Luca Angeletti – La trasparenza nel mistero

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Attore

Facebook: Luca Angeletti

 



 

Siamo felici di conoscere e farvi conoscere un grande attore del teatro e dello schermo italiano, da cui traspare l’anima di chi crede, e la passione di chi sogna, comunicando la trasparenza anche nel mistero di una cinepresa. Lui è Luca Angeletti che, diplomato nel 1996 alla Scuola Internazionale di Teatro “CIRCO A VAPORE”, ha seguito vari stages di approfondimento per la recitazione teatrale e cinematografica, la danza ed il canto. Colleziona negli anni diverse esperienze teatrali, tra cui quella nel 2003 nello spettacolo “Nessuno” con la regia di M.Bruno , e quelle come interprete, sceneggiatore e regista di cortometraggi, tra cui “Il primo giorno” ,vincitore nel 2004 del Giffoni Film Festival. Inoltre ha avviato anche un’esperienza di insegnamento in corsi sperimentali di cinema, fotografia e teatro.Sul grande schermo ha fatto parte del cast di “Promessa d’amore”, di “Una talpa al bioparco” e di “13dici a tavola”. Lo vediamo successivamente in “Holy Moneydi Maxime Alexandre” e “Questa notte è ancora nostra” di Miniero e Genovese, nel film “Sbirri” e nel ruolo di Enrico in “Scusa ma ti chiamo amore” e “Scusa ma ti voglio sposare” di Federico Moccia. Parallelamente alla carriera cinematografica, porta avanti anche quella televisiva, partecipando a diverse fiction, per Rai, Mediaset e Fox, tra cui La buona battaglia-Don Pietro Pappagallo, Nati ieri, Il capo dei capitutti. E’ inoltre tra i protagonisti della prima e seconda serie di Tutti pazzi per amore, Taglia e Cuci, Squadra Antimafia e Fratelli Detective. Nel 2014, partecipa al film “Lucy” di Luc Besson con Scarlett Johansonn.

Lasciamo la parola a Luca, ringraziandolo e augurandogli di continuare in questo meraviglioso percorso.

D: Sognavi sin da piccolo di recitare o avevi altri progetti?
R: Io da piccolo volevo fare il pilota degli aerei. A 18/19 anni sono andato a vedere uno spettacolo e mi sono emozionato tantissimo, ho visto una forma d’arte nuova che non conoscevo e mi sono detto che volevo provare e farlo anche io e da lì non ho più smesso.

D: Qual è stato il momento in cui hai compreso che il mondo dello spettacolo era la strada giusta per te?
R:  Il mondo dello spettacolo mai neanche adesso, fare teatro è vedere un’arte così completa dove potersi esprimere a livello musicale, di movimento e di parola, quindi a 19 anni più o meno.

D: Ti abbiamo visto in numerosi ruoli, estremamente diversi tra loro. Qual è stato il ruolo che per te è stato più difficile interpretare? Quale più facile? Perché?
R: Quelli più difficili sono sempre quelli che stanno per arrivare, ho cercato sempre di variare di passare quasi da un eccesso all’altro dalla commedia al killer di mafia, mimetizzarmi e cambiare spesso fronte. Quando arrivi dalla commedia e fai un killer o viceversa può essere complesso, ma sono delle belle prove di forza che mi sono concesso di cercare di cambiare fronte più rapidamente possibile, non limitarmi ad una sola direzione è stato anche più divertente per me.

D: Diventi famoso per le tue numerosi partecipazioni a film e serie tv di grande successo. Qual è stato il progetto che più ti ha coinvolto?
R: Tutti, per come affronto io il lavoro mi piace mettere del mio in tutto quello faccio, quindi qualsiasi cosa faccio mi lascio coinvolgere totalmente e cerco di dare il massimo. A livello lavorativo e di collaborazione mi sono sempre trovato bene con tutti, e spero anche tutti i miei colleghi e le maestranze con me. In ogni progetto ho lasciato un pezzo di cuore da “Tutti pazzi per amore” al “Capo dei capi” al film con Beppe Fiorello che ho fatto recentemente sulla guerra in Bosnia. Ogni esperienza lavorativa ti porta anche in dei luoghi con delle persone nuove, alcune le rincontri, sono sempre esperienze molto intense e quindi mi piace tuffarmi con le persone con cui lavoro in qualcosa di nuovo.

D: Ti dedichi anche alla scrittura e sceneggiatura di cortometraggi. Cosa ti piace raccontare all’interno di questi? E’ per te più facile essendo attore?
R:I cortometraggi che ho fatto sono sempre stati frutto di un’alchimia con le persone con cui lavoravo, io non lavoro mai da solo sia quando faccio l’attore che quando faccio regie, quando mi sono trovato a fare regie sono stato un collante tra varie maestranze sia attoriali che dei reparti. Il regista bravo dà una direzione però si deve circondare di gente brava, io ho sempre avuto la fortuna di farlo ed è un po’ un direttore d’orchestra, così è molto semplice perché tu hai un’intuizione, un’idea, un taglio e le persone brave che hai intorno lo codificano e tirano fuori del loro; una regia è valorizzare al meglio le attitudini e le capacità di ognuno che ti circonda, sia degli attori, ma anche per chi si occupa della scenografia, scrittura e musica e riprese fotografiche.

