Liam- Musica che ascolta, musica che comprende

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Cantautore

Liam ft Care

E’ bello poter dare un peso a ciò che si avverte, ed è altrettanto bello saperlo raccontare nel giusto modo e con le parole giuste. Le parole hanno un peso specifico, a cui spesso si tende a non dare peso, ed è bello invece, poter vedere che le parole, quanto i fatti, possano avere un valore molto importante. E’ per questo che arti come la musica e la scrittura sono importanti al giorno d’oggi, perchè attraverso queste forme artistiche possiamo riscoprire e dare un peso diverso a ciò che ci circonda. Quando si nasce con una dote, come ad esempio quella della scrittura è importante saperla comunicare ed esprimerla nel migliore dei modi, condividerla e trasmetterla a chi ci circonda, lasciando anche un’impronta e una traccia tangibile di ciò che siamo stati e saremo. Oggi conosceremo Liam che delle parole ne ha fatta la sua più grande caratteristica, che oggi scopriremo attraverso ciò che ci racconta. Simone Vianello, in arte LIAM, nasce il 19 aprile 1997 a Mestre in provincia di Venezia, ed è un compositore, cantante e polistrumentista. Dopo aver ereditato la passione della musica dal padre, sceglie di seguire diverse lezioni private di pianoforte e chitarra, per poi accorgersi della sua dote più promettente: il cantautorato. Comincia a scrivere testi in italiano all’età di 10 anni, per poi essere seguito da un maestro di composizione e armonia a partire dall’Ottobre 2014.
Forma una band nel luglio del 2015, chiamata “Reback”, con la quale si presenta a sagre di paese, contest e altre serate live nei locali del Veneto. Nell’estate del 2017 decide di aprire un nuovo progetto musicale da solista, cominciando a delineare la figura di LIAM: partecipa a contest come “Tour Music Fest”; “Onde Sonore” di Jesolo, dove vince il primo premio come cantante e quello come miglior inedito con il brano “Diario di una comparsa”; e al “Festival Show”, con il brano “Fino alla fine”. A fine 2018 entra in BIT Records e ad oggi ha pubblicato 6 singoli e un album d’esordio dal titolo “Comete”. Colleziona ottimi risultati di stream su Spotify, una costante crescita sui social e molte radio passano i suoi singoli. Durante il primo periodo di lockdown comincia a collaborare con Care (Davide Caregnato), suo amico e collega.

 D: Come nasce la tua passione per la musica?

R: La mia passione per la musica nasce a 8 anni, quando per un semplice compito per casa (scrivere una poesia dedicata ai compagni di classe) sentivo il bisogno di cantarlo, o comunque dargli una dritta musicale. Da quel momento, spinto anche dalla passione di mio padre, dedicai ogni giorno, una parte della mia giornata, alla musica. È da questo che sono arrivato fino a qui, completamente da autodidatta.

D:Quali credi si possano definire i punti di forza del tuo progetto musicale?
R:Vista dall’interno è difficile elencare i miei punti di forza. Mi sono però reso conto col tempo che ci metto sempre una grande costanza, passione e impegno nei miei progetti, non mi fermo mai, forse perchè ho tante cosa da dire, forse perchè non riesco a tenermele dentro, o forse perchè non ne parlo tanto con gli altri. Credo che la musica sia il mio psicologo preferito. Mi stimola sempre a dire cose nuove, o le stesse ma in modo diverso, cercando sempre qualcosa in più, di originale rispetto al passato.

D: Ricordi la prima volta che ti sei avvicinato al mondo del canto? Hai capito subito sarebbe stata la tua strada?

R:La prima volta che mi sono avvicinato alla musica è stato quando ho scritto quella poesia per la scuola. Poi la mia prima canzone era dedicata a un mio amico, sempre della mia scuola, malato di leucemia. Quando ho fatto sentire il pezzo, con quel poco che sapevo di chitarra, a mio padre , lui era con le lacrime agli occhi. Da quel momento ho capito che quello che avevo da dire era importante, e forse lo facevo bene.

D:Il tuo ultimo singolo si chiama “Cuori bianchi”. Raccontacelo
R:Il singolo “Cuori Bianchi” tratta di uno stato confusionale perenne di coloro che, afflitti dl sentimento, dai ricordi e da un passato non ancora superato, cercano di tirare fuori la purezza che hanno dentro, anche se con dolore e stanchezza. Il messaggio nascosto in Cuori bianchi è proprio quello di esporsi sempre, tramite i sentimenti, per non nascondere mai nulla di ciò che siamo. Gli artisti hanno la fortuna di rifugiarsi nei testi, nelle melodie e nei ritornelli per sfogare la propria rabbia, o la propria nostalgia, ma tutto ciò è anche una condanna: non riusciamo a scrivere bene senza stare male (nel testo c’è il riferimento sempre a una ragazza vista come “il male vestito da cura”).

D: Come nasce la collaborazione con Care che troviamo in questo brano?
R:Cuori Bianchi” nasce principalmente da una mia pre-produzione: scrissi questa canzone due mesi fa, ma solamente strofa e ritornello, lasciandola incompleta per un po’ di tempo a causa della mancanza della seconda strofa. Un giorno, riascoltandola nel mio studio, Care, mio amico e vicino di casa, sentendola riuscì a trarne ispirazione per la seconda strofa. Con lui il pezzo funzionava e decisi di inciderlo con il feat. La collaborazione con Care nasce però ancora durante e dopo il lockdown, dove mi aveva dimostrato una grande capacità nella scrittura e negli incastri di parole molto toccanti e incisive. Essendo noi due amici da una vita e vicini di casa, ci è venuto facile costruire molti pezzi insieme e creare questo nuovo progetto insieme.

D:Ti reputi un cuore bianco? Quali sono le caratteristiche che secondo te caratterizzano questo tipo di persone tanto da renderle uniche?
R:Io si, mi reputo un cuore bianco. Siamo quelle persone che trasmettono purezza attraverso le parole, che colpiscono nel segno percependo ciò che gli sta attorno, e raccontando queste sensazioni attraverso quello che riescono , nel mio caso, la musica. Siamo persone speciali: noi pensiamo tanto, forse troppo, ci facciamo mille prosspettive, e diamo un importanza straordinaria ai sentimenti. È la condanna dell’artista: scrivamo bene fuori perchè stiamo male dentro.

D: Quanto la musica ti ha aiutato nell’esternare ed esprimere quelle che sono le tue emozioni?
R:Credo che la risposta a questa domanda sia scontata, anche se dire “tanto” o “troppo” risulta essere un diminutivo. A volte mi piace pensare che le parole che scrivo a qualcuno, perchè sono sempre riferite qualcuno, possano arrivargli direttamente, senza dare riferimenti espliciti, senza dirgliele in faccia, solo attraverso l’emozione che una canzone riesce a creare.

D: C’è un’artista con cui in futuro ti piacerebbe collaborare?

R: Si, ce ne sono tanti. In primis Ultimo, ma anche Irama. A livello internazionale, vorrei anche solo conoscere di persona gli OneRepublic, che stimo musicalmente da sempre.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R: Per il futuro non ho nulla di fissato, vivo giorno per giorno, la mattina mi sveglio e posso scrivere una nuova canzone che uscirà non so quando. Cerco di cogliere quello che mi arriva e sfruttarlo al 300%: l’unica cosa che so del mio futuro è che non smetterò mai di comporre, perchè anche se lo volessi, non riuscirei a sedermi davanti al pianoforte e a tirare fuori quello che ho da dire dentro.


Ringraziamo Liam per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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