Mattia Tuzzolino- Quando danza fa rima con energia

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Ballerino

Pagina facebook:Mattia Tuzzolino


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Mattia Tuzzolino è la prova di come un ballerino in sè possa contenere magia ed energia mista a grinta, la sua danza e le sue coreografie trasmettono tutto questo in pieno.

Ballerino, coreografo e insegnante di esperienza internazionale. Nato con l’HipHop, è un professionista che punta alla versatilità e alla ricerca costante nel movimento.
Ha insegnato nelle migliori scuole del mondo viaggiando da oriente a occidente e ha lavorato per trasmissioni come Dance Dance Dance (prima edizione olandese e italiana) e Amici 14, o artisti come Alessandra Amoroso.
Fa parte della compagnia internazionale RICHFAM di Rob Rich per la quale ha ballato e coreografato per gli show di Tel Aviv, Stoccolma, Palermo e Valencia. Membro della compagnia di danza contemporanea I AM (NO)MAD di Julia Spiesser, Parigi. E’ proprietario e direttore artistico della scuola di danza MULTIVERSE Arts & Dance Studios di Palermo, ormai diventata un punto di riferimento europeo per la danza grazie ad uno staff di 22 insegnanti professionisti.

Lasciamo la parola a Mattia Tuzzolino con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la passione per la danza?

R:La passione per la danza è nata insieme a me, mia madre era ed è tutt’ora insegnante di danza classica. In un attimo, a 9 anni, mi sono ritrovato in sala in mezze punte a fare la sbarra.

D: Qual è uno dei tuoi primi ricordi riguardo la danza?
R:A 4 anni facevo già ballare tutti i miei cugini più grandi alle feste di compleanno.
Inventavo le coreografie e non vedevo l’ora di poter condividerle con qualcuno, sempre mia madre era il mio primo pubblico. Le spiegavo anche i cambi di posizione dei ballerini che, ovviamente, erano soltanto immaginari.

D: Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che preferisci?

R:L’aspetto che più preferisco del mio lavoro è sicuramente la moltitudine di città, culture, modi di pensare e “corpi” con cui entro in contatto. La danza è la ragione per cui io sono la persona che sono diventato. La famiglia e la scuola mi hanno formato, la danza mi ha evoluto in un nuovo me.

D: Come ti definisci dal punto di vista artistico per chi non ti conosce?
R: Mi piace portare una buona energia in sala per tirar fuori il meglio da ogni ballerino che lavora per me. Posso diventare però poco simpatico se questo metodo dovesse venir preso come motivo di rilassamento per chi lavora. Il lavoro del ballerino non è spesso riconosciuto dalla società anche perché i ballerini stessi a volte lo prendono alla leggera allora l’etica lavorativa è la chiave per avere un buon rapporto con me in sala prove: puntualità, impegno, precisione, progresso.

D: Hai avuto modo di confrontarti con altre parti del mondo. Quali sono le differenze che hai trovato tra l’Italia e gli altri paesi?
R:Ho girato tantissimo il mondo e in ogni luogo ho cercato di apprezzarne la diversità nel metodo.
È chiaro che l’esperienza che ho avuto a Los Angeles è completamente diversa da quella in Cina o in Olanda, Russia, Svizzera, Inghilterra, Francia, Spagna ecc. Ogni luogo trascina nell’ambito lavorativo tutte quelle piccole diversità culturali che mi affascinano ogni volta. L’Italia, ahimè, non si piazza al primo posto dei luoghi dove preferisco lavorare. I paesi del nord Europa e gli USA sono più vicini al mio modo di lavorare, c’è un’etica più rigida anche se spesso manca quel tocco di familiarità che caratterizza il nostro meraviglioso stivale.

D:Durante la tua carriera ti sei interfacciato anche con persone molto conosciute del mondo dello spettacolo. Com’è stata un’esperienza di questo tipo?
R:Non sono un fanatico e questo mi ha sempre permesso di relazionarmi con i “Vip” in maniera molto naturale e spontanea. Cantanti, attori o ballerini famosi non mi hanno mai “impaurito” ma al contrario credo che loro siano i primi ad avere bisogno di sentirsi trattati come “persone normali”. Con moltissimi di loro proprio per questo motivo sono in rimasto in stretto contatto. L’umanità paga sempre.

D:Quali sono i consigli che daresti a qualcuno che vorrebbe intraprendere la tua stessa carriera?

R:Il mio consiglio più grande ce l’ho tatuato sul braccio già da 5 anni: KEEP LEARNING (continua ad imparare). Nel nostro mondo cerchiamo continuamente la perfezione coscienti del fatto che non la si potrà mai ottenere. La perfezione nella danza non esiste. Per questo sono un grande sostenitore di chi non si arrende e di chi vuole sempre perfezionarsi. Uscire fuori dalla propria comfort zone è sintomo di grande coraggio e umiltà. Quello step lí è il motivo del tuo progresso e allora non accomodarti e lotta per superare te stesso (ho fatto la rima)!

D: Cosa ci dici invece in merito a Dance Dance Dance programma nel quale ti vediamo attualmente coinvolto nel ruolo di coreografo? Quali sono le difficoltà che hai trovato ad approcciarti con persone che per la prima volta si affacciano alla danza?

R: Dance Dance Dance è come un percorso di vita, davanti allo specchio riscopri tutte le tue insicurezze, questo è quello che succede ai concorrenti che si sono ritrovati in sala prove per mesi con noi coreografi. È facile sentirsi fuori posto, strano, storto, fuori musica, se non sei un ballerino.È facile che le tue espressioni facciali mentre balli non ti rendano carino come sei nella vita normale, la concentrazione nel pensare ai passi ti deconcentra dalla preoccupazione dell’apparire “bello” come solitamente fai nella vita quotidiana. Ecco che il mio ruolo si trasforma da “dance coach” a psicologo, confidente, maestro, amico. Dance Dance Dance è tanto più di uno show televisivo, è tanta fatica, tanto sudore e tanto bisogno di nervi saldi, è facile perdere la pazienza e cadere nel vortice del meccanismo televisivo: eliminazioni, punteggi, classifiche. La chiave sarebbe divertirsi e godersi i bei momenti in sala con i coreografi, le prove costume, le ore al trucco e parrucco prima di ogni puntata. C’è chi riesce, c’è chi no.

D: C’è un sogno che vorresti realizzare?

R: Il mio sogno più grande da bambino è quello di vivere la vita che sto vivendo, ho soli 26 anni e mi sento tanto fortunato per quello che la mia vita mi ha dato. C’è sempre spazio per sogni più grandi e so che la mia ambizione mi porterà ancora più lontano. L’apice per me sarebbe quello di ballare per la rapper americana “Missy Elliott”, non mollo!

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Non faccio tanti progetti per il futuro, ogni volta che li ho fatti sono andati diversamente allora preferisco avere degli obiettivi ma senza collocarli nel tempo. Il nostro mondo è tanto imprevedibile per cui ho smesso con i piani! Ho delle idee, adesso capirò se i pianeti si allineeranno affinché io possa seguire il mio percorso come ho scolpito in testa.


Ringraziamo Mattia Tuzzolino per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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