Heaven Blast- Una musica metal dal sapore ottimista

manu (9 di 11)
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HevenBlast 2

Band musicale


 
HeavenBlast 1

Nati nel 1995 come progetto tra compagni di scuola, gli Heavenblast impiegano alcuni anni per raggiungere una formazione stabile che darà luce, nel 1998 e nel 2000, a due demo di power metal i quali varranno l’attenzione della nota etichetta italiana Underground Symphony; i due full lenght incisi, “Heavenblast” (2003) e “Flashback” (2007) omaggiano il power metal di matrice tedesca senza disdegnare spruzzate di symphonic nel primo e progressive nel secondo lavoro, quest’ultimo impreziosito da alcune partecipazioni tra cui Federica De Boni dei White Skull. Nel 2008 la band si scioglie per impegni di vari membri, ma nel 2011 Donatello e Nico (chitarrista e tastierista) decidono di ridare vita al progetto, che si concretizza in alcuni live e soprattutto nel nuovo album STAMINA, un concept su ribellione e libertà, anche questo valorizzato da molti ospiti (tra cui Diego Regina e Michele Melchiorre) e da ben 6 voci, tra cui Chiara Falasca, attualmente in formazione. Il completamento delle registrazioni vede l’abbandono della formazione da parte di Nico e l’ingresso di Matteo Pellegrini e Alex Salvatore (tastiere e batteria). Nel frattempo vede la luce il primo videoclip della band, il duetto femminile “Alice in Psychowonderland”, con Alida Pantone nei panni della protagonista.
Stamina viene pubblicato a febbraio 2018 per Music Force.

 

Lasciamo la parola a PaoloParòn con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso 

D:Come nasce la vostra passione per la musica?

R: C: la mia passione per la musica è nata spontaneamente, non so dire precisamente quale sia stato il fattore scatenante. Da piccola addirittura imploravo i miei di spegnere la radio in macchina, poi crescendo è cambiato tutto.

D: Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una famiglia di appassionati, giocare con le note davanti al piano o al synth di mio padre, o alle pianole che ricevevo in regalo, rigorosamente senza insegnanti a tenermi fiato sul collo, era parte integrante delle mie attività ricreative. Un bravo docente di musica alle scuole medie fece il resto: divideva la classe di flauti in soprani, contralti e bassi, con parti diverse. La prima prova fu il momento in cui una parte di me impazzì per sempre.

A: nasce grazie a mio padre, mio nonno (entrambi musicisti dilettanti) e alla tradizione bandistica del paese in cui sono cresciuto. Grazie a tutto ciò mi sono avvicinato alla musica, anzi ci sono sempre stato immerso praticamente ogni giorno, e da cornista sono poi diventato batterista.

D:  Come nasce il vostro progetto?

R:D: E’ nato nel lontano ’95 tra banchi di scuola per mano di membri che non sono più in formazione (uno purtroppo non è neanche più su questa terra); con me un anno dopo e con altri membri negli anni successivi lo stile è evoluto in quello che senti sui primi due album. Penso che gli ingredienti principali furono la vena melodica molto personale di Marco (ex-cantante), e le parti mie e di Diego (ex-batterista), piuttosto variopinte ed insolite per una metal-band.

D:  Quali sono state le vostre maggiori influenze musicali?

R:

C: Le mie influenze musicali derivano soprattutto dall’ hard rock anni 80, ma devo dire che nel corso del tempo ho avuto varie fasi: sono passata dal punk al prog anni 70 ad esempio.

D: In primis gli Iron Maiden e tutto il power-prog melodico che ha spopolato negli anni ’90, ma in generale assorbo anche da generi molto distanti, benché alcune commistioni siano un po’ improbabili negli HeavenBlast. Soprattutto, tra i generi che preferisco, “snobbo” l’influenza del folk, ormai decisamente inflazionata nel metal, e la fusion, che renderebbe gli HeavenBlast esageratamente morbidi e forse anche più cervellotici di quanto non siano già!

A: Batteristicamente, tutto il power metal italo-tedesco (Rhapsody e Gamma Ray), poi nel tempo il prog e successivamente la fusion.

