Fasma GG- Mettersi in gioco con la musica

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La musica è da sempre stato un modo per poter esprimere ciò che si sente, con parole che non riuscivano ad esprimere nel modo in cui avremmo voluto. Così, suonando e scrivendo ci si riconosce davvero, si comprende la nostra identità e scoprendo anche lati che mai avremmo pensato di avere, o che mai avremmo creduto di poter esprimere in maniera così chiara. Ad un tratto, improvvisamente, quando ci riveliamo in maniera così pura e completa, anche gli altri che ci sono intorno, ma anche gente che non si conosce entra per un attimo a far parte del nostro mondo, perchè si riconosce in ciò che si descrive. Questo è quello che è successo all’artista che oggi incontreremo. 2

Tiberio Fazioli, in arte Fasma, è un rapper italiano originario di Roma. Nel settembre del 2017 ha pubblicato il suo brano dal titolo “Marilyn M” con la Wolfk Music, brano con il quale ha partecipato al Wind Summer Festival del 2018, dove ha vinto la gara tra i giovani e ha avuto accesso alla finale.
Prodotto da GG, il brano è contenuto nel nuovo EP WFK.1, pubblicato il 5 luglio del 2018 e contenente anche i brani “Monnalisa”, “M. Manson” e “Lady D”.
A fine 2019 viene selezionato per la sezione giovani di Sanremo 2020, con “Per sentirmi vivo”, pezzo nel quale si riscontrano influenze rap e rock.

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Lasciamo ora la parola a Fasma con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 

D: Come nasce la passione per la musica?
R: La musica per me è sempre è stata il modo per esprimere ciò che provo, scrivere è una necessità. Con la musica riesco a raccontare concetti che non riuscirei a spiegare con le parole.

D:  Come credi la musica abbia cambiato la tua vita?
R: Oggi la musica è diventata una certezza, ma ieri era la mia più grande insicurezza. Sto ancora acquisendo la consapevolezza di fare il cantante, mi sento una persona che ha avuto la possibilità di esprimersi.

D:  Qual è stato il momento in cui hai capito che volevi trasformare la musica nel tuo lavoro?
R: La prima volta che sono entrato in studio (a 16 anni) ho sentito che finalmente stavo facendo qualcosa di mio, senza dover ringraziare nessuno. All’inizio l’intenzione era registrare qualcosa di personale, non per forza rivolto al pubblico. Poi, grazie alle persone che mi ascoltano, ho capito che la mia musica poteva andare oltre. Sentirmi capito dal pubblico mi ha emotivamente aiutato ad aprirmi ulteriormente, semplicemente vedendo che chi mi ascoltava faceva proprie le mie parole.

D: Come definiresti la vostra musica a chi non ha ancora avuto modo di ascoltarla?
R: La nostra musica non ha regole e non ha genere, nasce dalla nostra realtà e dalle nostre esperienze. La nostra musica è un po’ come un un flusso di coscienza, infatti quando entro in studio GG non mi dice: “facciamo musica trap, rap o rock” ma mi chiede: “come stai?”, da qui partiamo a lavorare.

D:Avete da poco partecipato a Sanremo nella sezione giovani con la canzone “Per sentirmi vivo”. Quali sono state le emozioni che hai provato durante questa esperienza? 
R:Sanremo è stata un’esperienza che mi porterò dietro per tutta la vita, mi ha regalato un sacco di consapevolezze e ne sono molto felice. Su quel palco io e GG abbiamo capito che quello che stavamo facendo non era più solo nella nostra testa ma che si iniziava a giocare davvero, ne siamo usciti con molta più fame e voglia di farci vedere.

D: Come mai hai scelto questa canzone da portare sul palco dell’Ariston?
R: Per sentirmi vivo” è la miglior presentazione che potessimo avere, non è stata una scelta dettata dalla razionalità ma dall’emotività: è il pezzo che rappresenta meglio la nostra musica, abbiamo pensato fosse la traccia giusta per presentarci e per mostrare quello che siamo.

D:  Raccontaci del vostro ultimo singolo intitolato “Basta”
R:In “Basta” ci sono tanti miei processi mentali, è un discorso che ho fatto a me stesso in un momento di rottura nella mia vita, ma è anche un discorso rivolto a chi mi ascolta: si può ripartire, si possono cancellare i momenti difficili.

D:  Come definiresti il tuo album intitolato “Io sono Fasma”? Quante sfaccettature di te sono presenti in questo disco? C’è un brano presente al quale sei più legato?
R: In questo disco sono presenti tutte le mie sfaccettature, ho voluto tirare fuori la mia parte più vulnerabile. Questa musica è nata dal dialogo con un individuo che non esiste, ma con cui si riesce a dire quelle cose che non riesci ad esprimere con nessuno.Con la musica ho voluto lanciare un messaggio di riscatto e voglia di rimettersi in gioco, credendo in se stessi.

D:Qual è un messaggio che ti piacerebbe arrivasse al pubblico attraverso la tua musica?

R:Con “Io sono Fasma” voglio far vedere Fasma non come un persona ma come un’emozione, una sensazione e uno stile di vita. Il nostro stile di vita: quello di essere se stessi e di portare avanti se stessi in ogni occasione.
Se le persone che ascoltano questo disco leggeranno “Io sono fasma” non come me ma come loro, il mio obiettivo sarà raggiunto.

D:Quali sono i tuoi futuri progetti?

R:Sicuramente incontrare le persone, che per me non sono fan ma persone che mi hanno capito e portare la mia musica live, voglio andare sul palco e cantare insieme a chi ho di fronte, creare un rapporto di empatia con il pubblico e un’atmosfera familiare dove cantare e divertirci tutti insieme.


Ringraziamo Zoizi per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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