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Cantante

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Gianluca Volpe – Teardrop (Massive Attack) Cover Piano

Mentre il mondo ruota attorno, mentre la vita ruota attorno, posare due dita su un pianoforte può essere salvezza. Possono essere salvezza anche quelle note che trasformano ricordi in musica, e musica in sogni; suonare è la migliore forma di salvarsi che possa mai esistere. Il mondo ruota attorno, e tu sei lì. Sei lì mentre cerchi di fuggire, mentre cerchi di sperare, ma sperare davvero, sperare di vivere per quel piano per sempre, di vivere per sempre. E la musica diviene l’unico modo per crederci, l’unico modo per chiudere occhi ed iniziare a sognare.


Gianluca Volpe - Musica che salva

Oggi conosceremo un ragazzo che, ogni giorno, si rifugia nelle note di un pianoforte per avere la forza di credere ancora. Il suo nome è Gianluca Volpe. La sua vita si racchiude in note che sognano; lo si percepisce dal suo sguardo mentre tocca delicatamente tasti che rappresentano vita, lo si percepisce dalle sue mani in bilico tra musica e realtà, lo si percepisce da quelle note che viaggiano in un cosmo che ancora non conosciamo ma che sentiamo già nostro, dandoci la possibilità di avvertire ciò che lui stesso sente. La sua musica parla di emozioni, parla di quella parte di mondo che crede ancora nella semplicità, che crede ancora in musiche che salvano. Studente in pianoforte dall’età di 7 anni e allievo presso il Pentagramma di Bari, a soli 19 anni, Gianluca Volpe suona musica jazz, aiuta i beatmaker per le basi di musica rap, suona in un gruppo rock e da poco più di un anno studia canto ed è cantautore. Nella completezza della sua arte, ci invia segnali che noi abbiamo il potere di cogliere: segnali che nascono nella sua musica, per crescere nel mondo che lo attornia.

Perché, mentre la vita ruota attorno, posare due dita su un pianoforte può essere salvezza, ma diviene salvezza anche per chi lo circonda, quel piano. La musica salva… sempre. Le emozioni salvano, i sogni salvano. E noi non possiamo far altro che crederci.

Ed ora lasciamo la parola a Gianluca, augurandogli di continuare sempre in questa strada fatta di semplicità e salvezze.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: La mia passione per la musica nasce con me: mia madre suona la chitarra; mio padre, invece, suona un po’ di tutto ad orecchio e quindi da piccolo ho iniziato ad ascoltare con loro la musica, suonando una piccola tastiera che un Natale mi regalarono. Successivamente, verso gli undici anni, temevo che la musica non era la strada giusta per me, anche il pianoforte mi aveva un po’ stancato. Ma, grazie al mio maestro, Mirko Signorile, uno dei pianisti più famosi italiani, ho creduto nuovamente in questa strada e in questo sogno.

D: Cosa ti ha spinto a scegliere il pianoforte come strumento? Qual è il genere che suoni?
R: Io suono musica jazz, aiuto i beatmaker per le basi di musica rap, suono in un gruppo rock, compongo musica e sono anche cantautore. Il mio percorso è iniziato con la musica classica, che avevo interrotto e che ho ripreso solo quest’anno.

D: Descrivi il tuo percorso formativo in campo musicale?
R: Ho iniziato il mio percorso all’Istituto Margherita di Bari dove ho studiato musica classica, sperimentando il metodo suzuki per iniziare. Successivamente ho iniziato a studiare a “Il Pentagramma” di Guido Leone, studiando anche un breve periodo con Pippo Lombardi. Il mio percorso è stato molto libero, ho studiato tutto apprendendolo in maniera efficace.

D: Qual è stato il momento in cui ha capito che la musica è la strada del tuo destino?
R: Andai cinque anni fa al concerto del mio maestro, prima di allora non avevo mai composto nulla di mio, ma solo suonato dagli spartiti o brani ad orecchio. Nel concerto erano presenti solo brani composti da lui, questo mi ha spinto il giorno dopo a comporre un mio pezzo che è stato molto apprezzato; ciò ha incrementato la mia passione, e al momento la scrittura è sicuramente il mio punto di forza.

D: Qual è lo strumento che meglio ti descrive e perché?
R: Lo strumento che meglio mi descrive è il pianoforte. E’ il mio pensiero fisso. Allo stesso tempo, però il sassofono è uno strumento molto particolare; infatti, quando elabora una melodia non fa sentire solo le note, ma l’intero accordo che circonda la nota. E’ percepibile soprattutto da chi suona la musica, e per questo motivo mi incuriosisce molto.

D: Hai mai suonato per eventi importanti?
R: Ho suonato a Trani per dei concorsi, vincendo una volta il primo premio e un’altra volta il primo premio assoluto per il premio Sarri e poi suonai lo stesso anno in piazza Conversano. Quest’anno ho fatto il primo concerto di piano solo allo Sheraton, suonando inoltre per vari locali come il Boccaccio e il Glamour.

D: Quali sono per te autori del passato o attuali fonte di ispirazione?
R: Del passato credo nessuno. Del presente però ce ne sono molti; sono molto versatile, passo quindi da un genere all’altro ascoltando da Max Pezzali che è il mio cantante preferito italiano, alla musica hard rock come quella dei Nickelback, mi piace inoltre il rap americano; altri cantanti o band di riferimento sono per me i The Script e Jason Mraz . L’ autore che particolarmente mi ha ispirato è Ryuichi Sakamoto, uno dei musicisti classici più famosi al mondo.

D: Cosa pensi di aver imparato attraverso l’ascolto e la riproduzione della musica?
R: Ascoltare e riprodurre musica sono cose molto diverse tra loro. Attraverso l’ascolto della canzone si può associare ad un minuto di questa un’istante della tua vita, superando magari delle difficoltà o scaricarti da qualcosa. Attraverso la riproduzione della musica, invece, si ha la possibilità di imprimere i propri stati d’animo in musiche che quindi saranno sempre diverse.

D: Cosa pensi la musica debba trasmettere a chi la suona e a chi la ascolta?
R: Ci sono diversi modi di pensare a riguardo. C’è chi suona la musica solo per business, altri che hanno invece l’intenzione di far arrivare un messaggio, non avendo come fine il denaro. Ai primi la musica non interessa, vogliono solo guadagnare; i secondi, invece, hanno intenzione di trasmettere qualcosa. Il jazz ad esempio è ricco di improvvisazioni, attraverso le quali poter esprimere sempre qualcosa di diverso.

D: Qual è il sogno che hai realizzato o intendi realizzare in campo musicale?
R: Diventare un pianista che gira per le piazze d’Italia sarebbe per me un grande traguardo. Essendo musicista, però, desidererei che qualcuno passasse con la macchina con il mio brano ad alto volume; ciò mi renderebbe davvero orgoglioso. Attualmente scrivo musica con parole, studio canto da più di un anno, magari questa passione potrebbe diventare forte come quella per il pianoforte; conciliare tutte e due le cose non sarebbe male.


Ringraziamo Gianluca per la collaborazione, sperando possa sempre continuare a credere nella sua più grande passione.

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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