Francesco Mariottini – La danza è un luogo vissuto ad occhi chiusi

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Danzatore

Sito Web: Francesco Mariottini
Facebook: 
Francesco Mariottini



C’è un luogo distante da ciò che proviamo ogni giorno, un luogo dove tutto diventa magia, un luogo dove tutto è guardato ad occhi chiusi.
Distante.
Distante, quanto i pensieri comparsi nella mente quando raggiungiamo quel luogo; distante, quanto i sogni che conserviamo nel cuore. Distante.
Da tutti. Da tutto.
Il mondo è così piccolo, in quel luogo. E’ così piccolo e fragile; talmente debole da potersi infrangere in pochi secondi, se solo lasciassimo andare il coraggio di continuare a tenerli chiusi, quegli occhi che da sempre ci hanno condotto nella strada che sognavamo di percorrere.

Oggi vi parliamo di un danzatore straordinario, per cui il mondo ha l’aspetto di un palco, per cui gli occhi sono chiusi mentre i passi raggiungono le strade dell’infinito. Il suo nome è Francesco Mariottini e, in ogni gesto, sembra quasi di vederlo volare.
Ad occhi chiusi.
Ad occhi chiusi, Francesco scivola sul pavimento, per poi alzarsi delicatamente e ruotare con i pensieri rivolti al buio che lo fronteggia; i piedi si trascinano dolcemente e le mani accompagnano sguardi, avvertendo la sensazione di essere solo ma la consapevolezza di esserlo mentre il mondo lo guarda. Sì… perché proprio davanti a quegli occhi chiusi, a tutto quel ruotare e fermarsi continuamente, a quel mondo che è solo il suo mondo, proprio davanti a tutto, ci sono occhi aperti, occhi che guardano e sentono, che guardano e avvertono.
Distanti. Tutto.
Nasce così la meraviglia della danza, della sua danza, quella di Francesco.
Occhi che guardano, cuori che sentono, passi che levitano, anime che volano; distanti gli uni dagli altri, ma accanto nel mondo costruito solo da loro.


Francesco Mariottini inizia i corsi di danza moderna a 11 anni nella sua città. Nel 2000 ottiene una borsa di studio che lo porta a Firenze, presso la scuola del Balletto di Toscana e Opus Ballet, diretta da Cristina Bozzolini e Rosanna Brocanello. Segue corsi di tecnica classico-accademica e contemporanea, oltre a numerosi stage con insegnanti di chiara fama quali: Stefania Di Cosmo, Victor Litvinov, Raffaele Paganini, Marco Pierin, Frederic Olivierì, Fabrizio Monteverde, Bruno Collinet.
A partire dall’anno successivo prende parte al musical “Passeggeri” di Daniel Tinazzi e danza nella compagnia giovanile del BdT. A 18 anni entra nel corpo di ballo dello Stuttgart Ballet, dove danza pezzi di repertorio classico e contemporaneo (Romeo&Giulietta, La Bella Addormentata, Onegin, La Bisbetica Domata, Un tram Chiamato Desiderio con coreografie di John Cranko, John Neumaier e Marcia Haydèe).
Nel settembre del 2005 entra a far parte della Compagnia Aterballetto, sotto la direzione di Mauro Bigonzetti, dove esegue anche ruoli da solista danzando in varie parti del mondo tra cui New York, Houston, Messico, Cina, Nuova Zelanda e gran parte dell’Europa.
Nel 2007/2008 partecipa alla settima edizione della trasmissione “Amici di Maria De Filippi”, arrivando in finale e aggiudicandosi il premio della critica.
Al termine del programma prende parte come professionista al musical “IoBallo” e alla trasmissione televisiva “Il Ballo delle Debuttanti”.
Da ottobre 2008 si specializza nell’insegnamento della tecnica contemporanea e modern-jazz e prende la direzione artistica della scuola Umbria Ballet School Gubbio, che tutt’ora dirige assieme alla sua collega Alessandra Tognoloni.
Da gennaio 2010 entra a far parte del cast dei ballerini professionisti della trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.
Da Luglio 2012 inizia una collaborazione con la compagnia Emox – Balletto diretta da Beatrice Paoleschi portando in scena “Maria Stuarda” e “Achille e Pentesilea”. Oggi è nella compagnia del Balletto di Monte Carlo diretta da Jean Christophe Maillot.

Lasciamo volentieri la parola a Francesco Mariottini, ringraziandolo per esser stato con noi e augurandogli di perseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come è nata la passione per la danza?
R: Già da piccolo avevo una passione innata per il mondo artistico e quando sentivo una qualsiasi musica iniziavo a ballare. Poi un giorno mia madre vide quanto velocemente riuscivo a imparare le coreografie che mia cugina (che frequentava una scuola di danza) mi insegnava, e quanto i miei occhi brillavano. Cosi decise di portarmi in una scuola e da quel giorno la mia vita è cambiata.

