Giulia Iurza – La musica nell’anima dei passi

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Ph: Hannes Langolf

Ph: Hannes Langolf

Danzatrice

Pagina Facebook Compagnia di Danza: J7s Dance Company


Hannes Langolf
Lidia Crisafulli


È davvero inaspettato il compimento di un passo. Un passo che potrebbe fermare il tempo all’istante. Come se una magia avesse programmato di rendere tutto cosi scenico, cosi spettacolare.

È davvero inaspettato il miracolo della Danza. Un mondo innato, ma meravigliosamente costruito.

Oggi vi parleremo di Giulia Iurza, eccellente danzatrice, fondatrice della J7s Dance Company. Ciò che si denota particolarmente dal suoi gesti, dai passi, dalla sua danza cosi magica, è questa sua capacità di muoversi senza il bisogno di note. Come se la musica fosse contenuta nel suo corpo, nel suo cuore, nel suo più profondo inconscio da sempre. È da dentro che nascono infatti i suoi movimenti più sublimi. La sua Arte che è in grado di regalare infinite sensazioni, cosi diverse dalle ordinarie emozioni terrene. È semplicemente il potere della danza.

Giulia Iurza Nasce nel 1991 a Napoli , dove studia danza per 10 anni, ottenendo un diploma presso la scuola di danza di Patty Schisa, una delle più rinomate in Campania, formandosi in danza classica, moderna e contemporanea. Si avvicina alla danza contemporanea all’età di 16 anni, studiando con maestri e coreografi come Valentina Schisa, Emma Cianchi, Eugenio Buratti e Sonia di Gennaro. Nel 2013 viene selezionata per entrare a studiare al Trinity Laban, una delle istituzioni della danza contemporanea più importanti in Inghilterra , trasferendosi quindi a Londra. Qui ha l’opportunità di lavorare con coreografi di fama internazionale come Kerry Nicholls, Zoi Dimitriou, Marina Collard, e ha ballato un pezzo di repertorio di Wayne McGregor (Polar Sequences) ricostruito da Neil Fleming Brown.

È stata invitata per breve periodo di placement alla Nanine Linning Dance Company in Germania e alla Martha Graham Dance Company a New York.

Ha avuto l’opportunità di lavorare come performer in collaborazione con artisti di diversi ambiti.

Si è laureata al Laban lo scorso Luglio col massimo dei voti e dopo soli 2 mesi è stata selezionata per presentare il proprio lavoro coreografico a Resolution 2017 – il festival per coreografi emergenti più importante del Regno Unito. Da allora ha formato la propria compagnia, J7s Dance Company, creando il suo primo lavoro Shikishin Funi che è andato in scena 17 gennaio, riscuotendo grande successo.

Allo stesso tempo continua la sua formazione prendendo lezione con compagnie di fama internazionale come Studio Wayne McGregor e Tavaziva.

Lasciamo la parola a Giulia Iurza, con l’augurio di proseguirei in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la passione per la danza?
R: So che sembra quasi impossibile, ma quando ero bambina mi piaceva praticare sport maschili e pensavo che la danza fosse una cosa femminile, finché un giorno sono andata a vedere una mia amica ad un saggio di danza e ho pensato che da grande avrei voluto anche io essere una ballerina. Mi sono iscritta poi subito alla scuola di cui avevo visto il saggio, la scuola di danza di Patty Schisa che ha sede sia a Napoli che a Sorrento, dove poi ho studiato per 10 anni. Avevo circa 11 anni, e poi da lì non ho più smesso, fino a farla diventare oggi la mia professione, la più bella del mondo.

D: Come è cambiata la tua vita o la tua personalità grazie allo studio della danza?
R: Penso che lo studio della danza abbia cambiato completamente la mia impostazione; i valori e le regole che ho imparato in sala solo gli stessi che applico nella mia vita tutti i giorni. Ho imparato che il duro lavoro ripaga sempre, che nella vita ci vuole dedizione, passione e amore. Ho imparato che va bene sognare ma per raggiungere un obiettivo, bisogna darsi da fare altrimenti rimarrà sempre e solo un sogno, e ho imparato che i limiti il più delle volte sono nella nostra mente e che quindi si possono superare. Tutte cose che ho costruito stando in sala, ma che ormai sono parte di me in ogni ambito.

D: Cosa conservi dalle lezioni apprese da grandi personalità della danza?
R: Ogni persona che ho incontrato ha influenzato il mio percorso e la mia creatività, e non parlo solo di grandi personalità. Certamente ci sono coreografi a cui sono particolarmente interessata, con cui mi piacerebbe lavorare e che magari inconsciamente mi influenzano maggiormente. Ovviamente quando si lavora con coreografi con uno stile ben preciso, si cerca di entrare in quel tipo di fisicità il più possibile.

