Matteo Faustini- Raccontare con sensibilità

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Cantante 

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E’ bello poter mostrare una propria parte di sé ad un pubblico, farla conoscere, e attraverso questa emozionare ed emozionarsi. Senza timori di giudizi, senza remore, senza paure, essendo semplicemente sé stessi, svelandoci in maniera completa. In questo la musica e la scrittura possono venire incontro, aiutare a far emergere un messaggio, ma sopratutto aiuta a conoscerci nelle nostre fragilità. Saper fare tutto ciò con delicatezza e sensibilità, è quello che tocca maggiormente, perchè è come se quella canzone fosse stata nostra da sempre, e per sempre potrà restare impressa. Questo è quello che Matteo Faustini cerca di realizzare attraverso il suo progetto musicale, nelle sue parole si percepisce verità, magia, ed emozione, e sono queste le caratteriste che contraddistinguono ogni canzone che interpreta.

Cover Vorrei (La Rabbia Soffice)_art Nino Cammarata_b

Matteo Faustini, cantautore, nasce a Brescia 25 anni fa. A 13 anni entra a far parte del Coro delle voci bianche del Teatro alla Scala di Milano, intraprendendo un percorso di formazione lirica. Tra i 22 e i 23 anni è protagonista della “Smooth Criminals”, tribute band di Michael Jackson in un tour Europeo . Tra il 2017 e il 2019 scrive infatti oltre 50 canzoni, raccontatosi in tutte le sue sfumature ed esperienze e viene selezionato come finalista di “Area Sanremo”, sia nel 2017 che nel 2019. Partecipa al Festival di Sanremo 2020, sezione Nuove Proposte, col brano “Nel bene e nel male”,singolo contenuto nel suo ultimo album intitolato “Figli delle favole”.

Lasciamo ora la parola a Matteo Faustini con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 D: Come nasce la tua passione per la musica?

R: La mia passione è nata con me, c’è sempre stato spazio per la musica nella mia vita. Ho fatto musica in tutte le forme: ho cantato lirica, ho fatto parte di una tribute band che è andata in giro per l’Europa, ho formato una band dove ho portato in giro i miei inediti etc… a 18 anni questa passione si è trasformata in necessità. Quando diventa una necessità lo fai in primis per te stesso, e l’ho scoperto quando ho scritto la mia prima canzone.

D:Come la musica ti ha aiutato nella vita? Cosa ti ha insegnato?
R: Quando finisco di cantare mi sento meglio, ho vomitato fuori il disagio e dentro sono di nuovo vuoto e posso decidere io come riempire il mio senso di tristezza. Mi ha aiutato tanto, mi ha insegnato tanto anche se ho sofferto moltissimo.

D:  Da cosa attingi ispirazione quando scrivi una tua canzone?
R:È tutto molto d’istinto. Vado al piano, rigorosamente in pigiama perché quando si è comodi si scrive meglio, e penso a quello che voglio dire, al contenuto che voglio trasmettere. Ci penso, cerco degli accordi che possano esprimere quel contenuto e comincio a cantare e parlare sopra. È strano ma è tutto così naturale e questo mi fa capire che è la strada giusta. È una sorta di prolunga delle mie voci interne.

D: Come ti definiresti come cantautore?
R:Mi definirei un cantautore dal contenuto sensibile perché, come dicevo, il contenuto per me è più importante del contenitore e cerco in ogni modo di trasmettere dei messaggi positivi.

D: Raccontaci della tua esperienza sanremese. Come mai la scelta del brano nel bene e nel male?
R:È stata un’esperienza unica, pazzesca, meravigliosa, wow! Il terrore che abbraccia la gioia, tanti pro e tanti contro (soprattutto tanti pro, ovviamente). Ho sfregato la lampada di Aladino ed eccoci qua! Penso sia un mondo meritocratico, quindi a forza di bussare dalla stessa porta, questa volta mi hanno aperto, tutto quello che ho messo da parte in questi anni è servito a qualcosa. Non è stata una vera e propria scelta quella di portare “Nel bene e nel male”, ho seguito il flusso degli eventi. C’erano anche altri brani ma è stato tutto così naturale. L’ho scritta e grazie a quella ho trovato un’etichetta, ho fatto Area Sanremo, sono arrivato a Sanremo… è stato tutto molto conseguenziale, ho abbracciato il flusso degli eventi senza farmi troppe domande. Voglio bene a tutte le canzoni, quindi per me o andava bene questa o un’altra.

D:  Raccontaci invece del tuo ultimo singolo “Vorrei (la rabbia soffice)”. Cosa vorresti far arrivare al pubblico che ti ascolta attraverso questo brano?
R: Nella vita riesco a dire qualche bugia, ma nella musica no. In questo brano dico tutte quelle qualità che vorrei possedere per diventare un essere umano migliore, siamo sulla Terra per raffinare la nostra energia e curvare i nostri limiti. In questo pezzo parlo quindi dei limiti che vorrei curvare di me stesso ma anche della società. Sono totalmente nudo, super sincero, con lo scopo di migliorarmi come essere umano facente parte di una società che vorrei che migliorasse.

D:   Come descriveresti il tuo progetto musicale d’esordio “Figli delle favole”. C’è un brano al quale sei più legato?
R:Lo descriverei “vero”. Può piacere o non piacere ma è vero, sono io, non c’è niente di finto o di costruito, non c’è nessuna bugia. Diciamo che sono più legato a “Vorrei (La Rabbia Soffice)” e a “Il Gobbo”.

D:  Cosa pensi la gente possa capire da te attraverso i tuoi brani?
R: Credo sia lo spessore contenutistico, il significato dei miei brani. Spero arrivi questa mia voglia di voler fare del bene. Penso che ognuno abbia i suoi talenti e i miei riguardano la sfera musicale e cerco di fare del bene con un po’ di parole e di note, nel mio piccolo. Spero questo arrivi.

D:Cosa direbbe il Matteo di ora a quello degli esordi?

R:Gli direi tante cose, in primis: “la gobba non ce l’hai tu, ma quelli che te l’assegnano. Avanti a testa alta!”

D:C’è un sogno che ti piacerebbe realizzare?

R:Uno non l’ho ancora realizzato, ed è quello di essere un cantautore per mestiere. Oggi ci sto riuscendo, ma non so se il prossimo anno ci riuscirò. Vorrei tanto poter vivere di musica, vediamo dove il flusso di eventi mi porta. Sto lavorando alle colonne sonore e mi piacerebbe moltissimo, mi piacerebbe doppiare qualche film della Disney o recitare in qualche film drammatico. Ho sempre voluto fare la parte di quello che muore nei film! In ogni caso avanti tutta, quando non c’è il sorriso è da scegliere.


Ringraziamo Matteo Faustini per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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