D: Cosa ricordi dei tuoi primi anni di gavetta? Hai capito subito di aver fatto la scelta giusta con il mondo della danza?
R: L’ho capito subito dal primissimo giorno. Mi ricordo quanto amore sentivo, quanto non potevo farne a meno, quanto adoravo sentire il mio corpo muovermi seguendo il ritmo di una musica. Ci sono stati negli anni ovviamente alcuni momenti più duri, ma il pensiero di abbandonare quel mondo non era nemmeno lontanamente nella mia testa.

D: A quale dei pezzi interpretato durante il tuo primo periodo sei più legato? Perché?
R: Ce ne sono diversi in realtà. Se devo sceglierne due direi “Sequenza pergolesi” creato per il Balletto di Toscana Junior dal coreografo Fabrizio Monteverde. Più che per la coreografia meravigliosa, è stato il processo di creazione a colpire il mio cuore, i legami creati con gli altri ragazzi del gruppo e per la prima volta sentirsi parte di una produzione a tutti gli effetti professionale, quasi come se già stessi lavorando in una compagnia. E poi c’è “Barbablu” dello stesso coreografo, che ho danzato qualche anno più tardi… e che tutt’ora, quando ho l’occasione, lo danzo con Alessandra Tognoloni.

D: Nel 2007 partecipi al talent “Amici” per il circuito danza. Cosa ti ha spinto a farlo? Quali sono state le prime sensazioni provate all’interno della scuola?
R: Volevo provare un’esperienza nuova e diversa dal teatro. Volevo capire come funzionava quel mondo. Son stato spinto dalla curiosità e dal mio carattere intraprendente; ogni volta che si presenta una nuova occasione son sempre pronto ad accoglierla e ad immergermi dentro. “Amici” sarà sempre nel mio cuore, soprattutto l’anno in cui ero allievo. Le prime sensazioni erano di difficoltà, perché ero abituato ai ritmi più lenti del Teatro. Ho dovuto imparare ad adattarmi alla velocità televisiva.

D: Il tuo percorso ti ha portato ad una crescita esponenziale, e si è concluso con la vittoria del premio della critica. Ti aspettavi di raggiungere tutti i traguardi che oggi hai ottenuto?
R: Io non mi aspetto mai niente da quello che sto facendo, ma metto tutto me stesso in ogni progetto, lavoro o occasione che mi si presenta. Credo che il proverbio “si raccoglie ciò che si semina” sia del tutto vero. Se dai il meglio di te su una cosa, vedrai che poi i risultati li ottieni. Entrare nella scuola di “Amici” non fa di te il ballerino più bravo… solo lavorando al massimo ogni giorno, in ogni situazione, trasformerai te stesso nel miglior ballerino che tu possa diventare.

D: Sono passati quasi dieci anni dalla tua partecipazione al programma. Come credi quella esperienza abbia cambiato Francesco Mariottini? Come descriveresti il tuo percorso fino ad ora?
R: “Amici” mi ha dato molta visibilità permettendomi di lavorare negli anni successivi in molte scuole di danza e compagnie italiane. In più oltre la velocità nell’imparare, mi ha insegnato ad essere sempre pronto, sempre attento e soprattutto a mettere il massimo anche nelle discipline che non fanno parte della mia natura artistica; nel mio caso per esempio eseguire una coreografia Hip Hop non è per niente semplice.

D: Cosa vorresti che il pubblico che ti osserva danzare capisse di te?
R: In realtà ogni volta cerco di far capire al massimo il ruolo che sto interpretando. Il ballerino è anche un attore, che parla con il suo corpo e i suoi movimenti, esprimendo al massimo il carattere del personaggio che interpreta o il senso astratto della coreografia che sta eseguendo.

D: Quali sono i consigli che daresti a coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della danza?
R: Continuare a studiare sempre, anche quando si riceve il primo contratto di lavoro. Non farsi prendere dalla rabbia decidendo di smettere nei momenti più bui, ma continuare a a guardare in alto, perché passata la ‘tempesta’ ci sarà una briciola aggiunta al proprio bagaglio che rimarrà per sempre.

D: Quali sono traguardi o obiettivi che ti piacerebbe raggiungere dal punto di vista lavorativo?
R: Ho già raggiunto numerosi obiettivi e toccato vari lati del mondo artistico. Quello che mi piacerebbe sempre avere nella mia vita è la felicità di fare quello che sto facendo; fare della tua passione un lavoro è un sogno che purtroppo non tutti raggiungono. E quindi cerco di tenermelo sempre ben stretto.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: In questo momento sto danzando con la meravigliosa compagnia del Balletto di Monte Carlo diretta da Jean Christophe Maillot e questo era uno dei miei sogni fin da quando ero bambino! Sono felicissimo qui, i colleghi sono strepitosi, il posto è una favola e giriamo il mondo; le coreografie sono impegnative ma toccano molto bene le mie corde e giorno per giorno trovo sempre nuove piccole o grandi sfide da superare e questo mi da la carica giusta per intraprendere con il sorriso la mia giornata. Per ora il mio progetto è rimanere qui.

 

 


Ringraziamo Francesco Mariottini,  per esser stato con noi e augurandogli di perseguire in questo meraviglioso percorso.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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