Il sorriso di chi non molla

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Sono tante le richieste che arrivano al nostro magazine,ma questa ci ha davvero colpito e per tale motivo abbiamo deciso di condividerla con voi,cari lettori. Di seguito il testo di una ragazza che ci ha scritto. Come sempre buona lettura a tutti.

“Ciao! Sono Alessia ho 25 anni e sono campana. Nonostante sia piccola di età ho imparato qualcosina nella vita,soprattutto che la migliore medicina per vivere al meglio è il sorriso. Da tre anni ho scoperto di avere la SM (Sclerosi Multipla).La mia vita mi ha reso coraggiosa. Fin da piccola ho convissuto con la patologia genetica e cronica di mio padre; ho affrontato il dolore del cancro che ha colpito mia madre,portandola via. Oggi vi scrivo per far conoscere un mio piccolo progetto,che spero diventi una forte quercia: Lächeln. “Lächeln” , sorriso,nasce dalle parole di alcune persone. Questa è una pagina aperta a chi vorrebbe raccontare la propria storia e confrontarsi con persone che hanno vissuti simili e non, per chi ha bisogno di sfogarsi,per chi vorrebbe semplicemente un consiglio,per sdrammatizzare, per farsi due risate e per dire che nonostante tutto la vita è bella!”

È straordinaria la storia di Alessia. Per davvero la sua breve esperienza di vita,data la giovane età,l’ha posta dinanzi ad emozioni e situazioni difficili. Ma nulla di tutto questo è ancora straordinario,nulla di tutto questo basta ancora per renderla unica. Del resto tutti potrebbero rispondere:” Ciascuno affronta problemi e situazioni complesse ogni giorno. Non ci vedo nulla di diverso. ” La caratteristica e il tratto che contraddistingue la giovane Alessia è la sua volontà di continuare a sorridere,di regalare e di fondare uno spazio dedicato agli altri,a chi soffre,a chi si sente solo,a chi non si sente compreso e lotta con le sue paure in silenzio. È questa la magia. Regalare e continuare a donare anche se la vita ci ha solo sottratto. Questo è il più grande insegnamemto che Alessia ci ha donato con il suo meassaggio. La voglia di conoscerla più da vicino mi ha spinto a farle una intervista che mi ha lasciata senza parole. Mi ha dato modo di riflettere,di guardarmi dentro e interrogarmi. Spero che abbia lo stesso effetto anche su di voi.

D: Di solito mi è facile fare domande all’interlocutore,ma in questo caso,per la prima volta mi trovo in difficoltà. Parlaci di te Alessia… Che persona sei?Quali sogni hai?

R: Se avessi fatto questa domanda alla mia professoressa delle medie ti avrebbe risposto che sono una ragazza riservata, abbastanza introversa e che non si espone facilmente. Se, invece, la medesima domanda fosse posta alla mia relatrice di tesi, avrebbe risposto: “Alessia è un vulcano di energia, sempre pronta ad aiutare il prossimo nonostante le sue difficoltà. È una guerriera e come tale in tutto quello che fa ci mette se stessa.” Beh, io sono Alessia, una semplice ragazza di 25 anni. Ho un sorriso per tutti e tanta voglia di vivere: forse è questo che mi rende “particolare”. Ho imparato che la vita è il dono più prezioso che ci sia; ho imparato che la malattia è un ostacolo, ma non un nemico; ho imparato che sorridere rende qualcosa di amaro più dolce. I miei sogni? Sono quelli che faccio di notte. No, scherzo! Sogno di diventare una Donna rispettosa, forte, umile e gentile; sogno una famiglia, una casa e qualche figlio; sogno di laurearmi alla magistrale, prendere un master in criminologia e occuparmi del sociale; ho tantissimi sogni che non basterebbero due righe per descriverli.

D: Quali sono state le tue reazioni quando ti è stata diagnostica la SM (Sclerosi-Multipla)?

R: Paura, ansia, terrore, ma poi ho guardato mio padre e mia sorella sorridendo e ho detto: “però non è un cancro, possiamo farcela!”. In effetti è difficile convivere con “un pacco a sorpresa”, ma si può sopravvivere con la SM.

D: Sei arrabbiata con la vita, per averti portato via uno dei più grandi affetti ovvero la tua mamma?

R: Si, sono più adirata con l’ambiente che mi circonda che con la vita. Da qui nasce la scelta dei miei studi e il mio desiderio di occuparmi del sociale.

D: Come hai metabolizzato questi eventi “negativi” della tua esistenza?

R: Trovando ogni giorno un motivo per cui andare avanti, un obiettivo da raggiungere. Una volta arrivato al traguardo me ne pongo un altro e così via.

D: Che rapporto hai con la fede?

R: La dovrei portare al dito, ma credo tu ti riferisca alla fede religiosa.
Sono credente, ma non molto praticante. Ho sempre frequentato la chiesa ed ho un buon rapporto con la mia comunità.

D: Parlaci di Lacheln. Cosa è nello specifico? Cosa ti auguri di creare attraverso questa pagina?

R: Lächeln è la mia pagina Facebook, che dà voce a chi non ce l’ha o a chi non ha il coraggio di farla sentire. Il mio sogno è quello di trasformarla in un’ associazione di promozione sociale così da poter essere un aiuto concreto sul territorio. Nella mia vita, quando ho perso mia mamma, io e mia sorella ci siamo ritrovate catapultate nel mondo degli adulti senza volerlo, senza sapere come comportarci. Beh, vivendo in un posto – la terra dei fuochi- dove il tasso di mortalità per carcinoma è molto alto, mi sento in dovere di dare un esempio e un aiuto concreto ai ragazzi, agli adulti e a tutti coloro che vorranno. Ci si sente spesso soli nella vita, ma come si dice sempre ‘’il buio in due fa meno paura’’: ecco perché amo condividere e confrontarmi con gli altri.

D: Cosa desideri dalla vita?Quale è il tuo più grande sogno?

R: Desidero tranquillità, serenità e abbastanza salute. Il mio più grande sogno è riuscire a diventare ciò che desidero, condividendo tutto con la mia grande ‘’squadra’’.

D: Che messaggio vuoi mandare a chi è stata diagnosticata la tua patologia? E a chi soffre per una malattia?

R: Carpe diem! Dovrebbe essere, a mio avviso, il motto di tutti coloro che soffrono. Bisogna osare, credere e non arrendersi mai per vincere e VIVERE! Ai miei amici di avventura consiglio di non avere paura di vivere e affrontare la Sm, perché chi molla ha già perso in partenza

 


Recensione e intervista realizzate da Marika Carolla

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