Luca Pacioni- Un amore incontrollabile ed essenziale

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Cantautore

Pagina FBLuca Pacioni

“Il primo amore non si scorda mai”. Lo diciamo spesso ricordando la persona che ha per noi rappresentato l’amore quello autentico, quello sincero… Ma si può parlare anche di amore riferendoci ad una nostra passione, quella che è sempre con noi, quella che siamo certi, nonostante tutti i cambiamenti ci sarà sempre. E’ questo che la musica ha rappresentato per Luca Pacioni.

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Nasce in provincia di Milano nel 1985. Inizia a strimpellare una chitarra a dieci anni. All’inizio imitava i grandi che vedeva in tv, poi ha scoperto che ci sono note e note, armonie e rumori, suoni e frastuoni, parole e voci, sillabe e significati. Le prime due canzoni sono nate a dodici anni. Ancora oggi conserva quei fogli di quaderno e sorride ogni volta che ci pensa. Crescendo, sono arrivate le cover band: ha suonato, cantato ed è salito su ogni palco disponibile, che fosse un locale o una sagra di paese. Si è guadagnato applausi e critiche ma soprattutto esperienza. Nel frattempo ha continuato a scrivere le mie canzoni su quaderni e foglietti. Grazie a questi ha capito che in quelle parole poteva dare voce alle sue emozioni e nelle note esprimere i suoi stati d’animo in modo vero. Quegli stati d’animo che nella vita di tutti i giorni non trovavano sfogo. La passione delle domeniche in camera e in sala prove è diventata tutto questo.Canzoni che parlano di sè, di percorsi e di incontri in cui ritrovare sè stesso. E insieme a sè stesso mi auguro un po’ di voi.L’album “Complice”, in uscita in autunno, rappresenta quello che è.

Lasciamo la parola a Luca Pacioni, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la passione per la musica?
R: Nasce fin da piccolo. Un giorno mio zio si presentò a casa con una chitarra in regalo, da quel giorno non ho più smesso di suonare e scrivere musica! Avevo 12 anni.

D: Quali sono i ricordi che ti legano ai tuoi inizi nel mondo della musica?
R:I pomeriggi chiuso in camera a cantare e suonare per ore ed ore e le tante registrazioni su cassetta improvvisando i miei primi brani inediti.

D: Quali sono i tuoi modelli di riferimento in campo musicale? Perché?
R: Sono influenzato dalla musica in ogni sua possibile forma e identità, farei davvero fatica a scegliere un modello di riferimento.

D: C’è una canzone delle tue alla quale sei maggiormente legato? Perché?
R: “Sei Tu”, il singolo che ha anticipato l’album stesso. Nonostante queste note e parole siano state scritte diversi anni fa, riesco ancora a ritrovarmi oggi come se fosse la prima volta. “Sei Tu” è qualcosa che non finisce e ogni giorno ne ho la prova.

D: In molte tue canzoni il tema principale è l’amore. Qual è il messaggio che vorresti il pubblico recepisse?
R: L’importanza dell’amore stesso. E’ il centro di tutto e muove ogni cosa che ci sta intorno, la sua natura incontrollabile lo rende ancora più essenziale.

D:Il tuo ultimo album si intitola “Complice”. Parlaci di questo album. Come mai questo titolo?
R:“Complice” è di fatto un libro aperto su momenti di complicità che hanno caratterizzato la mia vita. E’ ciò che meglio mi rappresenta ora: non è solo il primo album o la raccolta di tutte le canzoni scritte fino ad ora.

D: Invece il tuo singolo si chiama “Sei tu”. Raccontaci di questo singolo
R:Come ho detto prima è una canzone scritta diverso tempo fa ma ancora molto attuale. Parla di due persone che cercano in tutti i modi di negarsi per poi giungere finalmente alla conclusione che lo stare insieme è l’unico scenario possibile. Mi piace definire “Sei Tu” come qualcosa che non finisce ma che è la conclusione.

D: Da cosa attingi l’ispirazione per la scrittura delle te canzoni?
R:Dai miei stati d’animo e dalla vita di tutti i giorni. Sento a volte l’esigenza di chiudermi in me stesso e scrivere canzoni. Molto spesso mi ritrovo a capire quello che ho dentro solo dopo aver scritto una canzone.

D: C’è un sogno o un obiettivo che vorresti realizzare in ambito musicale? 

R: Mi piacerebbe un giorno andare a Sanremo.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Suonare dal vivo il più possibile. Il contatto con il pubblico è per me fondamentale e oggi sento il bisogno di condividere queste canzoni da un palco. Le emozioni che ogni concerto è in grado di darmi sono l’energia più forte di cui necessito ora. Ho voglia di suonare e immagazzinare ogni singola sensazione per dare tutto me stesso alla musica e alle persone.


Ringraziamo Luca Pacioni per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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