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Quando si è piccoli si sogna di fare qualcosa da grandi che possa renderci felici, che si possa amare quello che si svolge come professione, e si cresce con la consapevolezza e la determinazione di perseguire un obiettivo che ci siamo prefissi, per diventare ciò in cui abbiamo sempre creduto, ciò che ci fa sentire davvero noi stessi. Ed è bellissimo quando questo pensiero si trasforma in realtà, la realtà in cui si era sempre sparato. Oggi conosceremo meglio Marco Todisco che ha raggiunto l’obiettivo che sin da piccolo si era prefisso, portandolo sempre più a compimento, raggiungendo sempre più obiettivi. La sua prima apparizione in televisione è nella serie tv di Canale 5, “I Cesaroni” , a cui fa seguito la serie “Nati ieri”. Tra gli altri suoi lavori sul piccolo schermo, ricordiamo: la serie tv di Rai Uno, “Medicina generale”  in cui è co-protagonista che interpreta anche nella seconda stagione. Nel 2009 debutta nel cinema con i film “Aria” e “Questione di cuore” regia di Francesca Archibugi, in cui rispettivamente interpreta i ruoli di Roberto Herlitzka e Antonio Albanese da piccolo. Nello stesso anno riappare su Canale 5 come protagonista, insieme ad Enrico Brignano, nel film tv Fratelli detective. Nel 2011 recita in Fratelli detective – La serie, per la regia di Rossella Izzo. Da lì si sono susseguite numerose altre esperienze che gli hanno permesso di crescere.n

Lasciamo ora la parola a Marco Todisco, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 

D: Come nasce la tua passione per la recitazione?
R: In realtà è un amore incondizionato che è nato da quando sono bambino. Da piccolo infatti non ho mai visto cartoni animati, ma film con Totò, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi e chi più ne ha più ne metta. Vedendo gli stessi film più volte al giorno li imparavo a memoria e li rifacevo al mio primo pubblico, ovvero la mia famiglia.

D:  Come credi la recitazione abbia cambiato la tua vita o il tuo modo di vedere e affrontare ciò che ti accade?
R: Io sono del parere che tutti bene o male siamo attori. La recitazione, credo ,che ti faccia scoprire più sfaccettature del mondo, positive e negative. Ti cambia, ti plasma e ti modella a seconda delle situazioni. Ti fa vivere esperienze nuove, incontrare personaggi diversi tra loro, vestire panni e respirare epoche che non avresti mai pensato di vivere.

D:  Hai iniziato sin da piccolo ad apparire in vari ruoli televisivi e cinematografici. Qual è un aneddoto che ci puoi raccontare dei primi periodi della tua gavetta?
R: Una volta sul set di “Fratelli Detective” ero con Enrico Brignano; era l’ultimo giorno che giravamo dentro la location identificata come casa nostra. Dopo quasi tre ore di straordinario, e tutti e due con la febbre a 38, a Enrico non veniva una battuta. Sul suo primo piano, mentre io non ero inquadrato, ha scritto la battuta su un post-it e me lo ha appiccicato in fronte. Solo così siamo passati alla scena successiva.

D:  C’è un personaggio che hai interpretato al quale sei più affezionato? Perché?
R:Re Luigi XIV, nei “Moschettieri del Re” di Giovanni Veronesi. Oltre al fatto che mi ha dato la possibilità di conoscere attori come Favino, Mastandrea, Papaleo e Rubini, mi ha fatto conoscere come si viveva nella sua epoca. Mi ha dato modo di farlo rivivere in un modo che era tutto mio. Spero solo di avergli dato un po’ di giustizia!

D: Quali sono le differenze che percepisci tra il teatro, la televisione e il cinema, luoghi in cui ti sei potuto mettere alla prova?
R:Il teatro e il contatto diretto col pubblico sono impagabili rispetto ad avere un contatto con una telecamera. L’odore delle tavole, la polvere sul palcoscenico e il rumore delle persone che sono in sala.Vedere i loro sguardi, sentire le loro risate, non ha prezzo. Il cinema è un “luogo” molto più freddo rispetto ad un palcoscenico.

D: Come credi sia cambiato il mondo della recitazione da quando hai iniziato?
R: Ci sono stati molti cambiamenti nel mondo della recitazione. Sicuramente, l’avvento di alcune piattaforme digitali quali Netflix o Amazon Prime Video, hanno un po’ tolto quel gusto di andare al cinema per vedere un bel film. Ora vanno tanto di moda le serie tv, ed è preferibile vederle seduti sul divano di casa. Escono tanti prodotti ogni mese ovunque; cinema, teatro e piattaforme streaming. Non tutti ovviamente riescono perfetti, ma ci sono dei prodotti sicuramente notevoli.

D:  C’è un personaggio che un giorno ti piacerebbe poter interpretare? Quale?
R:Mi piacerebbe moltissimo interpretare un antagonista in un film. Un personaggio alla Christoph Waltz in “Spectre”. Sarebbe una bella prova.

D: Qual è un sogno che ti piacerebbe realizzare in ambito lavorativo?
R: Non stancarmi mai di fare questo mestiere, e di ricercare sempre emozioni nuove in qualsiasi personaggio mi capiti di dover fare.

D: Quali sono i futuri progetti che ti vedranno coinvolto?

R: Ci sono molti progetti in ballo, tra cui cinema e teatro. Ora sono in scena con una commedia in un teatro di Roma. Aspetto, come sempre, risposte dall’agenzia, su alcuni provini fatti. Incrociamo le dita!


Ringraziamo Marco Todisco per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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