Flowdumal-La libertà di esprimere sé stessi

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Quando si decide di dedicare la propria vita ad una forma artistica, si decide automaticamente di farsi conoscere interamente non solo da chi ci circonda, ma anche da persone che fino ad ora non avevamo conosciuto, ma alle quali poter mostrare, nonostante ciò una parte di noi. Attraverso la scrittura, la musica, è facile, infatti, che possano emergere le nostre emozioni e i nostri pensieri più privati, la penna e la carta sono ottimi confidenti per i musicisti, nei quali possono rinchiudere tutta la loro anima e il loro essere. Quando questo diventa arte, musica condivisa, è quasi come un messaggio universale, che il resto del mondo può ascoltare e condividere e allo stesso tempo rendere propri musica e parole. E’ questo il potere più bello della musica. Oggi conosciamo Flowdumal,un artista romano nato nel 1996. Ama commistionare nella sua musica un’attitudine cruda, scettica e ossessivamente realistica della realtà con la ricerca del bello e dell’ideale; la sua attitudine estetica, inoltre, appare chiaramente nei suoi due video ufficiali pubblicati su youtube recentemente: Libero, Mara. Flowdumal, o meglio “flowdumal” è un elemento naturale dominato dal sogno, dal vento che si dissolve, ma comunque fluisce come acqua.
Fortunatamente o sfortunatamente è costretto ad evolversi in un mondo d’inchiostro, in un mondo che macchia e stravolge: è un elemento bicolore, non è facilmente prevedibile.VABBÈ PERÒ è il suo primo ep ufficiale pubblicato su tutte le piattaforme digitali

Lasciamo ora la parola a Flowdumal con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 D:Come nasce la passione per la musica?

R: La mia passione per la musica in realtà nasce dalla mia passione per la parola.
La parola è il mezzo con cui mi esprimo: la mia vera arte credo sia quella di stupire, colpire e segnare tramite il linguaggio, o almeno questo è il mio intendimento. Probabilmente, nel tempo, il mio agire con la parola ha assunto sempre più significato e potenza in connessione alla musica, che è il mondo nel quale essa trova coraggio di esistere, di essere puntuale.

D:Come credi questa passione abbia cambiato la tua personalità?
R: La mia passione per il mondo della musica non credo abbia cambiato la mia personalità, anzi. Ritengo sia un posto in cui sono libero di essere, di esprimere il mio potenziale in un processo di nuova scoperta di me stesso. Flowdumal è quello che voglio essere, quel che sento nella mia parte più buia e ombrata. Inoltre la nostra società impone molti limiti con i quali Dumal (se dovesse effettivamente sbarcare su questo pianeta) dovrebbe fare i conti, suppongo che probabilmente non li accetterebbe.

D: Quali sono gli elementi ricorrenti che possiamo trovare all’interno delle tue canzoni?

R:Come argomento principale del mio produrre fino ad ora individuerei la “libertà”. È un concetto molto più attuale di quel che si pensi, è vivido e presente nella mia quotidianità: a volte lo percepisco perché sento di possederlo, spesso mi manca e ne soffro. Questa reazione mi porta a scrivere. Ovviamente da questo imput si apre lo spettro delle emozioni che appartengono a questo mondo: amore, amicizia, ribellione, lealtà ed anche sofferenza, quindi cattiveria.

D: Come descriveresti la tua musica?
R:Fredda, razionale, decisa, leale, coraggiosa, giovane, forse inesperta.
Sono tutti miei, sono tutte sfaccettature di me. Credo che scrivere a volte mi porti addirittura a capire qualcosa in più riguardo me stesso, come se a volte arrivasse prima la canzone di me: forse semplicemente quella data canzone è la foto di me in quel secondo in cui decido di esporre quel lato di me in primis a me stesso.

