L’arte dell’amore

Il sorriso in una mano
Il sorriso in una mano
6 novembre 2016
Sacile, 31/05/2016 - Fazioli Concert Hall - LiberaMusic di Roberto Colombo - Antonella Ruggiero e Andrea Bacchetti - Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2015
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13 novembre 2016

L’arte ha insita in sé l’amore, che si riversa non solo nella passione che l’artista usa nelle sue opere, ma nel risultare spesso un ottimo mezzo per poter raccontare ma soprattutto allo stesso tempo raccontarsi. Sogni, desideri, passioni, amori sbocciati o tramontati, sguardi: tutto può essere fonte di ispirazione per gli artisti che amano. L’amore è da sempre stata la forma più alta di espressione per gli esseri umani; instaurare un legame con una persona è da sempre l’esperienza che più colpisce, che più cambia, che più lo rende fragile ma forte allo stesso tempo. Un amore che può alla fine non nascere restando per sempre custodito del cuore di chi ha amato profondamente, un amore che vale la pena di essere condiviso con il mondo intero, come se tra l’artista e lo spettatore dello stesso quadro si stesse creando un rapporto complice e di affinità che permetta di fare un viaggio nei pensieri, nei sentimenti, nell’inconscio dello stesso artista, e far si che queste emozioni non restino fine a se stesse ma possano essere non solo comprese, ma addirittura capite, ritrovarsi, apprezzando colui che ha avuto coraggio e forza di amare e condividere. Forza difficile da trovare, forza che non ha paure, timori ma solo emozioni. Il pubblico è riuscito a far sì che l’obiettivo degli artisti che incarnano amore, romanticismo e passione sia stato portato a termine attraverso il clamoroso successo riscosso, diventando addirittura fonte di ispirazione per diverse forme artistiche che si sono create in un tempo successivo.

Il bacio di Francesco Hayez è una delle opere più amate dal pubblico mondiale. L’artista riporta in quest’opera quelli che erano i valori della sua opera facendo si che potessero far parte delle successive generazioni, delle vite successive, un’epoca quella di Hayez di grandi pensieri, di grandi ideali, di grandi sogni e di grandi amori. E’ raccontato di un amore naturale, genuino, spontaneo attraverso il gesto di due giovani: un bacio. Un gesto estremamente naturale, quasi rubato di due giovani, opera portavoce di un amore puro, amore che può essere raccontato in maniera così limpida solo attraverso la splendida voce artistica. L’intensità del bacio tra i due protagonisti è stato interpretato come un addio, come il loro ultimo bacio, nel quale scambiarsi reciprocamente per l’ultima volta il loro amore che resterà eterno nei loro ricordi e nei loro cuori. Successivamente è stato poi riproposto in varie versioni alcune delle quali anche piuttosto recenti. La più importante è la riproposizione di , Francesco Seneca, che ha rielaborato il dipinto creando la grafica della scatola blu stellata con l’immagine dei due innamorati nel prodotto dei “Baci Perugina”, simbolo di chi nell’amore ripone speranza. Amore che diventa storia, amore che diventa leggenda, la stessa leggenda presente nella storia di “Amore e Psiche” raccontato nell’omonima scultura di Antonio Canova, artista romantico. La storia fa parte della mitologia greca alla quale Canova ha deciso di reincarnarsi per raccontare di storie, di vite, che non passano mai di moda. Le loro tracce restano sempre indelebili nel tempo come le esperienze che possiamo attingere da queste. Amore e Psiche sono due persone così diverse, che il destino ha deciso di mettere sullo stesso cammino. Un amore ostacolato e difficile, il loro ma la potenza dell’amore abbatte anche il più arduo dell’ostacolo. Psiche era la più bella di tre sorelle, bellezza che suscitava l’invidia della dea della bellezza: Venere. Quest’ultima decise di vendicarsi della fanciulla attraverso l’aiuto di Amore che doveva far si che la fanciulla si potesse innamorare di lui. Tutto cambiò quando Amore vide Psiche della quale si innamorò perdutamente. Non poteva mostrarle però la sua identità; per questo motivo i loro incontri avvenivano al calar del sole. Una notte Psiche decise di dare forma e volta al suo amore, illuminando con una lanterna il suo volto mentre dormiva. Amore fu svegliato però da una goccia di olio proveniente dalla lampada: ciò lo deluse molto, decidendo di abbandonare la sua amata. Per Psiche fu traumatico. Non poteva perdere l’amore, quell’amore in cui aveva creduto e che l’aveva portata a nuova vita; si rivolse quindi a Venere che la sottopose a quattro prove impossibili da superare. La fanciulla superò le quattro prove, ma non tornò a splendere della sua bellezza. Per questo aprì un vaso contenente un sonno profondo che la fece subito addormentare. Anche Amore sentiva di non poter vivere senza la presenza di Psiche, la ragazza che gli aveva fatto scoprire l’amore, la ragazza che gli aveva fatto scoprire la vita. Ritrovata, riuscì a svegliarla e a portarla con sé nell’Olimpo diventando, grazie a Zeus, immortale. Divennero marito e moglie ed ebbero una figlia, Voluttà.

Legami a volte impossibile da costruire, muri da abbattere, fragilità, debolezze, non si devono vivere però con paura ed ansia, perché aldilà di ciò l’amore è lo spettacolo più meraviglioso che ci possa essere.


Articolo realizzato da Manuela Ratti

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