Giuseppe Citarelli – Abbracci di voce

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Cantante

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The Voice of Italy: Giuseppe Citarelli




The Voice Of Italy – GIUSEPPE CITARELLI – “SUGAR MAN” – #TEAMPEZZALI

Joe Penta - Giuseppe Citarelli - Abbracci di voce Sono tanti i sogni della musica, sono tanti i pensieri che ha: trasformare il mondo in una voce, indossare ali di vetro, accoglierci con il sorriso di chi canta e la vita la vive davvero. Sono davvero tanti i suoi sogni, sono davvero tanti i modi di scoprirsi dinnanzi ad occhi e cuori. Ma, Il sogno più profondo di tutti, il sogno che la musica vede ogni notte, anziché la Luna, quel sogno che esiste dalla notte dei tempi è costruire brividi della stessa intensità di un abbraccio ricevuto dalla persona che si ama.
Emozionante.
Fatto di calore.
Di amore.
Abbraccio fatto di vita.
Cantare vuol dire abbracciare.
La musica ha creato i brividi che, come viaggi lontani, investono la nostra anima e la trasformano in ciò che vorremmo diventare; la musica è lì, su quel palcoscenico che ha la stessa forma del mondo e, mentre la vita la guarda, ogni cosa diventa magia, brivido, emozione, l’essere anziché apparire, l’amare anziché sperare. Il sogno.

Oggi, i nostri brividi sono stati costruiti da Giuseppe Citarelli, concorrente dell’edizione appena terminata di The Voice of Italy, Talent show trasmesso su Rai 2. Giuseppe presenta uno stile del tutto nuovo, ponendo al centro del palco trasformato in mondo l’importanza degli abbracci: sono abbracci con anime che lo ascoltano e sorridono, sono abbracci costruiti con la voce. Giuseppe canta per gli altri, trasformando la musica in qualcosa che unisce, che ci collega gli uni agli altri, nel mondo che tutti sogniamo; è sempre alla ricerca dell’emozione genuina, dei brividi costruiti con sguardi e sorrisi, della musica che fa miracoli.

Ora lasciamo la parola a lui, con la speranza e l’augurio che possa continuare a trasformarci in brivido.


D: Come nasce la passione per la musica?

R: E’ una domanda alla quale non posso rispondere in maniera precisa; credo che la musica sia una predisposizione naturale, non bussa alla tua porta, puoi nascere con questa passione o no.

D: Cosa ti ha fatto comprendere che The Voice fosse il programma giusto nel quale esprimere tutto il tuo potenziale?

R: In realtà non l’ho ancora compreso; è un’occasione che ho deciso di cogliere al volo. The Voice è una vetrina attraverso la quale ho avuto la possibilità di farmi conoscere da un pubblico più ampio. Posso definirlo come un punto d’inizio, ma mai come un punto di arrivo.

D: Cosa credi contraddistingua il tuo stile? Cosa ti ha spinto a scegliere la canzone “Sugarman” per le blind audition?

R: Non avendo tecnica, concentro le mie esibizioni sull’interpretazione e sul timbro. Ho scelto Sugarman per questo motivo; è un brano che fa emergere soprattutto questi due aspetti.

D: Come hai vissuto questa “audizione al buio”, credi che non vedere i coach in un momento iniziale possa aiutare un concorrente?

R: Il mio intento quando salgo su un palcoscenico è quello di riuscire a comunicare al pubblico, ho il massimo rispetto per i coach, ma credo che sia fondamentale arrivare alla gente. Se non emoziono il pubblico sono solo un cantante.

D: Per te si sono girati tutti e quattro i coach. Cosa ti ha spinto a scegliere il team di Max Pezzali?

R: Come tante persone anch’io sono cresciuto con le canzoni di Max, in più avevo una promessa da mantenere.

D: Quali sono state le sensazioni che hai provato prima, dopo e durante la tua blind audition?

R: Quando si sale su un palco importante come quello di The voice le emozioni sono tantissime e si sviluppano tutte insieme, come un vulcano di sensazioni molto differenti tra loro. Prima di salire sul palco la prima volta ero molto agitato, il sound del pezzo mi ha calmato e i coach hanno poi messo la ciliegina sulla torta.

D: Per la battle hai invece preparato il pezzo “La prima cosa bella” di Nicola Di Bari aiutato da Max Pezzali e la special coach Francesca Michielin. Qual è stata la tua sensazione quando hai saputo del brano da preparare? Ti aspettavi di passare alla successiva fase dei knock out? 

R: Non credevo assolutamente di passare poiché credo che per affrontare questo brano sia necessaria una maturità che solo l’esperienza ti può donare; solo così si può interpretarlo al meglio secondo me. Non ero completamente a mio agio in questo pezzo, ma credo che in questo caso il mio timbro mi sia stato di grande aiuto.

D: Temevi le tue avversarie e compagne di squadra nella battle Elisa Meo e Cristina Di Pietro?

R: Non vivo mai le mie esperienze come una competizione, di conseguenza non ho gente da temere. Ho paura di me, in più se riesco in qualcosa è merito mio e di chi mi è stato accanto durante il percorso, al contrario se non dovessi riuscire è per colpa mia.

D: Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro in campo musicale? Ci sono già dei progetti in ballo?

R: Solitamente le grandi star provengono dagli States, vorrei poter riuscire a sfatare questo mito. Progetti? Si, ci sono ma non posso svelare nulla.

D: Cosa pensi The Voice ti ha lasciato?
R: L’occasione più grande che mi è stata data a The Voice è stata quella di potermi cimentare su un grande palcoscenico; per me che non vengo dalla strada ma che l’ho vissuta è già un grandissimo traguardo. E’ stato un grande passo quello: dalla mia realtà quotidiana a quella che invece si vive nel contesto televisivo. Attraverso The Voice la gente della mia città ha avuto modo di conoscermi, e mi ha anche permesso di essere motivo di orgoglio non solo per me stesso, ma anche per la mia famiglia e la mia stessa città, è stato un vero e proprio punto di svolta per me. Posso dire ora, ad esperienza conclusa, che anche io ho la consapevolezza che… forse forse ho qualcosa da poter dare alla gente che mi ascolta.


Ringraziamo Giuseppe per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di poter realizzare tutti i suoi sogni!

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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