Fabio Degennaro – Ascolto ad occhi chiusi

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The Voice of Italy: Fabio Degennaro




Fabio Degennaro – 7 years ( Lukas Graham )

L’intensità della voce la si dovrebbe ascoltare ad occhi chiusi, oppure voltati con lo sguardo rivolto verso orizzonti lontani; non ci sono parole da dire, o sguardi da osservare, o attimi da guardare. Solo ascoltare.

Ascoltare le sensazioni che restano attaccate sulla pelle, ascoltare modi di essere, modi di vivere, l’unico momento in cui poter diventare sé stessi.

L’unico momento è cantare.

La vita non ha occhi sull’apparenza, non ha sguardi su ciò che si è; la vita è vita solo quando si preferisce l’essere, e l’emozione di una voce ruota attorno a chi non guarda ma crede.


Fabio Degennaro - Ascolto ad occhi chiusi

E’ questo il senso di “The Voice of Italy”, talent show trasmesso su Rai 2, al cui interno vi è un format tutto nuovo: l’ascoltare anziché il guardare. Tra i concorrenti di questa edizione, oggi conosceremo Fabio Degennaro, oggi ancora impresso nella memoria per la potenza della sua voce e per darci la sensazione di sputare fuori tutti i suoi sogni con la voce, tutta la sua anima, tutto il suo essere sé stesso. Originario di Bitonto (BA), Fabio ha studiato per cinque anni tecnica di base e vocale e, oggi, studia canto a Roma da tre anni con l’insegnante Gabriella Scalise; quest’anno si è presentato alle audizioni di The Voice scegliendo per la sua Blind Audition “Marvin Gaye” di Charlie Puth, conquistando l’interesse dei giudici e scegliendo come propria coach Raffaella Carrà.

 

Ora lasciamo la parola a Fabio Degennaro, per ascoltare ciò che con la sua voce vorrebbe comunicare..


D: Come ti sei avvicinato alla musica? Qual è il primo ricordo che ti lega ad essa?
R: Mi sono avvicinato alla musica grazie alla mia famiglia. Mio padre è un musicista e docente di scuola media di educazione musicale, mia madre era una cantante di piano bar. Loro si sono conosciuti proprio così e da loro mi è stata trasmessa questa passione. Il primo ricordo che mi lega alla musica risale a quando avevo 5/6 anni e mia madre durante le pulizie di casa ascoltava da un mangianastri le canzoni di Mariah Carey, Stevie Wonder, Lionel Richie, Giorgia e Pino Daniele.

D: Quali sono le esperienze che maggiormente hanno segnato la tua gavetta?
R: I casting ed in particolare le porte in faccia che ho preso ma soprattutto gli studi di canto a Roma con la mia attuale insegnante Gabriella Scalise. Lei è una professionista e naviga in questo campo anche a livello televisivo; in questi anni ha saputo darmi consigli ed indicazioni preziosissime.

D: Quale motivazione ti ha spinto a scegliere The Voice come talent al quale partecipare?
R: Il meccanismo delle blind auditions mi ha sempre affascinato nel format The Voice of Italy. E’ bello che si ascolti la voce senza badare all’immagine e penso sia importante come primo approccio da parte dei coach.

D: Quali erano le tue emozioni prima della blind?
R: Le emozioni erano davvero tante, tutte insieme, è davvero difficile raccontarle a parole. Quello che so di certo è che all’improvviso mi è salita una carica pazzesca in corpo, consapevole che il passo che stavo per fare poteva essere davvero importante per me.

D: Cosa hai provato quando hai visto finalmente i coach che hanno dato segno di apprezzare la tua esibizione girando le loro sedie?
R: Ho avuto poco tempo per realizzarlo perché è successo tutto in pochi istanti. Ho provato un’emozione indescrivibile, sentivo il cuore in gola, ma allo stesso tempo ero concentrato sulla mia esibizione.

D: Cosa ti ha spinto a scegliere Raffaella Carrà come tuo coach? Com’è stato lavorare a stretto contatto con lei e lo special coach della sua squadra Piero Pelù?
R: Ho scelto Raffaella perché ha grande esperienza nel mondo dello spettacolo e poteva trasmettermi quel qualcosa in più di cui ho bisogno. La performance sul palco è importantissima e chi meglio di lei può insegnartelo? Lavorare con lei e Piero Pelù è stato appagante ed è un bagaglio che porterò con me per sempre. Due grandi professionisti. Piero Pelù è cosi come lo si vede: amichevole e per niente altezzoso nonostante sia un grande artista.

D: Della tua battle invece quali sono state le tue emozioni durante e dopo?
R: Lavorare durante il periodo di preparazione alle battle è stato molto impegnativo; pertanto le emozioni sono state molteplici e diverse tra loro: ansia, paura, voglia di spaccare. E’ stato un bel momento e ho conosciuto tante belle persone, in primis i miei avversari Armand e Manuel con i quali mi sono divertito da morire. Lo stress è stato anche tanto, ma ne vale sempre e comunque la pena, soprattutto quando fai quello che ami fare.

D: Come pensi l’esperienza a The Voice ti abbia cambiato? Credi che questa esperienza ti sarà di aiuto per i tuoi futuri progetti?
R: Un’ esperienza fatta, qualsiasi essa sia, è sempre qualcosa in più da portarsi dietro. Sicuramente ho imparato tanto ed ho assaporato un pubblico ed un palcoscenico più grande rispetto a quelli precedenti, e questo fa tanto. Mi auguro che The Voice possa essere stato per me un primo passo verso un cammino leggermente più importante, nonostante sia durato solo due puntate. Questo lo vedrò continuando a studiare e a lavorare duramente.

D: Quali sono i tuoi idoli in campo musicale? Come definiresti il tuo stile?
R: Il mio idolo assoluto è Stevie Wonder, per me è un Dio. Poi ci sono tanti altri artisti che adoro come Giorgia, James Morrison, Alex Baroni, Pino Daniele…ma Stevie è Stevie. Il mio stile lo definirei “crooner”: amo emozionare, emozionarmi arrivando al cuore.

D: C’è una canzone alla quale sei particolarmente legato?
R: “Dubbi non ho” di Pino Daniele. Si può definire il mio primo amore musicale, la prima canzone che ho cantato quando avevo 6 anni circa.

D: Quali sono i tuoi sogni e futuri progetti?
R: Il mio sogno è inutile dirlo: lavorare e magari avere un mio progetto discografico con l’aiuto di qualcuno che decida di investire su di me e che creda nel mio potenziale. Non ci sono al momento progetti futuri ben definiti, ma l’unica certezza è che continuerò a studiare e lavorare per migliorarmi sempre di più.


Ringraziamo Fabio per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di poter realizzare tutti i suoi sogni!

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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