Marco Rotelli – Il nostro domani

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Marco RotelliIl mio domani

Marco Rotelli e Deborah IuratoFermeremo il tempo

Marco Rotelli a Battiti Live, 2 Agosto 2015 a ManfredoniaIl mio domani


Il domani lo si percepisce dall’intensità di uno sguardo verso infiniti sempre pronti a donare sensazioni; il domani lo si percepisce dalla musica che ha sempre il potere di percepire vite, sempre il potere di trasformarsi in vita. La musica è futuro. La musica è poesia. E vivere il domani significa proprio vivere la poesia che è la nostra esistenza; trasformare note in parole. Il senso della musica è farsi silenzio che parla; il senso della musica è nel domani che siamo pronti ad affrontare e che attendiamo con tutta l’energia insita in corpo. Oggi vi presentiamo un domani sempre pronto a regalare emozioni, sempre pronto a fare poesia e trasformarla in musica, sempre pronto a restare in silenzio mentre corde toccano note.

Marco Rotelli - Il nostro domani

E’ il domani di Marco Rotelli, cantautore e musicista, che trasmette intensità anche dove gli sguardi smettono di cercare infiniti; è il domani di chi crede nella bellezza dei propri sogni fino a trasformarli in realtà che non tramontano mai. Dalla sua musica, si percepisce la sensibilità di un ragazzo che conserva dentro sé un mondo fatto di segreti e silenzi, svelati solo attraverso note che toccano le corde dell’anime, attraverso paroleespresse e comprensibili da chi riesce a comprendere, da chi riesce a sognare, a credere nel domani. Il domani di Marco è un domani che diventa oggi quando la sua musica entra nel cuore, avendo la capacità di farci diventare persone in grado di ascoltare. Ogni parola, ogni nota. Si riesce a percepire la sua anima, fatta di leggerezza ed umiltà, di progetti nel cuore e di sorrisi nella realtà. Un’anima che crede sempre nel suo domani. Marco Rotelli nasce a Milano; la passione per la musica gli arriva dal nonno napoletano, che lo spinge a cantare e a suonare. Infatti già all’età di 14 anni, Marco comincia a scrivere i suoi primi testi e si iscrive al conservatorio di Milano “Giuseppe Verdi”, dal quale uscirà diplomato in tromba nel 2011. Si appassiona anche al pianoforte, strumento che più di altri riuscirà ad accompagnarlo nella carriera di cantautore. Ben presto, si manifesta in lui il forte desiderio di diventare cantante che cerca di concretizzare bussando alle porte della discografia. Nell’estate del 2014, il progetto viene conosciuto e apprezzato dalla casa discografica New Music International, con cui Marco inizia un grande lavoro di produzione in studio di registrazione. Rotelli è subito ben accolto dalle radio. Il primo singolo promozionale (“Il mio domani”) viene programmato da molte radio e l’artista, grazie ai vari social network, inizia ad avere un seguito di fans, che cresce sempre più grande all’uscita del suo secondo singolo (“Parlami… cercami”), al quale hanno collaborato musicisti di grande fama, tra cui spicca Stef Burns (chitarrista di Vasco Rossi) e poi di un terzo singolo (“Vivi”) che viene programmato nel corso di tutta l’estate 2015. Con la fine dell’estate, Marco entra in contatto con Deborah Iurato, artista vincitrice della penultima edizione del talent show “Amici” e tra i due cantanti nasce un’amicizia sincera ed artistica: sorge dunque l’idea di fare un duetto. Marco propone alla cantante il suo brano “Fermeremo il tempo”, che diventerà così il quarto brano in promozione per il giovane Rotelli, brano che ha riscontro nelle radio nazionali e nelle classifiche di ITunes. Dopo un intero anno sempre presente nelle programmazioni radio e nelle classifiche di vendita, il 27 novembre esce in tutti i migliori negozi e negli store digitali “Il mio domani”, album d’esordio di Marco Rotelli, che contiene dieci brani: i quattro già noti più altri sei, di cui Marco è autore e compositore. Il 27 gennaio, Rotelli ha presentato per la prima volta live il suo album, presso l’Auditorium di Radio Italia. Siamo tutti legati a un domani pronto ad essere sempre colmo di speranze e sogni; siamo tutti legati a ciò in cui crediamo.

Ma il domani di Marco Rotelli è un domani fatto di sguardi e cuori,

di parole che cercano infiniti e di note che trovano sogni.

La sua musica è questo: parole e note. Infiniti e sogni.

Lasciamo la parola a lui.


D: Cosa rappresenta per te la musica?
R: La musica per me rappresenta tante cose… in primis la salvezza, perché dico sempre che se non avessi avuto la musica come compagna di viaggio anni fa chissà com’è che sarebbero andate le cose. Poi è una cosa che mi fa stare bene e mi fa guardare con positività al mio domani.

D: Pensi che la musica sia il mezzo migliore per te per comunicare i tuoi sentimenti e le tue emozioni? Qual è la caratteristica che rende secondo te la musica così speciale?
R: Beh, io ho iniziato a scrivere canzoni proprio perché avevo bisogno di comunicare, e molte volte ci sono anche riuscito. La musica è un grande mezzo di comunicazione, andrebbe usato a volte più di mille parole inutili.

D: Quali sono le tue esperienze musicali prima del successo?
R: Ho iniziato nella banda musicale di Nerviano, dove sono cresciuto. Poi mi sono iscritto al conservatorio di Milano e mi sono diplomato in tromba, da lì ho iniziato a suonare musica classica in orchestre sinfoniche realizzando anche più di 100 concerti l’anno. Poi ho iniziato a scrivere canzoni. Ed è cambiato tutto.

