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Attrice


Tra le nostre pagine virtuali, vi invitiamo oggi a leggere l’intervista che ci ha concesso Laura Pinna, attrice emergente con già svariate esperienze alle spalle.

Inizia nel 2005 con lo spettacolo “Casa di Bambola” (diretto da Matteo Gazzolo), per poi proseguire con “Ragazze interrotte” (di Beatrice Bracco), “Piccoli sogni” (di Gianfranco Migliorelli) e, nel 2015, con “LIBER-A” (diretto da Viola Ledda). Attualmente, è in lavorazione il lungometraggio “Buon lavoro”, diretto da Marco Demurtas.

Lasciamo la parola a Laura Pinna, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 


 

D: Come nasce la tua passione per la recitazione?
R: Questa passione nasce fin da quando ero piccola. Ogni volta che vedevo lo stesso interprete in diversi film pensavo a quanto fosse bello poter vivere vite differenti, esprimersi e sentire in modo diverso, e soprattutto a quanto fosse bello poter regalare un’emozione a qualcuno. Così, una volta compiuti i 18 anni e con qualche soldo messo da parte, ho iniziato a studiare recitazione e da lì non ho più smesso. Ho partecipato a varie scuole e corsi per poter vedere ed apprendere diversi tipi di insegnamento, perché un attore alle prime esperienze come me deve sempre tenersi
in allenamento e perfezionarsi, esplorare, imparando dall’ arte che si ama.

D: Cosa ti ha spinto a credere che la recitazione fosse la strada giusta per te?
R: Ho sentito che dentro di me iniziava ad esserci un certo senso di benessere, perché quest’arte riesce ad accarezzare e coccolare le inquietudini della mia anima, riesce a farmi esprimere, a farmi lasciare andare, ed ho iniziato a sentirla un’esigenza di vita.

D: Come credi la tua iniziale formazione ti abbia aiutato durante il tuo percorso?
R: La formazione iniziale mi ha aperto un mondo, mi ha aiutato a capire il vero significato dell’essere un attore, a non mollare davanti ai momenti di sconforto, perché dietro all’apparenza, ci sono sempre sacrifici, difficoltà economiche, solitudine. Quando arriva lo sconforto, guardo tutto il percorso che ho fatto, alle parole preziose di tutti i miei insegnanti e ritorno a combattere per i miei sogni…

D: Come definisci le tue emozione prima di affrontare un nuovo palco o trovarti su un nuovo set?
R: Le mie emozioni sono sempre un mix di adrenalina, entusiasmo ed ansia, che cerco sempre di mettere nella recitazione per poi riuscire a fare un bel lavoro, perché sono energie che vanno sfruttate.

D: Qual è la cosa che preferisci del mondo teatrale?
R: La cosa più bella del mondo teatrale è il contatto con il pubblico, sentire le loro energie mentre sei sul palco. Sentirli emozionarsi o ridere realizza in maniera diretta il mio desiderio di poter regalare un’emozione a qualcuno attraverso l’arte della recitazione.

D: Hai anche preso parte ad un videoclip musicale. Che differenze hai percepito in questo tipo di mondo?
R: Partecipare ad un videoclip musicale, anche se per una piccolissima parte, mi ha fatto capire quanto è bello vedere la musica che si mescola con la recitazione; l’insieme di questo mix di arti diventa pura magia. Ho in cantiere un altro videoclip su cui non posso svelare ancora niente però lì, essendo tra le protagoniste, ho avvertito la differenza tra questi due mondi. C’è la presenza di due guide: il regista e la musica. Devi seguire entrambi e quello che nasce è un qualcosa di davvero poetico… un attore che recita attraverso le note… ed il bello è poter riuscire ad esprimere in pochi minuti un concetto.

D: Cosa puoi raccontarci del lungometraggio attualmente in lavorazione chiamato “Buon lavoro”?
R: Il film “Buon Lavoro” sarà il mio debutto nel mondo del cinema; è l’opera seconda del regista sardo Marco Demurtas, scritto insieme alla teatroterapista Viola Ledda. È un film che racconta dei problemi che attualmente viviamo, come la disoccupazione, il disagio sociale, la ricerca di un posto nella società e la morbosità mediatica dei talent show. Anche il mio personaggio vivrà tutte queste tematiche nelle vesti della nipote di Alvaro Vitali (il mitico Pierino) con cui avrà un rapporto conflittuale e sarà costretta a fargli da badante, ed in più dovrà anche convivere con il rapporto burrascoso che ha con la sorella…e tutto in prossimità della sua tanto sudata ennesima laurea! Ci sarà da ridere e riflettere allo stesso tempo. Questo set per me è stato prezioso perché, oltre ad aver avuto l’opportunità di mettere in pratica i miei studi di recitazione e realizzare il mio sogno, ho avuto anche l’occasione di vivere il set a 360 gradi, Marco e Viola ci hanno insegnato molti segreti e mestieri del dietro le quinte, passando dall’edizione, alla produzione, all’organizzazione delle magnifiche comparse, al servizio catering, alla scenografia ed allestimenti dei vari set, ai costumi, ai sopralluoghi delle location ed aver potuto collaborare con molti grandi attori del nostro territorio nazionale.

D: Come ti definisci nella vita al di fuori dai set o teatri?
R: Ammetto che questa è una di quelle domande a cui ho sempre difficoltà a rispondere…perché sono una persona che si fa trasportare da mille emozioni… ma sono una persona socievole, solare ed empatica, ma allo stesso tempo introspettiva che ogni tanto si perde nel suo mondo.

D: Qual è un sogno che ti piacerebbe realizzare?
R: Il sogno che mi piacerebbe realizzare è riuscire a fare di questa passione il mio mestiere di vita.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Tra i miei futuri progetti c’è la ricerca di una valida agenzia per attori che mi voglia rappresentare, perché per un attore è importante essere rappresentati da un valido
agente.


Ringraziamo Laura Pinna per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Presentazione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti

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