole morali e i divieti.

Durante la fase della pubertà e dell’adolescenza, avviene la costruzione della propria identità psicosessuale, il senso del valore per sé e per gli altri.

Le cariche psichiche e le pulsioni sessuali sono dirette verso stimolazioni sessuali non più rivolte verso se stessi (autodirette), ma verso la genitalità altrui, (eterodirette), esito delle modalità di rielaborazione dell’attaccamento delle precedenti  tappe dello sviluppo affettivo.

L’età adulta è caratterizzata dalla ricerca di una relazione d’amore matura.  Ovvero, non si tratta più di un bisogno indifferenziato che ha lo scopo di consolidare la propria identità, ma è la scelta di legare la propria individualità a quella di un altro essere umano. Caratteristica di questa fase è la compartecipazione nel lavoro, nell’amicizia e nell’amore (tendenza affilliativa), la capacità riproduttiva e creativa in ogni campo della vita.

In conclusione, è assodata l’esistenza di una forma di continuità tra la qualità delle relazioni affettive significative vissute nell’infanzia  e durante lo sviluppo e le esperienze emotive e sentimentali dell’età adulta.
Pertanto, il primo amore non si scorda mai.. ma neanche l’ultimo!!

 

Michela Greco

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