Giulio Forges Davanzati – Il riflesso di ciò che si è

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Attore


 


Lo stiamo vedendo in questi giorni nella nuova fiction targata Mediaset , “Amore pensaci tu”.

Lui è Giulio Forges Davanzati, un volto fresco e umile che lascia il segno. Ha accettato di incontrarci, e per noi è stato un enorme piacere. È un attore di teatro, dove vanta un ricco curriculum, cortometraggi, radio e televisione. Tra i suoi lavori, ricordiamo: il cortometraggio Zona rossa (2007), regia di Giorgia Farina, la terza e la quarta stagione di Un posto al sole d’estate (2008-2009), in cui è tra gli interpreti principali con il ruolo di Antonio Brizio, e la miniserie televisiva Piper (2009), regia di Francesco Vicario, per la quale ha inciso anche il CD Sole & I Demoni – Back to Piper, che contiene le canzoni cantate all’interno della serie. Nel 2009 gira il suo primo film Vorrei vederti ballare, opera prima di Nicola Deorsola, in cui è il co-protagonista insieme all’attrice Chiara Chiti. Nel 2010 è tra gli interpreti principali della miniserie di Canale 5, Nemici amici, regia di Giulio Manfredonia.

Lasciamo la parola Giulio Forges Davanzati con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la passione per la recitazione?
R: In modo naturale; sin da scuola c’era il mio professore di italiano che teneva un corso di recitazione e chiesi delle informazioni. Il primo spettacolo è stato “Romeo e Giulietta” e da lì mi sono dedicato sempre più al teatro. Poi ho iniziato con l’Accademia di arte drammatica.

D: Inizi come attore teatrale. Quanto credi un palco teatrale possa formare un attore? Quanto ti ha aiutato il teatro agli inizi?
R: Totalmente, anche più di un’Accademia. Il palco ti permette di mettere in pratica le tecniche e le strategie per farsi vedere e saper restituire il personaggio facendo, quindi, al meglio il proprio lavoro.

D: Qual è uno dei ricordi più belli che ti legano agli inizi della tua carriera?
R: Sicuramente i provini per “Il laureato”, un lavoro molto tosto. E’ stato il primo lavoro quando sono uscito dall’Accademia ed era una responsabilità molto grande essere il protagonista; Giuliana De Sio ci teneva che potessi lavorare al meglio, ma dopo le ansie della prima è stato tutto meraviglioso.

D: C’è un personaggio tra quelli da te interpretato che più ti ha colpito rispetto ad altri a primo impatto? Perché?
R: Si, Edmund del “Re Lear” per la regia di Michele Placido. Era la prima volta che lavoravo per interpretare un cattivo; si è assunto una grande responsabilità ed è stata una sfida stimolante e una gioia poterlo trasmettere al meglio. In quel periodo ho iniziato l’esperienza con la pratica buddhista, che pratico attualmente, emersa dal desiderio di fare delle cose distanti da me, verso le quali però sentivo di poter arrivare, aprendo la mia vita a dei ruoli che fossero più impegnativi.

D: C’è un genere di film che non hai ancora interpretato ma credi che potrebbe rispecchiarti?
R: Più che il genere, la continuità a livello di gruppo. Il genere è poi una conseguenza. Con degli amici di Accademia abbiamo creato una compagnia. Siamo noi tre fondatori ma inizialmente eravamo in difficoltà; la cosa è diventata più concreta con l’inserimento di due donne. Quando si porta avanti un lavoro tutti insieme il genere è secondario, emerge dallo stare insieme e portare avanti un progetto. Se si riesce a fare un bel lavoro di gruppo e personale, qualsiasi cosa fai sarà spettacolare.

D: Hai interpretato anche web series. Ti è piaciuto vederti in questi nuovi ruoli?
R: E’ stato bello e divertente. I ritmi sono serrati, ci sono molti ragazzi che si impegnano, hanno gran voglia e ottengono dei risultati che non hanno nulla da invidiare alle grandi produzioni. Bisogna volerlo, altrimenti è solo fatica. Ho fatto questo lavoro con Riccardo Cannella ed è stato molto soddisfacente guardare poi il risultato finito.

D: Quando le web series possano aiutare secondo te la carriera di un giovane che ha il sogno di recitare?
R: Tutto può aiutare, dipende da tutto lo spirito. A me appesantisce il pensiero delle difficoltà; se la si affronta con lo spirito giusto capendo che si può svoltare, quell’occasione e quell’esperienza saranno sempre quella giusta.

D: Sarai a breve in tv con la nuova fiction in onda su mediaset “Amore pensaci tu”. Cosa ci racconti di questa fiction e del tuo personaggio?
R: Il mio personaggio si chiama Tommaso Carofiglio ed è un pompiere, insieme a Fabio Troiano rappresentiamo la famiglia di fatto. E’ stato bellissimo perché la nostra vicenda potrebbe essere vista come quella più delicata, invece è stata trattata in maniera normale. I personaggi non soffrono la loro condizione di omosessuali in una società che non li accetta, ma vivono serenamente la loro relazione, ci sono le difficoltà nella gestione della nipotina. Tutto il cast era estremamente affiatato con tutti i reparti; tutti decisi a portare a termine il progetto nel migliore dei modi.

D: Quanto l’essere popolare ha cambiato la tua vita?
R: Penso questi siano altri livelli, a me viene l’ansia dell’aspettativa per una vita del genere; quello che può essere un punto d’arrivo è lo specchio del proprio impegno, il riflesso di ciò che si fa e il conseguente apprezzamento da parte del pubblico. Può essere un aspetto vissuto in maniera divertente.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Con la compagnia stiamo lavorando a dei progetti che stiamo ancora definendo; siamo stati in scena fino a Domenica con “Il gioco”, e stiamo preparando un progetto molto importante per il prossimo anno. La compagnia si chiama “Carmentalia” e i soci, oltre me, sono: Andrea Trovato, Stefano Vona Bianchini, Alessia Sorbello e Jacqueline Bulnes.

 


Ringraziamo Giulio per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Presentazione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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