Mattia Albertin – La dolcezza di un traguardo

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Pasticcere

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Le ambizioni, sono quelle che nella vita ci aiutano a definire chi siamo, però la vita può cambiare rotta e far si che quelle ambizioni cambino e si trasformino in nuovi sogni, belli e avvincenti da vivere.

E’ questo il caso di Mattia Albertin, terzo classificato del talent culinario “Bake off Italia 4”.
I dolci sono stati per lui la sua rinascita, e fanno emergere quello che è lui realmente. Durante il talent ha messo alla prova le sue capacità uscendone cresciuto e maturato sotto tutti i punti di vista e sicuramente con una passione diventata ormai consapevolezza. La strada della pasticceria era già designata in Mattia; era stata abbandonata per via di altri fattori, ma il cuore ha saputo conservarla e ne ha reso un fantastico sogno, un sogno che gli ha permesso di raggiungere nuovi obiettivi, un sogno a cui Mattia non rinuncerebbe più, con la speranza che possa trasformarsi in qualcosa di sempre più grande. Ora lasciamo la parola a lui che ci racconterà quello che da sempre ha contraddistinto la sua passione, fino alla partecipazione a Bake off e quello che sarà il suo futuro.
Buona lettura!



D: Come nasce la passione per la pasticceria?
R: La mia passione per la pasticceria nasce sin da bambino quando facevo dolci in casa con mamma e nonna. Quando ho iniziato il professionismo del rugby ho interrotto, ho ripreso poi quando mi sono sposato; anche mia moglie è un’appassionata di cucina, lei si dedica soprattutto a ciò che è salato, mentre io a dolci e panificati.

D: Cosa ti ha spinto a partecipare a questa edizione di “Bake off Italia”? Avevi già seguito il programma nelle precedenti edizioni?
R: Si, avevo seguito tutte le edizioni del programma, ripromettendomi sempre di iscrivermi. Quando poi ho visto la pubblicità delle ultime audizioni ho deciso di prendervi parte, e da lì è partito un percorso che è durato quasi un anno; sono stato contentissimo di averlo fatto.

D: Qual è la prova affrontata durante il programma che per te è stata più difficile? Perché?
R: Durante il programma, nella prima puntata è stato difficile vincere l’emozione; tra tutte le prove invece il campanile in pastafrolla fatto in semifinale: una prova lunga dalle preparazioni lunghe, a livello mentale la più complessa di tutte.

D: Cosa hai provato quando alla fine siete rimasti solo in tre. Come stavi vivendo il giorno della finale?
R: Quel giorno è arrivato inaspettatamente e non me ne sono reso conto. Essere arrivato tra gli ultimi tre è stato incredibile, non ci credevo e avevo voglia di vincere, soprattutto perché ero arrivato così avanti, e quindi l’ho presa come una vera e propria gara.

D: Cosa ti lascerà questa esperienza per il tuo futuro?
R: Un bagaglio tecnico di pasticceria che mi resterà sempre, e la voglia di continuare sulla strada della pasticceria; devo decidere se renderla una cosa sola o farla coincidere con il mio lavoro.

D: Pensi il tuo approccio alla pasticceria dopo questa esperienza sia cambiato?
R: Sicuramente è cambiato anche perché prima era partita come un gioco e una passione, ora è diventato qualcosa di più. Ogni volta che mi metto a fare un dolce o un panificato è per creare sempre qualcosa di nuovo; mi piace inventare e stravolgere ricette, e lo faccio con più voglia di prima.

D: Quali sono gli accostamenti di ingredienti che hai scoperto durante il programma e che prima non conoscevi?
R: Prima non avevo quasi mai abbinato il dolce al salato, come ad esempio succedeva nelle prove tecniche di Knam; non avevo mai azzardato tanto. Ora provo ad abbinare il rosmarino al caramello o delle spezie ad ingredienti dolci.

D: Quali credi siano le caratteristiche che ti contraddistinguono nella vita di tutti i giorni e che possiamo riscontrare nei tuoi dolci?
R: Ciò che metto nei miei dolci è anche quello che mi caratterizza, sono una persona buona e leale; sono dei valori che mi sono stati trasmessi dal rugby ed è quello che metto nelle preparazioni. Oltre quello, fondamentali sono il cuore e la passione; quando ci sono questi elementi le cose riescono poi automaticamente bene.

D: Se ti dovessi descrivere attraverso un dolce quale sceglieresti?
R: Se mi dovessi descrivere attraverso un dolce, sceglierei qualcosa di croccante fuori e morbido dentro, una corazza esterna che contiene dentro tanta morbidezza e bontà come ad esempio può essere una Charlotte o una Sacher; rispecchiano molto il mio carattere.

D: Ci sono progetti che ti vedranno coinvolto? Quali sono i sogni che vorresti realizzare nell’ambito della pasticceria?
R: Ci sono parecchie cose che mi piacerebbe realizzare nell’ambito della pasticceria, innanzitutto voglio studiare, partecipare a corsi e formarmi, creando poi magari qualcosa di mio vedendo dove posso arrivare. Sono idee e spero un giorno di poterle realizzare.


Ringrazio Mattia Albertin per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi!

 

Presentazione ed intervista a cura di Manuela Ratti

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