D: Quali pensi siano le caratteristiche che abbiano contraddistinto la buona riuscita del tuo progetto iniziato nel 2014 con la New Music International e il conseguente successo alla radio dei tuoi singoli?
R: Il percorso è ancora molto lungo e tortuoso, ma credo che quando ci metti il cuore in quello che fai prima o poi i risultati arrivano. In questo progetto c’è tanto cuore, tanta speranza e tanta determinazione. Secondo me sono gli elementi fondamentali per fare musica.

D: Durante la fine dell’estate 2015 conosci Deborah Iurato stringendo con lei una grande amicizia, che vedrà la sua partecipazione al singolo “Fermeremo il tempo”, che ottiene come gli altri brani grande riscontro sia da Itunes che dalle stesse radio. Come nasce la stesura e composizione di questo brano? Cosa ti ha spinto a scegliere la collaborazione con Deborah?
R: “Fermeremo il tempo” è uno dei primi brani che ho scritto anni fa, ma lo lasciai sempre nel cassetto aspettando forse l’occasione giusta per tirarlo fuori. Appena conobbi Deborah, casualmente in studio, pensai subito a quel pezzo e glielo feci sentire. Le piacque subito e decidemmo di farlo assieme! Una grande soddisfazione! Ne approfitto anche per fare a lei e a Giovanni Caccamo un grande in bocca al lupo per Sanremo!

D: Il 27 novembre esce nei negozi il tuo primo album intitolato “Il mio domani” contenente dieci brani dei quali quattro editi e sei inediti. Come descrivi il tuo album sia per quanto riguarda la musicalità sia per la scrittura dei testi?
R: E’ un disco frutto di un percorso di crescita che ho vissuto dentro di me e che credo viva ogni adolescente; io forse con molti più problemi esistenziali legati a tante cose, ma credo che sia un album vero, non costruito, di vita veramente vissuta e non inventata per fare un disco.

D: La tua prima canzone registrata è quella che dà il titolo al tuo album, successivamente questa canzone è stata il tuo debutto per il grande pubblico ed infine è stata scelta come titolo dell’album. Cosa vuoi comunicare a chi ti ascolta attraverso questa canzone?
R: Questa canzone era per me un grido di liberazione. Mi piacerebbe comunicare a tutti di rincorrere i propri sogni o comunque di ricorrere quello che nella vita si vuole raggiungere. Questo è lo scopo dell’esistenza, nient’altro.

D: Nel tuo album sono presenti, inoltre, diverse sonorità, dal rock più grintoso, al pop più romantico. Pensi che attraverso questo cd tu sia riuscito ad esprimere parzialmente la tua personalità?
R: Credo che sulla mia personalità ci sia ancora tanto lavorare, sono in continua crescita. Poi credo sia difficile esprimere la propria personalità anche a 50 anni. Magari dimostri carattere, ma la personalità secondo me cambia ogni minuto. Ogni volta che scrivi una canzone hai una personalità diversa, io la vedo così, poi non so.

D: Hai avuto la possibilità di collaborare anche con grandi musicisti, tra i quali Stef Burns, chitarrista storico di Vasco Rossi, per il brano “Parlami… Cercami”. Quali sono le caratteristiche che attraverso la loro figura hai avuto modo di apprendere?
R: L’umiltà. La frase “Più sei grande e più sei umile” è verissima. E con Stef è stato così. In studio si è messo a completa disposizione, stavo svenendo.

D: Il tuo rapporto con i fans è molto particolare e stretto, parte del tuo successo è dovuto anche a mezzi di comunicazione come i social. Quali sono i canali dove i tuoi fan possono seguirti essendo aggiornati su tutte le tue news?
R: Mi potete trovare su Facebook, instagram, twitter, periscope, google+, youtube, snapchat…insomma sono ovunque. Un grazie immenso a tutte le persone che ogni giorno mi seguono con costanza e dedizione.

D: Quali sono i sogni che hai realizzato e che vuoi realizzare in questo campo? Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Credo sia ancora troppo presto per fare bilanci…ci risentiamo fra 10 anni.

D: Cosa ti aspetti per il tuo domani?
R: Mi auguro di fare sempre musica, a prescindere dal successo. La musica è la mia droga che mi fa svegliare positivo la mattina e mi fa dormire tranquillo la notte.


Quando non crediamo più a niente, quando iniziamo a pensare che i nostri sacrifici sono vani, miracolosamente qualcosa cambia. E’ un segnale dell’universo. Quando si fa di tutto per far si che un sogno si realizzi, questo come d’incanto si materializza, inaspettatamente, e ci si rende conto di quanto sia bello spendere le proprie energie per qualcosa che si vuole ottenere davvero. Marco Rotelli è la rappresentazione concreta di questa realtà, un cuore che ha sempre sognato il suo, nonostante le difficoltà, perchè sapeva che la musica è il mezzo che gli permette davvero di essere se stesso, di esprimersi nel modo più efficace possibile. Marco sa sperare, sa lottare per ciò che desidera ed è quello che attraverso la sua musica vuole trasmettere a tutte le persone che lo ascoltano.

A volte sembra molto più facile arrendersi, ma sono proprio le difficoltà che rendono ciò che si desidera ancora più bello.


Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista, pubblicazione e conclusione realizzate da Manuela Ratti

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