D: Come le esperienze all’estero hanno aiutato la tua formazione? Che differenze hai percepito?
R: Devo ammettere che i primi mesi a Londra non è stato facile. La concezione della danza era completamente diversa a quella a cui ero abituata. Ho sempre avuto il complesso di non essere abbastanza dotata fisicamente, e quindi di non essere all’altezza di chi invece ci fosse nato ed è stato difficile levarsi quest’idea dalla testa. Il Laban ti aiuta a formarti come artista a 360 gradi, ti da tutte le nozioni necessarie per trovare la tua strada in questa professione e hai la possibilità di lavorare prima su te stesso capendo il tipo di performer o coreografo che vuoi diventare. Ho imparato che in questo mondo è più importante la propria individualità come artista piuttosto che essere uguale a tutti gli altri.

D: Come nasce la tua compagnia J7s Dance Company?
R: Ho messo su la mia compagnia dopo essere stata selezionata per presentare un mio lavoro coreografico a Resolution, uno dei festival di danza contemporanea più importanti del Regno Unito che si tiene ogni anno a Londra. Le persone cui ho chiesto di far parte del team sono tutte persone di cui mi fido ciecamente e che stimo molto personalmente e artisticamente. Oltre ad essere persone straordinarie sono artisti di grande talento che ho avuto la fortuna di conoscere durante il mio percorso al Laban. Per questo progetto ho avuto la possibilità anche di lavorare con un compositore, un light designer e una costumista professionisti che hanno dato il loro contribuito alla realizzazione di questo pezzo. E credo che sia stata proprio questa collaborazione a rendere questo lavoro coreografico così speciale. Devo ammettere che sono particolarmente fortunata perché ho al mio fianco una persona che, oltre ad essere il mio punto di riferimento, si occupa di tutta la grafica e della comunicazione della compagnia, rendendo il mio lavoro molto più facile. Da poco è entrata a far parte del team anche una producer e sono molto curiosa di vedere cosa porteranno i prossimi eventi.

D: Cosa ci racconti del tuo primo lavoro Shikishin Funi?
R: Shikishin Funi è un lavoro coreografico a cui tengo molto. Ho cominciato a lavorarci un anno e mezzo fa come progetto indipendente per la mia tesi. Ero interessata a vedere come i ballerini riuscissero a generare un movimento che fosse autentico partendo da una piena consapevolezza di se stessi e lavorando sui propri ricordi, sentimenti ed esperienze personali. Nasce da un lavoro di ricerca che poi prende forma in una coreografia; nessun significato, se non quello che ognuno di noi sceglie di dargli. I ballerini attraverso il movimento, e il pubblico mentre osserva. Quando l’ho presentato la prima volta però era solo di 10 minuti. Dopo essere stata selezionata per Resolution ho deciso di svilupparlo (ora è di circa 20 minuti) ed è stato allora che è iniziata anche la collaborazione col compositore che ha creato una musica ad hoc. Anche luci e costumi erano diverse. Ora posso ritenermi soddisfatta e dire che mesi fa lo avevo pensato proprio così, e per questo posso solo ringraziare le persone con cui ho lavorato che hanno capito perfettamente l’essenza del lavoro.

D: Hai già in mente idee per nuovi spettacoli? Puoi accennarcene qualcuna?
R: Si ho già delle nuove idee a cui comincerò a lavorare presto. Posso dirvi che sarà un duetto e che l’idea di partenza è qualcosa che ha segnato profondamente la mia vita negli ultimi anni. Devo ragionarci su.

D: Qual è un sogno che ti piacerebbe realizzare nella danza?
R: Come ho detto prima ho smesso di pensare alla danza come un sogno come quando avevo 13 anni; adesso sto facendo sì che diventi la mia professione e quindi devo interfacciarmi più con la vita reale. È ovvio che il mio sogno nel cassetto è quello di lavorare con il coreografo a cui sono più interessata in assoluto, ma vedremo cosa succederà. Se posso dire qual è il mio sogno però, è che il nostro Paese, ricco di storia ed arte, capisca l’importanza di quest’ultima e cominci a investire così come gli altri Paesi d’Europa.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: In questo momento mi piacerebbe lavorare sia come performer che come coreografa. Ormai tutti i lavori sono con contratto freelance quindi è possibile lavorare a tutte e 2 le cose. Mi piacerebbe portare Shikishin Funi a qualche Festival e possibilmente anche in Italia. E’ qualcosa a cui sto lavorando!

 


Ringraziamo Giulia Iurza per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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