D:Raccontateci di “STAMINA”, il vostro ultimo album nel quale è possibile trovare i temi della libertà e della ribellione. Da cosa è stata dettata la scelta di questi temi?

R: D:L’idea è nata spontaneamente, quando mi sono reso conto che i primi 2-3 testi che avevo scritto avevano un filo conduttore. I temi se vogliamo sono fin troppo sdoganati, il rock stesso nasce come ribellione a tutto ciò che era imposto e preconfezionato – ma essendo STAMINA un album abbastanza studiato e ricercato, ho pensato che non c’era niente di male se almeno il tema del concept fosse stato un po’ scontato e prevedibile. In generale vorrei che non ci si dimenticasse delle origini di questa musica, di chi ha schiumato sangue su una chitarra e di chi se n’è infischiato delle tendenze passeggere o delle mode del momento, costruendo la propria personalità e i propri gusti in maniera spontanea. Forse in quest’epoca fatta di apparenza, c’è un grande bisogno dell’autenticità senza compromessi del rock!
Poi nel 2017 è avvenuto l’incontro con Music Force che ha sposato il progetto e che ha pubblicato nel 2018 il disco su tutti i canali fisici e digitali. In più sta facendo un ottimo lavoro a livello promozionale permettendoci di essere presenti su vari testate, radio, etc.

D:Raccontateci invece del vostro nuovo singolo intitolato “Alice in Psycowonderland” e del videoclip

R:C: Il videoclip Di Alice in Psychowonderland è stata un’esperienza completamente nuova perché non avevo mai preso parte a un videoclip, e cimentarmi come “attrice” per la prima volta è stato senza dubbio divertente e meno tragica di come me l’aspettassi.

D: L’idea è nata col mio amico, grande fotografo e regista debuttante, Alberto Di Muzio: buttammo giù una bozza di sceneggiatura davanti a una birra, che poi si è concretizzata grazie all’attrice Alida Pantone, amica e mascotte della band dagli albori, tornata in Italia da Londra per l’occasione, alle bravissime truccatrici Lorenza Fiori e Melissa Menna, e alla direzione dell’accademia musicale Lizard di Pescara, che ci ha messo a disposizione la sede. Il brano è senz’altro il più adatto, sia per la durata sia per l’estrema orecchiabilità, senza contare che il duetto femminile (con l’ospite Marinella Iezzi ad affiancare Chiara) non passa inosservato. Il titolo poi ci ha dato lo spunto per rielaborare a modo nostro la favola di Lewis Carrol, anche se il testo parla di tutt’altro in concreto. E’ stata una bellissima esperienza che in realtà spero di ripetere presto.

D: Qual è il messaggio che vorreste arrivasse al pubblico attraverso la vostra musica?

R:C: Che le donne nel metal e nel rock ci sono e non sono meglio degli uomini.

D: Il power metal in generale è vettore di positività, forse anche per questo viene spesso evitato da chi cerca suoni forti come valvola di sfogo. Nei nostri testi, salvo alcuni momenti sparsi onirici (Inside the Universe del nostro primo album) o drammatici (Winter Falling e Why? del secondo o Canticle of the Hermit di STAMINA), troverai spesso un ottimismo di fondo, anche quando mescolato a rabbia (titletrack di STAMINA), dubbi (Don’t clean up this blood) o lutto (We are State). Il messaggio che spero arrivi, che poi è quello centrale del singolo “Alice”, è che il buon uso della ragione e una “stamina” emotiva sono una buona ricetta per far fronte a qualsiasi avversità.

D: C’è un sogno che vi piacerebbe realizzare? 

R: D: Niente che non sia banale: suonare al Wacken o di spalla alle band con cui sono cresciuto, e magari vivere esclusivamente della musica degli HeavenBlast.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?

R:D: Oltre a cercare di promuovere STAMINA al meglio stiamo cominciando a lavorare su del materiale nuovo. La formazione attuale è “giovane” e scalpitante e spero di fare presto un nuovo album.

A: Vivere e lavorare di musica!

Intervista realizzato da Manuela Ratti

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