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Musicista


 

Marco Nardiello - Silenzi musicaliFiori che sbocciano come amori, sguardi che nascono come deboli primavere. Silenzio. Silenzio che alberga quando, nella Chiesa gremita di gente, due anime si annunciano amore eterno. Amore che va al di là del tutto, al di là del niente, al di là di due occhi che guardano e sorridono. E allora quel momento diviene infinito, e tutto si trasforma in magia; tutto diviene musica. E in un angolo, all’ombra, un ragazzo prende tra le mani un violino e inizia a suonare. Le due anime si incontrano così nel cosmo, cosmo denominato natura, luogo in cui è avvenuto il primo vero miracolo. Il miracolo di trasformare il suono in musica, il miracolo di trasportare quella musica nel vento, il miracolo di respirare quel vento. E, mentre tutto intorno è silenzio, note magiche viaggiano in luoghi sacri e in fragili cuori, donando loro coraggio e speranza. E’ questo il potere della musica: è un continuo viaggiare nell’aria, è un continuo silenzio. E’ questo il senso della musica, nel giorno più prezioso per ogni essere umano. E’ come dare un nome ad emozioni che sbocciano senza perché, è come chiudere gli occhi, restare in silenzio e ascoltare ciò che il cuore non ha il coraggio di confessare.
“Il silenzio è la miglior musica che si possa mai ascoltare”, sono queste le parole di Marco Nardiello, musicista che oggi conosceremo meglio. La sua passione per la musica germoglia sin da piccolo, quando resta affascinato dalla magia che piccoli strumenti possano scaturire. Studente presso il “Conservatorio E.R. Duni” di Matera, a soli 19 anni, ha già suonato per una serie di concerti, matrimoni ed eventi di vario genere, credendo davvero in ogni nota che suona, in ogni corda che tocca, in ogni sogno che il suo cuore conserva.

Ed ora, lasciamo la parola a Marco.


D: Da cosa nasce la passione per la musica?
R: Mia sorella, Rossana, durante la scuola elementare si interessò ai corsi di musica, fu così spinta a parlarne col professore per scegliere lo strumento nel quale specializzarsi, io seguendo una lezione mi sono fortemente interessato.

D: Qual è lo strumento in cui ti sei specializzato? Per quale motivo lo hai scelto?
R: Sono appassionato di tutti gli strumenti ad arco, di conseguenza quelli che preferisco sono la viola e il violino. Se dovessi scegliere tra uno dei due preferirei la viola, poiché secondo il mio parere ha nel suono qualcosa in più del violino.

D: Che esperienza hai come musicista? Hai mai suonato per un matrimonio?
R: Si, ho suonato per tanti matrimoni. Per quanto riguarda la mia esperienza, dopo un mese dalle lezioni ho iniziato a suonare in chiesa, costituendo un primo coro scioltosi dopo 4 anni. Successivamente ho suonato per un nuovo coro, ancora attivo, per eventi di vario genere. Ho suonato per matrimoni con l’accompagnamento di un organista. In più mi sono esibito in concerti.

D: Come descrivi l’emozione che provi mentre suoni?
R: E’ un emozione che mi risulta difficile descrivere a parole, totalmente inspiegabile. Credo che l’effetto che mi susciti sia meraviglioso, come ogni cosa che ti appassiona e reputi speciale, più la pratichi, più vorresti continuare, desidereresti che quel momento fosse interminabile.

D: C’è una musica in particolare che ha ricoperto le tappe della tua vita?
R: Sicuramente se dovessi scegliere tra una delle musiche alle quali sono maggiormente legato, direi la prima canzone che ho suonato, Gabriel’s Oboe, del grandissimo compositore Ennio Morricone.

D: In che momento della giornata dedichi più tempo alla musica?
R: Il momento in cui preferisco dedicarmici è sicuramente la notte. La soluzione che ho trovato per non poter disturbare, è il violino elettrico, il suono riprodotto giunge attraverso delle cuffie e può essere percepito solo ad una certa vicinanza.

D: Qual è il musicista che ti ha dato l’ispirazione maggiore?
R: Credo fermamente che soprattutto in questo campo qualunque insegnamento possa essere una grandissima fonte di crescita personale e formativa, quindi tutti i maestri che mi hanno accompagnato durante questo bellissimo percorso sono per me l’ispirazione.

D: Cosa pensi di trasmettere attraverso la musica?
R: Penso che il successo maggiore è quello di trasmettere attraverso la musica le sensazioni, gli stati d’animo, e le emozioni che provo in quel determinato momento, essendo la musica la cosa più pura e reale, è giusto che le sensazioni che suscitano siano sincere allo stesso modo.

D: Hai mai composto musica?
R: Per il momento ancora no, credo che arrivare alla composizione di una musica sia un momento molto speciale, per questo motivo è giusto saperlo conservare, e usarlo nel momento in cui si ha veramente qualcosa da dire.

D: Ogni giorno chi ti dà l’ispirazione per continuare a credere nel tuo sogno?
R: Come detto ad una delle precedenti domande la musica è una cosa totalmente spontanea, perciò più che prendere ispirazione dalle persone, preferisco attingerla dalle sensazioni che mi suscita quel determinato momento, bisogna lasciarsi condurre dall’emozione.

D: Secondo te come è nata la musica?
R: La musica, secondo me, non è esclusivamente quella emessa da uno strumento o da una o più voci, un suono naturale può essere anche esso musica, perciò, la nascita della musica è avvenuto quando Adamo ha compiuto il primo passo.


Ringraziamo Marco per la collaborazione, sperando possa raggiungere il suo sogno!

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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