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Band musicale

 

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Sito Web: Forjay


C’è qualcosa di speciale nella band che abbiamo incontrato oggi. È una musica che parla, la loro. È una musica che trasmette, che vive nell’ascolto degli altri, che vive anche per gli altri. È una musica che tende la mano a chi ha bisogno, che si colma di sorrisi e brividi, di parole che comunicano e di parole che hanno sempre qualcosa da dire, pur restando in silenzio.
Loro sono i Forjay. Stile dolce e delicato, stile che entra nelle vene e nella pelle, e che resta nei ricordi e nel cuore.
La band nasce nell’estate del 2012, con il nome di For Jesus, in risposta al cambiamento interiore di uno dei membri musicisti della band che, nell’insoddisfazione di una vita ricca di musica ma vuota di felicità, una notte, dopo uno degli ultimi concerti con la sua ex formazione, sente dentro di dover dare una svolta alla sua vita per mettere al servizio di qualcosa di più grande la sua attività di musicista. Nel 2016 rinascono così i Forjay che, come narra il nome stesso, fanno del più grande Uomo della storia il loro “motore artistico”. La band, inizia così a vivere il messaggio cristiano “a loro modo”. I musicisti iniziano ad interrogarsi sul senso stesso della parola “artista” e così da semplici esecutori musicali iniziano a volersi sentire parte di un cambiamento e di una “rivoluzione” di cui intendono essere parte attiva. A tal proposito, la band decide di “liberarsi” e vivere in prima persona un messaggio artistico, fatto si di valori appartenenti ad un “credo cristiano”, ma che risulta essere oggettivamente prezioso e condivisibile agli occhi di tutti a prescindere da “ingabbiamenti” di natura religiosa. Valori come l’amore, la pace e la speranza, risultano infatti essere oggettivamente necessari in tutti, ma allo stesso tempo spesso mancanti in questo momento storico che invece, impone sempre più odio e prevaricazione. I Forjay decidono così di inserirsi artisticamente e attivamente in questa parentesi di pensiero, vivendo e comunicando nella loro musica tali valori, “slegandosi” tuttavia dalle correnti modalità religiose a cui non si sentono appartenere. A tal proposito nasce il desiderio e l’urgenza di riuscire, attraverso la musica, ad entrare nel cuore della loro generazione troppo spesso vittima inconsapevole di un pessimismo imposto dai mass media che la rende incatenata in una triste e pericolosa inattività sociale. Prendono allora vita i primi lavori musicali che, inizialmente, vedono le loro radici nel tentativo di veicolare in chiave pop\rock il nucleo del messaggio di speranza da loro condiviso, in uno stile più vicino e inerente la loro generazione e cultura. Questi primi album, con grande sorpresa, riscuotono presto un discreto successo tra il pubblico italiano, portandoli da subito ad esibirsi in numerosi concerti tra palasport, teatri e piazze su tutto il territorio nazionale fino al 2015. Tale risposta da parte del pubblico, incoraggia la band, a portare la loro musica e il loro messaggio di speranza li dove la musica nasce e li dove spesso c’è più bisogno di speranza: in strada. Nasce così’ lo STREETmusicTour, un tour per le strade d’ Italia in cui la band, decide di esibirsi in “arte di strada” raccogliendo con grande entusiasmo, ma allo stesso tempo con molte difficoltà, un ottimo risultato in diverse località Italiane. Tour che riprenderà a breve, in una nuova veste, per portare in giro il nuovo album della band. Il primo album come FORJAY. Nel primo disco come FORJAY, la band, accompagnata dai produttori Roberto Vernetti e Michele Clivati, ha rinnovato volto in termini di sonorità e stile, mantenendo tuttavia ferma la volontà di trasmettere lo stesso messaggio di speranza, ma con un nuovo linguaggio meno “esplicito” e ancor più contemporaneo, mescolando al pop sonorità elettroniche e rap. Sotto la direzione artistica di Marcello Balestra, tale cambiamento vuole, sulla base del trascorso artistico già vissuto, incrementare ulteriormente la possibilità di contestualizzare e trasmettere un messaggio così profondo ma allo stesso modo così “in disuso” nel mondo attuale, in una modalità più “fresca” e contemporanea. I FORJAY sono al lavoro sul loro primo album. Occhi tra le stelle è il primo singolo dell’album “L’Amore è una scelta”.
Lasciamo la parola ai Forjay con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


