15672553_1769443273381151_4136315104044562398_n
Comunicato stampa: “Arti Orafe” sponsor del #NMHeavenly a Pitti Uomo 94
12 giugno 2018
35464249_1973777735966594_8442049148487729152_n
Tony Maiello- Lo spettacolo della vita
16 giugno 2018
set 0 (5)

Band

 

set 2 (8)

 

Tra sonorità reggae e testi travolgenti oggi saranno con noi a presentarci il loro mondo, la giovane band degli Inna Cantina, da poco usciti con il loro ultimo progetto intitolato “A piedi nudi”, che li vede cambiati, ma con la voglia di essere sempre originali.

Lasciamo ora la parola a Inna Cantina, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 

D: Come nasce la vostra passione per la musica?
R:La nostra passione per la musica nasce al liceo sui banchi di scuola, io (jimmy) e Riccardo alias Ientu, ci siamo appassionati insieme alla musica reggae.Aabbiamo scritto i primi testi su delle basi , i riddim in gergo, e da li abbiamo scritto le prime canzoni prettamente di denuncia sociale. Successivamente abbiamo conosciuto il resto della band, sempre al liceo, e abbiamo strutturato insieme il primo disco suonando dal vivo in tantissimi locali della nostra città. l’amore per la musica nasce dalla voglia di divertirci ma al tempo stesso comunicare con le persone, mandare dei messaggi che possano essere in grado di far riflettere, senza mai perdere di vista la piacevole leggerezza della musica.

D: Quando vi incontrate? Come nasce il nome della vostra band?
R: Il nome nasce dalla nostra cantina, dove abbiamo iniziato a suonare e scrivere i primi testi. Era un pò il punto di aggregazione del nostro gruppo e quindi abbiamo fortemente voluto che fosse nel nome. “Inna” perche in the cantina, “in the“ in slag giamaicano diventa “Inna”.

D: E’ stato difficile trovare una coesione all’interno del vostro gruppo? 
R: 

La coesione è difficile mantenerla perchè si cresce e si cambia. E’ importante sempre rimanere allineati sull’obbiettivo e su i valori che si condividono, ma trovarla è stata la cosa più semplice del mondo.

D:  Ricordate i vostri primi live? Quanto siete cambiati da allora? 
R: Siamo cambiati tantissimo; i primi live a risentirli sono qualcosa di imbarazzante ma è normale che sia cosi. Siamo cambiati molto anche perché molti di noi hanno studiato molto, sono cresciuti individualmente e di conseguenza hanno fatto crescere la forza del gruppo. I tanti concerti ti fanno acquisire una sicurezza che inizialmente non hai.

D: Che differenze avete trovato tra le esperienze all’estero e in Italia? 
R: All’estero prima di partire la prima volta sembrava una montagna invalicabile. Dopo qualche concerto ci siamo stupiti vedendo un’apertura mentale verso le novità molto più sviluppata che in tanti paesini di provincia in italia, che pure capiscono le tue parole. Sono comunque tutte esperienze che ti fanno crescere e imparare: la famosa gavetta.

D: Il vostro ultimo singolo si intitola “Non svegliarmi”, che ha un sound molto estivo. Cosa ci dite a riguardo? Come mai lo avete scelto come primo singolo?
R:Il sound estivo deriva da una volontà di trasmettere leggerezza. Il pezzo parla di una storia che volge al termine, quindi un memento in teoria molto triste. Il nostro obiettivo era quello di ricordare bei momenti passati insieme in modo felice.

D: Il vostro ultimo invece è “A piedi nudi“. Come descrivereste questo lavoro? Quanto vi rispecchia? 
R: Ci rispecchia in pieno e anzi concede qualcosa di nuovo ai nostri ascoltatori, il lavoro è stato come sempre molto spontaneo nei testi e molto intenso nella produzione in studio. Per la prima volta abbiamo lavorato con un produttore Marco Evangelista, che ci ha aiutati a trovare un sound più omogeneo dall’inizio alla fine del disco. Nei testi siamo sempre molto diretti al messaggio, abbiamo fatto anche per la prima volta l’esperimento di fare dei singoli, siamo tre cantanti sempre abituati a coesistere in ogni canzone, stavolta ci siamo concessi un singolo per uno nato ed è stato molto interessante.

D:Qual è un’esperienza in campo musicale che vi piacerebbe poter realizzare?

R: Sarebbe bello poter collaborare con gli artisti con i quali siamo cresciuti e con i quali ci siamo appassionati al reggae come Alborosie, Toots and the Mytals, The skatalites.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?
R:Sicuramente il futuro prossimo ci tiene molto impegnati , abbiamo più di 20 date estive e per ora ci stiamo concentrando su quello. Nella testa ci sono altre canzoni e anche dei progetti da solisti.


Ringraziamo gli Inna Cantina  per la loro collaborazione e per il tempo che ci hanno donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *