Giuseppina Torre – Nel silenzio delle stelle

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Pianista



Nel silenzio delle stelle, si incontrano le note.

Nel silenzio delle stelle, si incontrano persone.

Anime di una vita vissuta e mai trovata, anime perse e sperate.

Anime che restano nella penombra dell’eternità senza farvi rientro in questo mondo solo.

Soli si resta, nel silenzio delle stelle. Soli si resta quando gli occhi son chiusi, e non esistono bufere, e non esistono amori traditi.

Esiste l’amore, nel silenzio delle stelle. Esiste la luce, esiste la vita. Da quel punto ormai perso del buio, sorge quindi l’aurora, un lampo di luce che sistema ogni cosa e che ogni cosa porta via. Porta via anche le piume, e la pelle ormai fragile per volare e diventare chi si è sempre stati. Si vola restando a terra, nel silenzio delle stelle.

Si vola restando soli. Costruendo note musicali che rappresentano l’intero universo da cui abbiamo sempre voluto fuggire.

È così che Giuseppina Torre ha ideato una melodia, che rappresenta il silenzio delle stelle. Basta chiudere gli occhi e il mondo tace, come tacciono i pensieri, come tace l’amore. La sua musica: piuma leggera che trasporta in dimensioni apparentemente distanti ma che diventano così vicine.

Nata a Vittoria, in provincia di Ragusa, Giuseppina Torre ha conseguito il Diploma in pianoforte e ha intrapreso subito la carriera concertistica, interpretando composizioni che per atmosfere e contenuti si possono collocare tra la musica classica e la New Classical. Il suo percorso artistico è costellato da acclamate esibizioni, premi internazionali e performance nei più prestigiosi teatri e licei italiani ed esteri. L’artista ha composto la colonna sonora del docufilm “L’amore dopo la tempesta” dedicato ai sopravvissuti della Shoah e trasmesso su Rai 1. Si è esibita per Papa Francesco in occasione del Concerto dell’Epifania in onda su Rai 1 il 6 gennaio 2014 e ha scritto le musiche per il dvd “La mia idea di arte” prodotto da IMAGO Film (Ed. Mondadori/Draka Distribution) e in uscita a fine giugno 2017, tratto dal libro scritto dal pontefice. Il 19 ottobre 2015 ha tenuto un master class con gli studenti dell’Istituto Musicale di Giacarta, in occasione della settimana della Cultura Italiana nel Mondo.

Lasciamo la parola a Giuseppina Torre con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


 

D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: La passione per la musica nasce insieme a me. Con il pianoforte è stata un’attrazione fatale e lo considero il prolungamento della mia persona. Un mio zio mi regalò un pianoforte giocattolo quando avevo appena quattro anni. Con esso riuscivo, ad orecchio, a riprodurre tutte le musiche che ascoltavo alla radio, con grande stupore dei miei genitori che iniziai ad assillare chiedendo loro di andare da un maestro di Pianoforte. Cedettero per sfinimento e da quel momento non lo abbandonai più. Negli anni l’hobby si è trasformato in studio, serio e professionale, con il mio Maestro Sergio Carrubba, che mi ha accompagnato fino alla laurea. In seguito mi sono perfezionata con i Maestri Giuseppe Cultrera e Francesco Nicolosi e ho intrapreso la carriera di concertista, dapprima come interprete di musica classica, poi suonando le mie stesse composizioni.

D: Qual è l’aspetto che più ti ha colpito inizialmente della musica classica?
R: Il mio approccio alla musica classica è avvenuto da piccolissima, mio padre è un cultore della musica lirica. Ricordo ancora quando mi portava a Teatro ad assistere alle rappresentazioni delle opere liriche e ricordo ancora l’emozione che provai quando vidi la Madama Butterfly di Puccini. L’ascolto della musica classica mi ha sempre provocato grandi emozioni e spesso mi è utile per riflettere e concentrarmi.

D: Quali sono gli elementi che più ti ispirano nella creazione delle tue composizioni?
R: La mia musica rispecchia il mio vissuto, in essa si trova tutto il mio mondo. Tutto nasce come per magia: sento l’esigenza di sedermi al Pianoforte e far fluire le
emozioni. Il momento che preferisco affinché questa magia si realizzi è la notte,
perché nella notte il tempo è come se si fermasse. Non sei assillato dagli impegni,
dallo scorrere delle lancette dell’orologio. Sei avvolto in un “nido ovattato” e ti ritrovi
solo con te stesso, spesso a fare il resoconto della giornata o della tua vita. Riaffiorano
le inquietudini, i tormenti, le domande alle quali vuoi dare risposte ma che spesso
risposte non troveranno. E in questa dimensione di “no-tempo” notturno è più facile far
fluire le emozioni e comporre. Ci sono composizioni che nascono di getto e vedono la
luce in una sola notte, come ad esempio “Dove sei” e “Il Silenzio Delle Stelle”, altre
invece che necessitano di più riprese.

D: Hai avuto modo di confrontarti anche con l’estero. Che differenze percepisci
tra l’Italia e gli altri paesi?
R: La mia fortuna inizia in America; è lì che ho ricevuto le attenzioni che in Italia non ho
avuto. Mi è stata data una possibilità che a partire dal 2012 si è concretizzata con dei
riconoscimenti importanti: 4 Los Angeles Music Awards, 2 I.M.E.A. e 2 Akademia
Awards of Los Angeles, di cui l’ultimo vinto nel gennaio di quest’anno. In America,
come in tutto il resto del mondo, il “made in Italy” musicalmente parlando è sinonimo di
qualità e riceve le dovute attenzioni, più di quanto spesso non succeda con gli artisti
italiani in Patria. Ciò che in Italia non viene considerato con la dovuta attenzione
all’estero può essere invece notato e valorizzato. La mia esperienza ne è la
testimonianza e come me ci sono tanti “nemo propheta in patria”. Mi sono trovata
catapultata in una realtà che pensavo potessi solo sognare, trovandomi a calcare i
Red Carpet più importanti di Los Angeles e suonare nei luoghi che hanno fatto la
storia della musica internazionale come l’Avalon Theatre. Ricordo ancora l’emozione
del mio primo “the winner is …” e le gambe tremanti per salire sul palco per ritirare
l’Awards. Negli Stati Uniti ho vissuto le esperienze artistiche più emozionanti della mia
vita e sarò sempre riconoscente a quella fetta di fans che dal 2012 è andata
crescendo e mi segue con affetto e ammirazione. Solo in seguito si sono accorti di me
in Italia e si sono aperte quelle porte che mi hanno dato la possibilità di pubblicare il
mio primo disco “Il Silenzio Delle Stelle” (Bideri/Sony Music).

D: Cosa puoi raccontarci del tuo ultimo album “Il Silenzio Delle Stelle”?
R: “Il Silenzio Delle Stelle” rappresenta una parte di me. In esso sono contenute tutte
le mie emozioni, le mie inquietudini, le mie speranze. È un album rivolto al mondo
dell’introspezione, che attraverso la ricerca interiore tradotta in musica, stimola
l’ascoltatore ad andare a fondo nella propria anima, lì dove risiedono le emozioni
sedimentate da tempo a causa della frenesia delle nostre vite. Ascoltare questo album
sarà come sfogliare le pagine di un libro, il libro della nostra vita vissuta.

D: Cosa vorresti il pubblico comprendesse di te dalle tue composizioni?
R: Vorrei che il pubblico riuscisse a leggermi dentro attraverso le mie composizioni,
vorrei che percepisse il mio stato d’animo attraverso le mie note. Nei live riesco a
sentire le emozioni che la gente prova ascoltandomi, lo sento nelle loro strette di
mano, nei loro abbracci, nei loro occhi lucidi. Questo mi spinge ad essere sempre me
stessa sia come persona che come artista e musicista.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Proprio qualche giorno fa, il 27 giugno, è stato presentato alla stampa, presso i
Musei Vaticani, un progetto al quale ho lavorato questo inverno. Ho composto le
musiche contenute nel dvd-documentario “La mia idea di Arte”, tratto dall’omonimo
libro di Papa Francesco, prodotto dal Vaticano e distribuito in tutto il mondo da Draka
Distribution. Gli arrangiamenti sono del Maestro Mimmo Cappuccio, la regia di
Claudio Rossi Massimi. Sto già lavorando alle composizioni del mio prossimo album
insieme al mio produttore artistico, Mimmo Cappuccio, che mi aiuterà a definirne “il
concept”. Sarà un disco che emozionalmente tenderà la mano al passato e lo sguardo
al futuro.

Ringraziamo Giuseppina Torre per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti

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