Ludovico Fremont – Occhi puntati sul mondo

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Attore

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Ludovico Fremont



 Oggi è con noi, con immenso piacere, un attore delle ultime generazioni, maschera di numerose personalità, diverse tra di loro ma di un’unica intensità.
Teatro, cinema, occhi puntati sulla camera da presa, diventare altre persone restando sé stesso, spaziando da un genere all’altro, dimostrando di essere lui sempre, senza filtri. Trasparente.
Parliamo di Ludovico Fremont, reso noto per la sua freschezza d’animo.
occhi-puntati-sul-mondo-ludovico-fremontNato a Roma da padre francese e madre italiana, studia recitazione presso il Collegio Nazareno e successivamente frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico diplomandosi nel 2004. Sempre nel 2004 prende parte allo spettacolo teatrale La Centaura nel ruolo del “centaurino” con Mariangela Melato diretto dal Maestro Luca Ronconi.
Esordisce in TV nella seconda serie di “Lui e lei” (1999), con Enrico Mutti e Vittoria Belvedere. Nel 2006 raggiunge la popolarità partecipando alla serie televisiva I Cesaroni, in cui ha il ruolo di Walter Masetti. Proseguirà fino alla quarta stagione. Nel 2007 arriva sul grande schermo con il film Scrivilo sui muri in cui è protagonista insieme a Cristiana Capotondi.
Successivamente nel 2009 girerà il film “Sei giorni sulla terra” diretto da Varo Venturi e il film “Natale a Rio” per la regia di Neri Parenti con Christian De Sica. Nell’estate dello stesso anno lavora in Sudafrica con la BBC nel film televisivo “The Sinking of the Laconia” nel ruolo di Vincenzo Digiovanni, un giovane militare italiano catturato dopo la disfatta dell’esercito italiano nella battaglia di El Alamein durante la Seconda Guerra Mondiale. Per conto della Lux Vide entra a far parte del cast di “Che Dio Ci Aiuti 2” con Elena Sofia Ricci; nello stesso anno interpreta il ruolo di “Cris” nel film prodotto da Massimo Ferrero “Presto farà giorno”. Nel 2014 ha interpretato il personaggio di Nino nella serie televisiva “Un’altra vita” con Vanessa Incontrada, Cesare Bocci e Loretta Goggi per la regia di Cinzia TH Torrini e il proseguimento della serie “Che Dio Ci Aiuti 3”.
Nel 2015 è protagonista dello spettacolo teatrale Uomini Senza Donne scritto e diretto da Angelo Longoni.

Lasciamo la parola a Ludovico, ringraziandolo di averci deliziato della sua attenzione.


D: Come nasce la passione per la recitazione?
R: Non è mai stata una passione bensì un esigenza per sentirsi vivi. Non è mai stato un mio sogno: avrei voluto diventare un pilota di moto o d’aerei oppure un cuoco quando ero piccolo. Poi tutto nacque per caso o inevitabilità ed è divenuto il mio lavoro, la mia vita.

D: Hai debuttato molto presto nel mondo dello spettacolo. Come questo ha condizionato la tua vita?
R: Cominciai all’età di 16 anni dopo aver frequentato un corso di recitazione per curiosità. Dopo di che, il mio maestro di recitazione Thomas Otto Zinzi, mi invitò a presentarmi ad un provino per la Lux per un ruolo nella serie “Lui e lei 2” per la regia di Elisabetta Lodoli. Così tutto è cominciato. Dopo diverse serie nella quale ho interpretato diversi ruoli, con una maggiore crescita e consapevolezza mi iscrissi all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” dove mi sono diplomato nel 2004. Ho avuto maestri come Pino Passalacqua, Mario Ferrero, Lorenzo Salveti. Ho continuato a studiare per conto mio traendo insegnamento da molti maestri italiani ed esteri. Poi sono arrivato a lavorare con Luca Ronconi e Mariangela Melato.

