Marco Rotelli- Una rinascita attraverso la musica

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MarcoRotelli

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MarcoRotelli

Abbiamo conosciuto Marco Rotelli, con una sua famosa canzone intitolata “Fermeremo il tempo”, in duetto con Deborah Iurato, e per capire meglio di lui lo intervistammo tempo fa. In questi anni parecchie cose sono cambiate nella vita di Marco e oggi e qui per raccontarcele, e per spiegarci come questo per lui sia un periodo di rinascita. Marco Rotelli, classe 1992, si avvicina giovanissimo alla musica e nel 2011 si diploma in tromba al conservatorio G. Verdi di Milano.
Presto si accorge che suonare non gli basta e, sperimentando qualche melodia al pianoforte, si avvicina al canto. Capisce che quella è la sua vera dimensione artistica e scrive il suo primo brano in pochi giorni. Nel 2012, con un consistente numero di canzoni finite, contatta il produttore artisticoMarco Sfratato (Modà) per sottoporgli il materiale. Sfratato rimane colpito dai brani e i due iniziano un’intensa collaborazione. Dopo un periodo di lavoro e miglioramento, nel 2014 Sfratato presenta il progetto a New Music International, che mette sotto contratto Marco. I brani arrivano poi all’attenzione di Mario Volanti e di Radio Italia, che appoggiano subito il progetto. Il primo singolo “Il mio domani” esce il 4 dicembre 2014 ed entra in classifica Earone tra i 20 brani più trasmessi dalle radio italiane.
Successivamente pubblica i brani “Parlami cercami” feat. Stef Burns, “Vivi”, “Fermeremo il tempo” con Deborah Iurato, “Mille volte me”, che anticipano il disco “Il mio domani”, uscito il 17 gennaio 2016 e presentato con un concerto all’auditorium di Radio Italia.
A giugno 2017 s’interrompe la collaborazione con New Music International e Marco, libero da vincoli, sperimenta nuove strade e nuovi generi musicali.
Si avvicina al rock e incontra, tramite amicizie comuni, il produttore Larsen Premoli, con il quale l’intesa è immediata. I due iniziano a lavorare insieme su altre sonorità, arricchendo le melodie di Marco con elementi rock più aggressivi.
Sotto la guida di Larsen, Marco abbandona l’uso di synth e strumenti “finti”. Solo voce, chitarre, basso, batteria, pianoforte e violini. Il lavoro porta alla produzione di un nuovo singolo, “La musica è finita”, pubblicato il 17 novembre 2017.
Successivamente, grazie a un viaggio in Spagna, Marco conosce il cantante spagnolo David Neria. Con lui inizia una nuova e importante collaborazione che li porta a pubblicare il 1 marzo del 2018 un nuovo singolo in duetto dal titolo “El Amor Que No Se Vive” attualmente in promozione nel mercato spagnolo e Sud Americano. Dal 19 ottobre è in radio il brano “Dinosauro”, scritto dal grande Mogol e dal figlio Francesco Rapetti.

Lasciamo la parola a Roberta Bonanno con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D:Ci siamo sentiti tanto tempo fa per un’intervista. Com’è cambiata la tua musica da allora?
R:Beh, sono cambiate tante cose. Si è concluso il contratto discografico con la mia precedente casa discografica. Sono uscite tre canzoni: “La musica è finita”, “El amor que no se vive” che è una canzone in spagnolo con un cantante spagnolo molto conosciuto, David Meria, e poi c’è il singolo nuovo intitolato “Dinosauro”, che porta la firma di Mogol e suo figlio Francesco.

D:Come descriveresti la tua musica a chi non ha avuto la possibilità di ascoltarla?

R:E’ una musica vera e sincera, non studiata a tavolino ma che viene dal cuore.

D:Dal 2017 ti sei avvicinato a nuovi sound. Cosa ti ha spinto a effettuare questo tipo di ricerca? Sono emersi altri lati di te?

R:Credo che l’obiettivo di un artista sia sempre scoprire di mondi nuovi, ho iniziato ad arrangiare la musica come negli anni ’70 quando la musica era solo suonata, e c’era poco utilizzo di strumenti come i sintetizzatori. C’erano basso, chitarra, batteria, strumenti veri e suonati a cui ho deciso di tornare. Ora è difficile leggere nei dischi i nomi dei musicisti, perché è tutto più tecnologico, mentre io ho voluto fare questo salto nel passato.

D: Qual è un messaggio che attraverso la musica ti piacerebbe fare al pubblico?

R:Non sento di dover dare messaggi, le canzoni che scrivo raccontano ciò che vivo, ma mi sono reso conto che molte persone si rispecchiano in ciò che scrivo, ed è bello che il mio pubblico possa immedesimarsi nei miei testi.

D:Quali sono le differenze quando interpreti un brano scritto da te e uno scritto da altre persone?

R:Di solito io canto sempre canzoni mie, quest’ultimo singolo è una rarità anche perché scritta da uno dei maggiori autori di musica italiana negli ultimi cinquant’ anni, per questo ho deciso di tirarmi indietro come autore e accogliere questa bellissima proposta.

D:  Com’è nata la collaborazione tra te, Mogol e suo figlio?

R:E’ nata per caso. Ero in un periodo particolare, e un giorno mi trovai a casa di Francesco e gli raccontai questa situazione, lui mi disse che tempo prima scrisse con il padre una canzone che raccontava quello che in quel momento io sentivo. Me la fece ascoltare e me ne innamorai subito, chiesi quindi se potevo provinarla lui accettò; e già questo per me era toccare il cielo con un dito. Gli feci poi ascoltare il risultato, a lui è piaciuta molto, l’ha fatta ascoltare a Mogol che è rimasto piacevolmente colpito.

D:Cosa rappresenta per te questo singolo?

R:Questo singolo per me è una rinascita sia a livello umano che artistico. Dopo due anni precedenti complicati dal lato artistico, questo singolo è un punto di ripartenza.

D: Hai effettuato già diverse collaborazioni, c’è n’è una che sogni?

R: Mi piacerebbe collaborare con colui che reputo un maestro: Gigi D’Alessio che quando è uscito questo singolo, mi ha mandato un video con il suo “in bocca al lupo” che ho postato anche sui social network. Una collaborazione a livello musicale con lui, sarebbe nuovamente toccare il cielo con un dito.

D:Nella scorsa intervista ti chiesi cosa rappresentava per te la musica. La tua visione rispetto ad allora, è cambiata o è sempre la stessa?

R:La mia visione è un po’ cambiata; rappresenta per me sempre qualcosa di vitale, non posso stare un giorno senza ascoltare o fare musica, è proprio un bisogno personale.

D: Quali sono i progetti che ti aspettano?

R: I progetti sono un album in vista, sono infatti in studio per la lavorazione del nuovo disco, con canzoni che amo tanto.


Ringraziamo Marco Rotelli per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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