D: Ti piacerebbe pensare alla regia e alla sceneggiatura in maniera più ampia? Se sì, che film ti piacerebbe girare?
R: Sto già lavorando a delle idee di sceneggiatura ho più soggetti in testa, alcuni già pronti e sto per presentarli. Ho dei modelli su cui lavorare, modelli irraggiungibili come Elio Petri o più recenti serie tv come “Breaking Bad”, sono contaminato da varie ispirazioni. Mi piace il cinema che non è prettamente lineare, con un racconto un po’ visionario con delle suggestioni date da tante cose, dai mondi interni dei personaggi, mi piace zoomare all’interno dei personaggi, senza essere troppo invadente, cogliendo la loro vita e le loro passioni.

D: Sei ora in scena con lo spettacolo teatrale “Finchè giudice non ci separi”. Raccontaci di questo progetto.
R: : Questo progetto è nato ormai un anno fa, con un gruppo di lavoro con cui avevo già fatto uno spettacolo, almeno con una parte. Augusto Fornari fa la regia e lo ha anche scritto e fa l’attore, ci siamo ritrovati anche con Nicolas Vaporidis con cui avevamo fatto uno spettacolo che si chiamava “Ritorno al presente” sempre per la regia di Augusto, ci siamo trovati come gruppo teatrale di lavoro. In questo spettacolo c’è anche Toni Fornari, fratello di Augusto come sceneggiatore e Laura Ruocco. E’ una storia molto bella in realtà, è una commedia, ci sono quattro amici che si ritrovano a casa di uno dei quattro che ha appena tentato il suicidio perché si è da poco separato dalla moglie, e questi quattro amici cercano un pochino di tirarlo su e di dargli man forte. Ognuno poi piano piano raccontando la sua storia, chiacchierando e raccontando del proprio, c’è un giallo e la figura di un giudice interpretato da Laura Ruocco. E’ un punto di vista sul matrimonio, sui fallimenti personali di uomini e donne, non c’è nessuna condanna, però c’è questa parte di commedia data dai paradossi di quello che si vive, dal modo di affrontare successivamente una separazione, ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio e il difenderli diventa un meccanismo di commedia. Le bugie che raccontiamo a noi stessi danno il via al meccanismo di commedia, come quella che nasce da Plauto: errori, equivoci, inganni, principalmente quando tutto ciò riguarda noi stessi il meccanismo nostro malgrado è abbastanza comico. In questa veste si gioca anche a carte scoperte, i quattro amici scoprono le carte e vengono fuori dei momenti di rivelazione molto toccanti ed emozionanti, che non posso rivelare. In parallelo stiamo andando avanti anche con il cinema e la televisione, ho appena finito di girare il nuovo film di Massimiliano Bruno “Beata ignoranza” con Gassman e Giallini che uscirà per febbraio/marzo, una commedia molto carina, poi ho girato da poco, ma credo uscirà nello stesso periodo un altro film che si chiama “Mamma o papà” che è un remake di una commedia francese con Paola Cortellesi e Antonio Albanese per la regia di Riccardo Milani, e un altro progetto per la regia di Marco Pontecorvo con Adriano Giannini e Nino Frassica che credo uscirà su rai 1 a breve, è un periodo di grandi uscite per me. Inoltre c’è questa tournee molto bella che ci porta in giro per tutto il Centro-Nord Italia, siamo stati a Modena, Ostia, Roma, Prato lo spettacolo è stato molto apprezzato ed andremo avanti fino a Gennaio.

D: Che ruolo ti piacerebbe sperimentare in futuro?
R:  In realtà ho avuto la fortuna di affrontare molti estremi, da ruoli di commedia molto spinta a ruoli di dramma molto intenso e anche ruoli cattivi, omosessuali, mi è capitato un po’ di tutto, me ne mancano pochi, forse un disagio mentale mi manca come ruolo.

D: Oltre alla carriera da attore, riesci a coniugare la musica con un gruppo chiamato “Orchestraccia” insieme ad altri attori. Come nasce questa idea?
R: Quest’idea nasce da un’amicizia con colleghi incontrati sui campi di calcio per la squadra “A.S Roma Artisti” composta da artisti tifosi della Roma che giocavano a scopo benefico. Per gioco è nata l’idea da Marco Conidi Edoardo Leo, Edoardo Pesce e Giorgio Caputo di ricreare il teatro canzone della tradizione romana, rivisitandola ai giorni nostri. Abbiamo iniziato con cover della tradizione folk romana come quelli di Gabriella Ferri per poi arrivare ad un secondo disco non composto da cover, ma di brani originali, sviluppando anche il nostro senso critico sulla Roma di oggi. Una delle nostre prime rivisitazioni è stata “Mamma Roma Addio” di Remo Remotti, più avanti come omaggio dopo la sua morte ho scritto un testo chiamato “C’era una volta Roma” che segue lo stesso meccanismo aggiornato, ma con l’ironia e il sarcasmo e un po’ di indolenza della romanità. Altri temi sono l’amore, la politica, la società, storie d’amore e di coltello, abbiamo preso la tradizione romana e abbiamo cercato nel miglior modo possibile di renderla nostra.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:I miei futuri progetti sono legati al proseguo della tournée, ci sono progetti legati al cinema con scadenze a marzo, ma anche sulla scrittura di un mio film, e l’insegnamento che ho fatto per tanti anni, amo molto gli attori, le persone che vogliono esprimersi a livello attoriale e teatrale, mi sono sempre cimentato come insegnante e mi piace molto, gestisco anche laboratori e sessioni di insegnamento.

 


Ringraziamo Luca Angeletti per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare in questo meraviglioso percorso.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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