Laura Adriani- Amore a prima vista per il palco

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Attrice

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E’ sempre bello quando si segue quella strada che è la più giusta per noi. Quella che nonostante le varie problematiche, ci fa sempre rimanere noi stessi, facendoci crescere e diventare migliori, è questo quello che dovrebbe accadere quando si fa della propria passione un mestiere; questo è quello che è successo alla giovanissima Laura Adriani, che sin da piccola, in un palco, ha intravisto ciò che sarebbe stato il suo futuro. Laura esordisce nel 2007 nella miniserie televisiva Caravaggio. Nel 2008 è presente in un episodio della sesta stagione della serie TV Don Matteo e sempre in un solo episodio nella serie TV Un caso di coscienza. Nello stesso anno prende parte alla prima edizione dello show condotto da Antonella Clerici, Ti lascio una canzone. L’anno successivo acquista celebrità con il ruolo di Viky nella sitcom per bambini Viky TV. La sua prima esperienza cinematografica risale al 2010, con il film Piazza giochi di Marco Costa. Nello stesso anno entra a far parte cast de I Cesaroni, dove interpreta il ruolo di Miriam Di Stefano, nella quarta e quinta stagione. Successivamente gira, per il cinema, Un angelo all’inferno (2012), MultipleX (2013), Era santo era uomo (2013), Tutta colpa di Freud (2014), Mi chiamo Maya (2014); per la televisione viene scelta per Lola & Virginia (2011), Provaci ancora prof! (2013), Solo per amore (2014), Squadra mobile (2014). Nel 2015 interpreta Natalie nel musical Next to Normal a Novara e il ruolo di Giada in Infernet. Nello stesso anno viene riconfermata per le seconde stagioni delle serie televisive Solo per amore e Squadra mobile.Nel 2018 si unisce al cast della quinta stagione della fiction di successo di Rai 1 Che Dio ci aiuti nel ruolo della nipote di Suor Costanza (Valeria Fabrizi)

Lasciamo la parola a Laura Adriani con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D:  Come nasce la tua passione per la recitazione?

R: Per caso, all’età di otto anni, ed è stato “amore a primo palco”. Mi sentivo bene mentre recitavo, mi sentivo libera di poter essere chiunque e di fare qualsiasi cosa.

D:   Ci sono lati di te che sono emersi attraverso questo lavoro, che magari prima non conoscevi?
R: Ho cominciato a lavorare a dodici anni, ora ne ho venticinque, diciamo che ho scoperto tantissime cose in questi anni, molte delle quali grazie al mio lavoro, chissà se le avrei incontrate lo stesso nella vita. Sicuramente uno dei fattori che ha maggiormente influenzato la mia crescita è stata la recitazione, che ha segnato la mia vita entrando inevitabilmente a far parte di me.

D:  Hai esordito molto giovane. Come pensi questo lavoro ha cambiato la tua vita?
R: Come appunto dicevo penso che l’abbia proprio guidata la mia vita, piuttosto che cambiata. È strano, perché spesso si dice (e a volte è vero) che questo lavoro fa “montare la testa”. Io invece penso che la recitazione abbia salvato e preservato la mia moralità. Forse oggi sarei stata una persona diversa, da bambina ero molto insicura e tendevo a difendermi dagli altri e allo stesso tempo ad attirare la loro attenzione. La recitazione mi ha dato sicurezza, e mi ha dato la possibilità di vedere tante cose, tra queste ho deciso di prendere quelle che più mi piacevano e lasciarmi dietro quelle che non mi interessavano. Ho sempre ammirato l’umiltà, il sacrificio, l’amore e il rispetto degli altri. Soprattutto amo la giustizia, poco diffusa purtroppo in questo mondo. Ma quando esiste, è meravigliosa.

D:  C’è un aneddoto legato a questo lavoro che ricordi?
R:Ce ne sono mille. Il più divertente riguarda il set di “Questi giorni”, il film di Giuseppe Piccioni. In una scena ero una specie di veggente e Giuseppe mi ha chiesto di avvicinarmi di più a queste trenta candele, e…i miei capelli hanno preso fuoco! Dopo un momento di panico, soprattutto da parte della parrucchiera che è subito accorsa a risanare la situazione, abbiamo tutti riso molto. I miei capelli erano chiaramente salvi. C’è un video di questo evento che spesso rivedo e mi diverte sempre molto.

D: Hai lavorato sia in ambiti televisivi che cinematografici. Quale dei due mondi pensa ti appartenga di più?
R:Il mondo della qualità. Quando c’è qualità, amore e interesse per fare qualcosa di bello allora io ci metto anima e cuore. Quando avviene il contrario, purtroppo è tutto molto triste. Ma questo penso valga in qualsiasi ambito. L’amore e la passione muovono il mondo. Il resto è poca roba.

D: Qual è il personaggio fino ad ora interpretato che senti più affine a te? Quale quello invece più distante?
R: Un ruolo che ho molto a cuore è quello di Angela nel film “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni, e sicuramente è anche il personaggio a cui mi sento più affine. Il secondo “ruolo del cuore” è quello di Nadia, una ragazza non vedente, nel film “Il colore nascosto delle cose” di Silvio Soldini. Nadia è molto diversa da me, già per il solo fatto di essere non vedente, e forse proprio per questo è il ruolo con cui sono riuscita a divertirmi di più. .

D:  Ti abbiamo vista di recente in “Che Dio ci aiuti” dove interpretavi la nipote di Suor Costanza. Cosa ti è piaciuto del tuo personaggio?
R: Il mio personaggio era sicuramente il più dissacrante del convento, e questo mi piaceva molto. Sono una persona che non ama prendere troppo sul serio le cose, come anche me stessa, e quindi cerco sempre di sdrammatizzare, proprio come Maria in “Che dio ci aiuti”. Questo mi ha divertito sempre molto nell’interpretarla.

D: C’è un genere o un ruolo che ti piacerebbe in futuro poter interpretare?
R:Mi piacerebbe interpretare un’eroina e una madre della periferia romana. Ormai sono due ruoli che mi porto dentro da un po’, chissà magari prima o poi arrivano.

D: Cosa ti riserva il futuro? Quali sono i progetti in vista?
R: Al momento mi sto dedicando maggiormente al teatro, sto viaggiando molto e mi sto dedicando anche ad altre mie passioni, come la psicologia e lo yoga. Ma spero presto di tornare al cinema con un bel film autoriale.


Ringraziamo Laura Adriani per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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