 
D: Come nasce la vostra passione per la musica?
R: Ciao a tutti e grazie! La nostra passione per la musica è embrionale, ci accompagna da sempre. Abbiamo iniziato a respirare musica fin da bambini e nessuno di noi l’ha mai più abbandonata. Veniamo da ascolti e gusti completamente differenti, ma nei Forjay abbiamo fuso le nostre diversità creando un’unica essenza che per questo poi si è rivelata diversa, inusuale e originale.
D: Raccontateci degli esordi della band. Come nasce il vostro incontro musicale?
R: L’inizio della nostra storia è legato ad un periodo particolare in cui, per diversi motivi, ho attraversato uno dei momenti più duri della mia vita. Da lì, dalla conseguente “rinascita”, è sorta anche questa nuova realtà dei Forjay. Come tanti musicisti, ho rincorso spasmodicamente i risultati, i palchi, i traguardi, ma per molto tempo l’ho fatto in maniera inconsapevole quasi come se non ne potessi fare a meno. Questa vita mi ha portato ad avere diverse soddisfazioni ma presto mi ha fatto piombare in un tunnel senza uscita in cui ad un certo punto qualsiasi cosa facessi non
aveva più senso e non riusciva ad appagare la mia sete di benessere, di serenità e di pace con me stesso e con le persone intorno a me. Le mie relazioni sentimentali ed affettive erano diventate di plastica, divoravo ogni cosa per il gusto di farlo, ero immerso tra le persone ma mi sentivo sempre e comunque solo, fino a quando come spesso in questi casi succede, ho iniziato a bere e drogarmi per anestetizzare i miei malesseri. Questo periodo mi ha portato poi a vivere una profonda depressione in cui ero arrivato a non uscire più di casa se non per andare a bere. Poi una notte alla fine di uno dei concerti con la mia ex band è accaduto l’inspiegabile, ho sentito dentro di me una scintilla di amore potentissima che mi ha fatto sentire amato come mai prima era accaduto e da lì tutto è cambiato, dentro di me e fuori di me. Ricordo che qualche sera prima, nella disperazione delle mie nottate, ho gridato al cielo aiuto e qualche tempo dopo è accaduto tutto ciò. Di lì a poco riuscii a troncare con la mia vita precedente e decisi di dare una svolta anche musicale fondando I Forjay, nella ferma volontà di raccontare attraverso la musica di questo amore che ha salvato la mia vita e che credo fermamente ancora oggi che possa salvarne altre.
D: È stato difficile all’inizio riconoscervi dal punto di vista musicale o avete trovato fin da subito affiatamento?
R: Non è stato semplice, abbiamo dovuto, e lo facciamo tutt’ora, imparare a rispettarci nelle nostre diversità, cercando di prendere spunto l’uno dall’altro. Crediamo fermamente che solo abbracciando la diversità si possa percorrere insieme un’unica strada tracciando un percorso originale e irripetibile.
D: Quali sono le vostre fonti di ispirazione quando scrivete una canzone?
R: Le nostre canzoni nascono sempre dal vissuto e l’ispirazione viene da come quotidianamente cerchiamo di vivere la nostra scelta. Non c’è mai solo un modo per comporre quando creiamo un nuovo pezzo, diciamo che la costante è quella di “aprire il rubinetto del cuore” e cercare di raccontare qualcosa che se è buono per noi potrà esserlo anche per chi ci ascolta.
D: Cosa vorreste che il pubblico traesse come messaggio quando vi ascolta?
R: Uno dei must del nostro comporre è proprio quello di lasciare libero l’ascoltatore di trarre le proprie valutazioni e considerazioni. Sicuramente quello che cerchiamo di  fare nei nostri pezzi è sensibilizzare le persone al valore della vita, all’importanza delle nostre scelte in relazione ad un’ideale di pace perseguibile. Spesso oggi accettiamo di essere vittime passive di quello che i “signori dell’informazione” ci propinano quotidianamente, finendo nella maggior parte dei casi col convincerci che la realtà coincida con ciò che ci viene mostrato. Noi crediamo al contrario che la vita sia sempre e comunque un’opportunità unica e irripetibile, un dono che ci è dato per sperimentare nel nostro piccolo che l’amore vissuto come scelta attiva può diventare l’antidoto al male. Non bisogna mai perdere l’entusiasmo di vivere, è l’unica strada verso un mondo diverso. Utopia è credere di poter da soli cambiare il mondo, realtà è credere che esista un amore in grado di cambiarci e guarirci, se solo lo accogliamo dentro di noi. Nella certezza che se dentro di me cambia qualcosa, forse anche intorno a me le cose possono iniziare a cambiare.
D: Qual è la canzone che maggiormente vi rappresenta e perché?
R: Domanda difficile. Ogni nostro brano è per noi un pezzo del puzzle della nostra storia. Direi tutte, ma se dobbiamo scegliere sicuramente “Occhi tra le stelle” e “Dove non c’è più” sono quelle che insieme ci descrivono e ci rappresentano di più, perché racchiudono in maniera essenziale le nostre coordinate umane e artistiche.
D: Cosa ci dite a riguardo dello Street Music Tour?
R: Bellissima esperienza! Suonare in strada senza i “comfort” di un palco ci ha permesso di incontrare tanti volti, tanti occhi, tante anime e storie che hanno reso quest’esperienza indimenticabile. Abbiamo deciso di provare a portare il nostro messaggio in strada dove spesso c’è più bisogno di pace, speranza e tutto, insieme alle difficoltà; è diventato qualcosa di unico che ci ha fatto capire di quanto ci sia bisogno di prossimità, vicinanza, nel momento storico che stiamo attraversando.
D: Cosa si deve aspettare il pubblico dall’ascolto del vostro primo album?
R: Di emozionarsi insieme a noi, nella speranza che qualcosa di speciale inizi a farsi strada nel loro cuore!
D: C’è una collaborazione che in futuro vi piacerebbe realizzare?
R: Ci sono molti artisti che stimiamo e sarebbe riduttivo fare solo qualche nome. Diciamo che ci piacerebbe collaborare con ogni artista che si impegna a veicolare artisticamente e in prima persona un messaggio di speranza e di pace perseguibile nel mondo in cui viviamo. Ma soprattutto che si senta parte di un mondo che possiamo migliorare amandoci e amando.
D: Quali sono i vostri futuri progetti?
R: Attualmente stiamo girando l’Italia per promuovere il nostro disco e speriamo di continuare così anche in futuro; per il resto vedremo, ci sono tante idee che “bollono in pentola” ma che vi sveleremo un po’ per volta. Grazie a tutta la redazione di Kosmo Magazine e un saluto a tutti i lettori dai Forjay!

Ringraziamo i Forjay per la loro collaborazione e per il tempo che ci hanno donato, augurando loro di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.


Recensione a cura di Stefania Meneghella

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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