Mariagrazia De Castro – “Economia domestica ad impatto zero”

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Oggi è con noi Mariagrazia De Castro, autrice del testo “Economia ad impatto zero” (Simple Editore), dove affronta il nostro modo di vivere dandoci notevoli spunti per poterlo migliorare.

Molte volte crediamo di fare qualcosa che sia giusto, non solo per l’ambiente, ma anche per noi, ma in realtà ci sbagliamo e danneggiamo solo noi e chi ci circonda. Tutto ciò che è chimico ci distrugge; dovremmo imparare invece a voler non solo più bene alla natura, ma anche a noi stessi, ed un piccolo passo per farlo è migliorare le nostre abitudini. Non sono necessari grandi sforzi, utilizzare elementi naturali, ad esempio, è un grande punto di partenza. Sarà difficile all’inizio conciliare le nostre abitudini nel rispetto della natura e di noi stessi, ma dopo poco tempo ci verrà spontaneo; proprio come Mariagrazia ci svela nelle sue pagine.

Lasciamoci trasportare dai suoi consigli per poter migliorare anche noi.

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D: Come nasce l’idea per l’elaborazione di questo testo?
R: Ho studiato Economia Ambientale e da sempre mi sono interessata a questo rapporto tra economia e ambiente. Per molti potrebbe apparire un ossimoro accostare la dimensione economica a quella ecologica. In realtà sono più vicine di quanto si pensi e il filone dell’environmental economics fa trovare il giusto spazio a moltissimi autorevoli pensatori che si sono chiesti fino a che punto l’uomo possa spingersi nel trarre un lucro dalle risorse naturali. Se diventare economicamente ed ecologicamente sostenibili richiede un grande sforzo istituzionale, governativo, decisionale e di implementazione di politiche della sostenibilità, ho pensato che invece le pratiche di sostenibilità potessero essere esercitato ogni giorno da ognuno di noi. Nel nostro piccolo possiamo dare un contributo. Come finora ci siamo lasciati ammaliare dal consumismo, dall’ usa & getta, adesso è arrivato il momento di invertire  la rotta. Anche per vivere felici.

D: Quali sono i benefici che tu stessa hai riscontrato seguendo i consigli che scrivi all’interno del testo?
R: Sicuramente una maggiore attenzione a mansioni apparentemente scontate che compiamo ogni giorno in casa: lavare i piatti o spolverare il pavimento non sono operazioni insignificanti come sembrano. Il beneficio a lungo termine è quello di imparare a soffermarsi a dar valore alle “piccole” cose.

D: Quanto è stato difficile all’inizio cambiare stile di vita, affidandosi ai prodotti non chimici?
R: Non è affatto facile. E cadere in tentazione è molto più frequente di quanto si possa pensare. Però mettersi in gioco significa anche questo.

D: Come la tua famiglia ha reagito a questo radicale cambiamento all’inizio?
R: Come sempre mi sorprende come reagiscono ai cambiamenti i bambini: con entusiasmo, curiosità, voglia di imparare. È una cosa che dico spesso anche ai miei studenti di Scienze della Formazione Primaria, futuri insegnanti che avranno a che fare con i bambini: è più facile educare all’ambiente i bambini che gli adulti! Sono proprio i bambini che mi stupiscono perché riutilizzano un foglio di carta già usato, perché non buttano carte a terra e soprattutto se vedono qualcuno farlo si sorprendono comprendendo che è un comportamento profondamente sbagliato.

D: C’è qualcuno che conosci che, leggendo il tuo testo, ne ha preso spunto cambiando il suo stile di vita?
R: No. Spero però che gli spunti possano poi nel futuro portare a un vero cambiamento. Come si dice? Impara l’arte e mettila da parte!

D: C’è uno tra i tanti suggerimenti che è stato per te più difficile mettere in pratica?
R: Il cibo. Non è semplice cambiare rotta, soffermarsi a scegliere il tipico, il genuino, leggere le etichette. E poi diciamo la verità, alcuni cibi biologici hanno un costo ancora impegnativo che incide ancora parecchio sul budget familiare. Anche se di fronte a due bottiglie di olio extravergine di oliva, l’una a 2,50 €, l’altra a 10,00 € al litro, chiediamoci sempre perché uno dei due costa così tanto in meno e non perché l’altro costi così tanto in più.

D: Com’è cambiato il tuo rapporto con l’ambiente esterno?
R: Sono più attenta a come mi muovo. Evito la macchina per spostamenti brevi che possono essere fatti a piedi. Se “becco” qualcuno in strada a gettare una cartaccia, mi indigno e glielo faccio notare. Cerco di fare bene la raccolta differenziata. Ma la mia vita non è ancora eco – perfetta: c’è sempre tanto da lavorare sulle buone abitudini prima di tutti su noi stessi.

D: Come ti piacerebbe la vita delle persone cambiasse attraverso il tuo testo?
R: Vorrei che tutti ci rendessimo conto che ci sarà qualcun altro che verrà dopo di noi, che ha il diritto di continuare a usufruire delle risorse naturali. Non dobbiamo essere egoisti e sfruttare l’acqua, il suolo, l’aria pulita indiscriminatamente. Dopo di noi ci sono i nostri figli e i nostri nipoti. Educare all’ambiente significa anche superare logiche individualistiche. Educare all’ambiente educa all’umiltà.

D: Ci sono altri testi in progetto? Su cosa ti piacerebbe scrivere in futuro?
R: Vorrei che tutti ci rendessimo conto che ci sarà qualcun altro che verrà dopo di noi, che ha il diritto di continuare a usufruire delle risorse naturali. Non dobbiamo essere egoisti e sfruttare l’acqua, il suolo, l’aria pulita indiscriminatamente. Dopo di noi ci sono i nostri figli e i nostri nipoti. Educare all’ambiente significa anche superare logiche individualistiche. Educare all’ambiente educa all’umiltà.


Ringrazio Mariagrazia De Castro per la sua collaborazione e per il tempo che mi ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

Recensione e intervista realizzata da Manuela Ratti

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