Marco Guacci – Voce pronta a riempirci il cuore

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Speaker radiofonico


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Marco Guacci



Qualche giorno fa, abbiamo avuto il piacere e l’onore di entrare in un posto che, per molte persone del nostro territorio, è un punto di riferimento di ogni giorno. Un amico, un compagno, a volte anche un confidente.

Nella quotidianità di ogni giorno, in ciò che proviamo, in ciò che viviamo, nelle nostre paure e nelle nostre speranze, ci sarà sempre una voce pronta a riempirci il cuore.

Stiamo parlando della Radio: musica, racconti, impulsi, flussi di coscienze, legami.

Qualche giorno fa siamo dunque entrate in quel posto così lontano, ma che ci è apparso vicino. Abbiamo incontrato Marco Guacci, il celebre speaker di Radio Norba, che ci ha raccontato un po’ di sé e di quelle voci che raggiungono sempre più persone. Soprattutto della sua, calda e intensa al punto giusto, tanto da far catturare l’attenzione di chi cammina per strada e cerca l’interesse di qualcuno, di chi è in casa e prepara da mangiare mentre la musica suona nella mente, di chi semplicemente è disteso su un divano ad ascoltare.

Per questo lasciamo la parola a lui, con l’augurio più grande di proseguire in questo meraviglioso percorso.

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D: Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo della radio?
R: Durante il liceo non studiavo tantissimo, avrei voluto fare il calciatore. Un anno sono stato bocciato e ho iniziato ad aiutare mio nonno nel suo mestiere di artigiano; a lui piaceva molto la radio che è diventata la compagna delle nostre giornate. Durante quell’estate ho capito che mezzo potente e magico fosse la radio, e da lì mi sono lasciato completamente trasportare.

D: Come è giunta la proposta di Radio Norba?
R: Dalla parentesi che descrivevo prima, ho iniziato la mia gavetta come deejay in  discoteca. Una sera è venuto Alan Palmieri, il direttore di Radio Norba, a cui avevano parlato di me. Quando è venuto mi ha chiesto se il mio fosse solo un gioco o una passione vera e propria che avrebbe potuto trasformarsi in lavoro. Ho deciso di mettermi in gioco, e all’inizio non è stato facile. Alan è stato severo al punto giusto, dandomi tantissimi insegnamenti che ritrovo solo oggi, rispetto a dieci anni fa quando avevo la testa ancora un po’ tra le nuvole.

D: Cosa ricordi del tuo giorno di debutto in radio?
R: Parlavo molto veloce, tuttora mi capita quando cerco di condensare tanti pensieri. Ricordo che ad Alan chiesi come fosse andata e lui mi consigliò di rallentare un po’. All’epoca questa radio era un tempio, come lo è anche oggi. Prima di giungere ho fatto un percorso con radio più piccole, e quando si parlava di radio, Radio norba era un punto d’arrivo. Ho pianto dall’emozione quando sono stato preso.

D: Qual è l’aspetto che più preferisci del mondo della radio?
R: La musica e l’allegria. Del mio spirito fa parte l’allegria anche con gli amici amo scherzare e divertirmi; qui ho imparato a dosare un po’ di tutto. Il mio desiderio è quello di trasmettere positività alle persone facendole stare bene, comunicando un po’ di leggerezza.

D: Quali sono le caratteristiche che secondo te ti definiscono come speaker o che caratterizzano il programma che conduci?
R: Credo che bisognerebbe chiederlo a coloro che ci ascoltano; il mio obiettivo è far sorridere e spero che sia così. Conducendo il programma insieme a Claudia Cesaroni, sento di riuscirci. Da quando sono giunto a Radio Norba ho condotto quasi tutte le fasce orarie, sono stato in coppia con professionisti bravissimi, fino a trovarmi poi da solo nella fascia oraria dalle 15 alle 17. Forse in quell’epoca sperimentavo, ma adesso sento di essere veramente me stesso. Inizialmente quando è arrivata Claudia non l’ho presa benissimo, sentivo come se un mio spazio fosse stato invaso; adesso, invece, credo che lei sia una parte fondamentale del programma perché c’è uno scambio di idee e credo che adesso ci sia un equilibrio perfetto.

D: Qual è uno dei ricordi più belli che ti lega al mondo della radio?
R: I momenti di cambiamento, in cui mi sono messo alla prova. Alan è stato un grande allenatore, umanamente straordinario e professionalmente molto preciso e meticoloso. Ricordo di tutte le volte in cui mi incoraggiava, ricordo poi quando ho lasciato e il momento in cui sono tornato tre anni fa è stato fantastico. Per il resto ogni  giorno, finito il programma, analizzo come è andata la puntata, traendone gli aspetti positivi.

D: C’è un personaggio del mondo della musica o più in generale dello spettacolo che ti piacerebbe intervistare?
R: Sono stato fortunatissimo perché ho avuto modo di confrontarmi con i più grandi sia con band sia con cantanti singoli; ho avuto infatti la possibilità di conoscere Francesco De Gregori. Tra i personaggi che sogno di intervistare in ambito musicale direi il mio idolo assoluto: Mark Knopfler dei Dire Straits, ma anche Bob Dylan: persone che hanno qualcosa da raccontare. Inoltre è molto bello parlare con gli ascoltatori, instaurando un dialogo basato sul confronto. Credo che il mondo della radio sia diverso da quello della televisione perché con la radio c’è più comunicazione e
immediatezza.

D: Quali sono i consigli che daresti ad una persona che come te si vuole avvicinare al mondo della radio?
R: Bisognerebbe sempre essere sé stessi, ma non è facile. Con l’impegno, l’applicazione di ogni giorno e la passione si arriva, e sono sicuro sia una regola che valga per tutti.

D: C’è un sogno che ti piacerebbe realizzare nel mondo radiofonico?
R: Li ho realizzati e non potrei volere più di così; credo sia un punto di arrivo. Prima credevo di dover andare necessariamente in una radio che fosse trasmessa in tutta Italia, ora non ascolto più le radio da un po’, perché si rischia di farsi influenzare. Avevo l’ansia di dimostrare qualcosa, forse a me stesso. Qui sto benissimo, un giorno mi piacerebbe poter condividere il palco del “Battiti live” insieme ad Alan Palmieri; è diventata una manifestazione incredibile che ho visto crescere. Ascoltando le altre radio non noto altre differenze rispetto alla nostra, ci sono colleghi molto bravi e credo sia una bella sfida.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Sviluppare ancora di più le abilità in video; è inevitabile confrontarsi con determinate dinamiche e meccanismi. È sempre una radiovisione ma vorrei diventare ancora più bravo sotto questo punto di vista.


Ringraziamo Marco Guacci per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti

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