D: Raccontaci del tuo primo ep “VABBE PERO’”

R:Il mio primo EP “VABBE PERÒ” nasce in un momento molto particolare: eravamo, con il mio team, in procinto di pubblicare il mio secondo video ufficiale “MARA”, avevamo un progetto (ancora inedito) completamente pronto ed eravamo pronti a tuffarci nel grande mare della socialità e della scena musicale live di Roma; in quel momento è arrivato il Coronavirus. Avendo inizialmente evitato la pubblicazione del materiale che già avevamo per motivi logici, sin da subito ci siamo messi a produrre altra musica: era un modo di espressione fondamentale per sopravvivere emotivamente e artisticamente a questa prova. Devo ringraziare le due persone con cui collaboro più a stretto contatto, Meiden e Nom, perché grazie alla loro follia e alla loro competenza siamo riusciti a produrre VABBÈ PERÒ completamente a distanza, senza mai incontrarci, con i pochi mezzi che (soprattutto io) avevamo a disposizione. Io ho registrato le mie linee vocali interamente con un telefonino (HUAWEI P20lite) in macchina da solo in piena pandemia. Una sera sono stato accerchiato da 2 macchine della Guardia di Finanza arrivate a tutto spiano: non è stato facile spiegargli cosa diamine facessi in macchina urlando a un cellulare con le cuffiette attaccate al portatile sull’altro sedile, credetemi.

D: Questo ep nasce in un periodo difficile per tutto il mondo, quello del corona virus. Com’è stato per te affrontare questo periodo?
R: In parte ritengo di aver risposto a questa domanda nella precedente. In ogni caso mi ritengo una persona molto sensibile alle privazioni di libertà: viverne una così importante mi ha portato a riflettere, rendendomi nel frattempo inquieto. Il mio elemento naturale è il vento, i miei spazi sono aperti e i miei orizzonti sono lontani, almeno concettualmente. Nella realtà che vivevo ogni giorno, a mio modo di vedere, riscontravo dei limiti concretissimi alle modalità di espressione della mia indole già prima del lockdown. Essere catapultato di fronte a tutti queste limitazioni congiunte mi ha posto davanti a una riflessione molto seria. NINA, che è un pezzo contenuto nell’EP, è ad esempio un pezzo molto ironico che sicuramente è stato influenzato da questo periodo.

D: C’è un brano all’interno di questo ep che maggiormente senti tuo o che più ti rispecchia? Perché?
R:VABBÈ PERÒ, contenuta all’interno della raccolta omonima, è sicuramente una delle canzoni che mi piacciono di più perché esprime un lato ribelle e sbarazzino che mi fa sentire sicuramente bene, mi fa sentire meglio. All’interno c’è la collaborazione con Decrow, un artista romano molto bravo dalle sfumature molto grunge.

D: Quali pensi siano gli aspetti che emergono di te attraverso questo progetto?

R: Credo di apparire difficilmente maneggiabile, freddo ma con una mia profonda etica, o forse questo è semplicemente quello che vorrei apparire. Del resto, non posso avere la presunzione di prevedere le impressioni e le emozioni che scaturiscono negli altri: ritengo che imparare a conoscermi a fondo sia l’arma migliore che ho a disposizione per far sì che agli altri arrivi un messaggio solido e concreto. Poi serve passare coraggio, tanto coraggio, e unione tra le persone, forza. Spero nel corso della mia vita di fare molto per questo.

D:C’è un artista con cui sogni di collaborare?

R:Non saprei. Credo che le collaborazioni nascano da una conoscenza e una stima reciproca, almeno per quanto riguarda me. La persona che c’è dietro la musica mi interessa moltissimo di più della tecnica, della rima o dello stile. In ogni caso un’artista molto brava è Margherita Vicario, secondo me.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R: Il mio progetto futuro è portare il mio discorso, la mia personalità, i miei pensieri (che siano irriverenti e ribelli o amorevoli e riflessivi), la mia squadra di artisti e la mia sfera sociale a contatto con il maggior numero di fruitori. Voglio che questo complesso di persone possa esprimere il suo potenziale al massimo, voglio vedere dove va a finire il sole, diciamo.


Ringraziamo Flowdumal per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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