Leonardo Lamacchia – Ciò che resta della musica

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Cantante


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Leonardo Lamacchia


Leonardo Lamacchia è una venta d’aria fresca e l’incarnazione di quella leggerezza d’animo di cui abbiamo bisogno e che spesso solo la musica è in grado di costruire. L’abbiamo conosciuto con “Ciò che resta”, con cui è stato quarto classificato di Sanremo Giovani 2017. E ciò che è restato di lui è una musica soave, fatta soprattutto di amore. Ha accettato di incontrarci per presentarci il suo nuovo singolo “Le chiavi del mondo” e, augurandogli di proseguire in questo meraviglioso percorso, lasciamo la parola a lui!

D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: La mia passione nasce tantissimo tempo fa, nasce con me da quando avevo 7-8 anni. Ricordo che chiesi ai miei di iscrivermi al coro della parrocchia e da lì non mi sono più fermato. È stata una grande emozione per me suonare all’Ariston, una bellissima opportunità; un altro palco molto importante dove mi sono esibito è stato il Petruzzelli di Bari.

D: Ti saresti mai aspettato di giungere nella categoria giovani di Sanremo? Quali erano le tue aspettative?
R: Per me ogni tappa era una vittoria, non ho mai pensato di poter arrivare sul palco dell’Ariston, e per fortuna ce l’abbiamo fatta. Per me è stata una vittoria salire sul palco cantando la mia canzone.

D: Come è stato la prima volta salire sul palco dell’Ariston?
R: Ricordo che il secondo giorno che eravamo lì provai una sensazione fantastica; appena ho visto l’orchestra e la scenografia mi sono davvero emozionato. E’ stato un impatto molto forte soprattutto perché avevo sempre seguito tutte le edizioni durante  la mia vita ed è sempre stata una mecca da raggiungere. Per chi vuole fare musica l’Ariston è un traguardo molto importante.

D: Sei arrivato quarto con la canzone “Ciò che resta”. Ti aspettavi un riscontro tale da parte del pubblico?
R: In realtà è stato bello trovare questo riscontro non avendo alcuna aspettativa; sono stato felice del risultato raggiunto. Per me avevo già vinto.

D: Com’è cambiata la tua vita e la tua musica dopo Sanremo?
R: È tutto molto più consapevole e divertente, non ci siamo mai fermati, continuando a scrivere e fare concerti. È molto bello vivere di musica.

D: Cosa ci racconti invece del tuo ultimo singolo “Le chiavi del mio mondo”?
R: È un singolo diverso da quello presentato a Sanremo, ed emerge una nuova parte di me e della mia personalità. Racconta del disorientamento nei confronti della società nella quale spesso non ci si riconosce, e l’unico modo è fare ciò che si ama con dedizione e passione; credo sia l’unico modo per poterci salvare.

D: Quali sono i riscontri e i traguardi più belli ottenuti finora?
R: La cosa più bella successa dopo Sanremo è stata l’apertura dei concerti di Fabrizio Moro; ne ho aperti alcuni di Ermal Meta e ad Agosto e aprirò dei concerti di Max Gazzè. E’ bello conoscere i professionisti, capirne i segreti del mestiere, creando un rapporto di convivialità scoprendo il loro mondo.

D: C’è un sogno che ti piacerebbe realizzare in ambito musicale?
R: In ambito musicale vorrei tornare sul palco dell’Ariston perché penso che è un posto fatto per me, e mi piacerebbe tornarci più consapevole e sicuro. Discostandomi invece dall’ambito musicale, mi piacerebbe fare il doppiatore. E’ un sogno che ho nel cassetto da molto tempo.

D: Quale canzone presente all’interno del tuo album pensi ti rappresenta meglio? Perché?
R: Ognuna a suo modo rappresenta parte o periodo della mia vita, ogni momento della nostra vita ha delle emozioni o sensazioni che sono rispecchiate nelle parole. Ogni canzone è un capitolo della mia vita, ed è propedeutica all’ascolto della canzone successiva.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Ci sono le aperture dei concerti di Moro e Gazzè, ci saranno molti live sia in Puglia che in Italia e a breve usciranno le date anche sui social, sarà un’estate ricca di eventi!

Ringraziamo Leonardo Lamacchia per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.


Presentazione a cura di Stefania Meneghella

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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