Giacomo Pennacchia – Un’arte che diverte

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DJ



Giacomo Pennacchia – RE-SET 13/11/2014

L’arte del Disc Jockey è un’arte diversa: è l’arte di chi vive costantemente con il desiderio di allontanarsi da una vita che incute terrore per rifugiarsi in una vita che, invece, conosce solo risate e speranze. L’arte del Disc Jockey è un’arte che diverte, e che fonda l’intera sua esistenza sul donare spensieratezza a chi ne è privo. Attraverso musiche artificiali, il Dj ha la capacità di guardare persone felici, persone che, solo per pochi momenti, riescono ad abbandonare una società fatta di ostacoli e diventare diverse, diventare migliori.

Giacomo Pennacchia - Un'arte che diverte

Oggi conosceremo Giacomo Pennacchia, classe ’92 che, appassionato di musica da sempre, ha deciso di intraprendere un percorso artistico che lo porta ogni giorno a sentirsi realizzato, per quanta spensieratezza incontra. Giacomo ha iniziato a soli 10 anni ad ascoltare i primi CD di musica Dance targati Hit Mania Dance 2000 – 2001 – 2002 ecc. sugli arcaici compact disc player. Quei ritmi hanno segnato la sua infanzia; i colpi di cassa a 128/130 bpm sono rimasti nel suo DNA. All’età di 17 anni inizia a produrre i primi mix con programmi come Virtual DJ, Cubase fino a stabilizzarsi con Fruity Loops usato tutt’ora da lui per produrre brani. In seguito inizia ad acquistare la sua prima consolle hercules rmx suonando nei vari locali di paese comprese feste di compleanno. Specializzandosi acquista la sua seconda consolle professionale migliorando la propria tecnica e i propri generi musicali come House e EDM. Iscrittosi all’università degli studi di Bari Aldo Moro e laureatosi in Informatica e Comunicazione Digitale , inizia a fare nuove conoscenze nel campo che lo portano ad esibirsi presso vari locali di zona come RE-SET, Cocobongo Club, Reef e Divinaefollie e feste universitarie di grosso calibro. Nell’estate 2015, diventa uno dei Dj principali dell’evento barese “La Festa delle Luci”. Oggi collabora con YOUniversity come Dj resident.

Ed ora, lasciamo la parola a Giacomo, augurandogli di poter sempre continuare a fare arte, così come a donarla.


D: La musica è sempre stata parte integrante della tua vita?
R: Assolutamente si. Ho sempre avuto un debole per la musica fin da tenera età. È stato amore già dal primo ascolto. Quando avevo circa 12, 13 anni ascoltavo e compravo cd di musica Dance degli anni 90, 2000, potrei citare alcuni artisti famosi come Gabry Ponte, Gigi d’agostino, Provenzano Dj con i quali sono cresciuto, e quindi quei colpi di cassa a 128 bpm mi sono rimasti nel DNA e poi da lì non ne ho potuto più fare a meno. Personalmente sento veramente il bisogno in una giornata di ascoltare almeno una mezz’oretta della mia musica preferita, non riuscirei proprio a farne a meno. E’ la mia vita.

D: Hai da sempre sperimentato questo genere o ti sei adattato anche in altri stili?
R: Con il tempo mi sono evoluto e raffinato, ma come d’altronde si è evoluta e raffinata la musica! Il mio genere primario è sempre stata la Dance/Commerciale. Da pochi anni a questa parte, però, ho potuto scoprire ed apprezzare un genere molto interessante e appassionante che si chiama Deep House o nello specifico Tropical House: un genere nato sotto le influenze delle atmosfere estive; infatti questa musica richiama e ricorda moto le situazioni estive come il mare e la spiaggia.

D: Qual è stato il motivo che ti ha spinto a seguire questa strada?
R: Il motivo principale è stato proprio la passione per la musica, la passione dell’essere Dj! Proprio essa mi ha dato la volontà e la carica di entrare in questo mondo così vasto e ancora tutt’oggi da scoprire perché si può sempre arrivare più in alto se si crede. Nella vita bisogna avere determinazione e inseguire i propri sogni. Per me questo era ed è ancora un sogno che pian piano si sta avverando.