D: Il tuo primo ruolo importante è stato quello di Walter, nella fiction “I Cesaroni” nella quale hai recitato per quattro stagioni. Cosa ricordi di quell’audizione? Era Walter il ruolo che vedevi a te più congeniale? Qual è stato il momento più bello vissuto all’interno del set della fiction “ I Cesaroni”?
R: I Cesaroni. Già. Un successo enorme, talmente grande che ad oggi che sono passati molti anni è difficile da gestire. Non scherzo. Ai vari provini (3 in totale) ho sempre pensato che Walter fosse il personaggio più allettante , stimolante e divertente. Quindi come dire: non credo avrei voluto o potuto dare altro nella serie. Mi ricordo molto bene il primo incontro con Matteo Branciamore. Eravamo perfetti insieme: il bianco e il nero, lo Yin e lo Yang. Ovviamente per la serie e nei nostri ruoli. Ci siamo divertiti e abbiamo condiviso una parentesi importante della nostra vita. Ho amato la serie, gli attori, il produttore e i registi. Quattro anni molto intensi e poi ho maturato delle decisioni che mi portarono a volermi mettere in gioco. Il mio carattere mi ha sempre portato a mettermi in discussione e ad affrontare nuove sfide. Molto dure. Ma sono così. “Never give up”.

D: Quale credi sia un aspetto di te che la gente che ti ha seguito ha potuto ben capire di te, anche attraverso i personaggi da te interpretati?
R: Non saprei. Dovrei chiederlo a loro o a voi. Voi cosa direste?

D: Nel 2007 ottieni anche un ruolo di rilievo nel film per il cinema “Scrivilo sui muri”. E’ stata differente l’esperienza del cinema rispetto a quella che avevi vissuto in televisione? In che aspetti?
R: Nel 2007 ho preso parte al cast di “Scrivilo sui muri” come protagonista assieme a Cristiana Capotondi e Primo Reggiani con il quale ho instaurato un ottimo rapporto lavorativo e confidenziale per la regia di Giancarlo Scarchilli. Bel lavoro anche lì, bei compagni di lavoro. Giravamo spesso di notte. Faceva molto freddo: questa è stata l’ unico aspetto negativo.

D: Nel 2009 reciti in un film chiamato “The Sinking of the Laconia” dove interpreti un militare italiano catturato dopo la battaglia di El Alamein. E’ stato per te difficile sperimentare un ruolo così diverso da quelli precedenti?
R: The Sinking of The Laconia (L’ Affondamento del Laconia) . Che meraviglia!! Sud Africa. Attori Inglesi, tedeschi, sud africani ed alcuni che hanno lavorato e tutt’ora lavorano anche ad Hollywood. Brian Cox, Franka Potente, Ken Duken, Lindsay Duncan, Thomas Kretschmann. Devo ringraziare Carlo Bixio che mi ha dato questa opportunità. Nonostante non sia più tra noi ogni giorno, lo ringrazio e lo ringrazierò fino alla fine dei miei giorni. Il ruolo era eccezionale. È stato un sogno realizzato. Ho letto e studiato molto sui reduci della seconda guerra mondiale e sulla battaglia di El Alamein. Un’esperienza che mi ha segnato l’anima, considerato soprattutto che il film narra di un avvenimento orribile sulla sorte di alcuni prigionieri italiani durante quel periodo. Una pagina di storia dimenticata dai più e che era giusto riaffrontare.

D: Con chi sogni di collaborare in futuro? In che ruolo o in che genere di film vorresti cimentarti?
R: Di sogni in particolare ne ho due. Sono segreti e mi imbarazza parlarne. Mi piacerebbe lavorare con Giuseppe Tornatore. Lo trovo un genio. Avrei voglia di lavorare in film d’azione; visti tutti gli sport e le discipline acrobatiche che ho praticato, dovrei cavarmela. Immagino.

D: Hai mai pensato di vederti dietro le quinte di un film cimentandoti nella regia?
R: Ho già fatto un film dietro la macchina da presa “The Answer: la risposta sei tu” prodotto dalla “Fondazione Il Sangue”: E, è visibile su Youtube (https://youtu.be/69mw_kB16NI). È stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2015 nella sezione Alice Nella Città. Sta avendo molto successo nelle scuole e nei vari congressi sulla prevenzione della salute e i danni che la coltivazione del tabacco infierisce alla Terra. Una Fiaba Dark con attori conosciuti: Massimo Poggio, Francesco Pannofino, Luigi Di Berti, Roberto Ciufoli, Pietro De Silva tra i grandi e tra i più giovani, Neva Leoni, Andrea Dianetti, Luca Cesa, Filippo Laganá e tanti altri. Ma nonostante questo trovo sia esagerato definirmi regista. Non ho studiato abbastanza nè tantomeno ho la presunzione di definirmi tale. Essere regista richiede molta esperienza e preparazione.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: I miei progetti futuri. Sono futuri. Concedimi una battuta. Come faccio a saperlo?

 


Ringraziamo Ludovico Fremont per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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