D: Quali pensi siano le caratteristiche che un Dj di successo debba avere?
R: Tecnica, bravura, saper coinvolgere, fiducia, audacia, voglia di fare, crederci, questi sono secondo me gli elementi essenziali per poter diventare un Dj di successo. Essere Dj significa imparare a mettere il cuore in ogni singolo gesto sulla consolle, con l’obiettivo di arrivare alla gente mettendo il disco giusto al momento ideale. Tutto si basa sulla percezione delle emozioni.

D: Come inizia la tua gavetta da Dj?
R: La mia gavetta da Dj inizia a 17 anni nella città nella quale sono cresciuto, Irsina. Tutto nasce da semplici feste di compleanno in cui ho iniziato ad esibirmi, già da lì ho iniziato ad essere apprezzato e la mia testa era già piena di progetti. Iniziai così e mettere da parte un po’ di soldi per poter acquistare attrezzi più professionali per poter esibirmi al meglio. Il distacco dalla mia terra non ha fatto che aumentare le mie aspettative; infatti, iscrittomi all’Università di Bari ho potuto farmi conoscere ed iniziare a tastare ambienti più consoni alla vita del Dj come locali di grosso calibro. Ciò mi ha dato la grinta per poter proseguire ed arrivare dove sono ora!

D: Cosa pensi sia cambiato in te e nella tua musica dalle tue prime esperienze?
R: Rispetto alle mie prime esperienze credo di essere cresciuto molto sia tecnicamente che mentalmente e questo proprio grazie alla musica perché penso che essa abbia aperto molte più strade della mia vita e mi abbia fatto vivere tante emozioni ed esperienze diverse. Grazie ad essa io sono potuto diventare quel che sono ora. Entrare in questo mondo per me è stata una svolta. Non mi reputo un artista di enorme fama perché per arrivare a quei livelli bisogna veramente essere in gamba e giocarsi tutto, però ambisco ad esserlo e comunque continuo a seguire il mio sogno.

D: Secondo quali criteri componi la playlist per un determinato evento?
R: Non c’è mai per me un criterio ben definito perché io personalmente non ho mai preimpostato una playlist ben definita perché non lavoro meccanicamente, ma quando suono mi lascio trasportare e tutto ciò che mi circonda si ferma. Sono solo io, la consolle e l’approvazione del pubblico. La selezione dei brani vien da sé. Una preparazione prima della serata c’è sempre come ad esempio sistemare gli ultimi brani, o scaricare i pezzi più recenti, ma il resto viene gestito dall’esperienza e dalle emozioni del momento.

D: Sei stato il Dj della festa delle luci tenutasi a Bari qualche mese fa. Che emozione ti ha provocato? Avevi partecipato in precedenza ad eventi di tale portata?
R: Si ho suonato a quella festa e ad eventi dello stesso calibro e posso dichiarare che suonare davanti ad un pubblico di 3000 persone non è una cosa che ti capita tutti i giorni o da un momento all’altro. Un’emozione davvero unica. Tutti dovrebbero provarla per capire cosa si prova. Cosa si prova quando la gente grida il tuo nome, quando tutta la gente canta il ritornello del pezzo che stai suonando. Sono emozioni forti che ti prendono profondamente. E tu sei lì e sai che tutta quella gente si sta divertendo solo grazie a te!

D: Cosa pensi di trasmettere e cosa desideri trasmettere attraverso la tua musica?
R: Emozioni. Questo è ciò che ogni Dj desidera trasmettere con la propria musica, quindi fare in modo che le persone in pista si ricordino di te, perché tu di certo non ti scorderai facilmente di loro. Credere in quello scambio continuo che avviene tra la pista da ballo e la consolle perché se tu non sei il primo a divertirti non puoi sperare che chi ti sta davanti faccia lo stesso. Ecco perché bisogna sempre giocare con la musica.


Ringraziamo Giacomo per la collaborazione, sperando possa continuare con la sua passione!

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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