il-rancore-non-dimentica-luca-russo-kosmomagazine-1
Luca Russo – Sospesi su un filo invisibile
13 novembre 2016
La bellezza dell'attesa
La bellezza dell’attesa
13 novembre 2016

Attriceil-bisogno-di-sentirsi-se-stessa-erika-dambrosio-kosmomagazine


il-bisogno-di-sentirsi-se-stessa-erika-dambrosio-kosmomagazine-1Il bisogno di sentirsi libera e protetta allo stesso tempo.
Il bisogno di allontanarsi da tutto, di allontanarsi da tutti.
Il bisogno di affrontare paure, timori, e il bisogno di affacciarsi a una finestra e vedere il mondo.

Questa intervista nasce oggi dal bisogno di raccontare il teatro, e la sua splendida capacità di trasmettere emozioni contrastanti.
E’ con noi Erika D’Ambrosio, giovane attrice con alle spalle già molte esperienze televisive, teatrali e cinematografiche, tra cui la sua partecipazione alla fiction televisiva “I liceali” nel ruolo di Lisa e al film “Il grande sogno” diretto da Michele Placido. Attualmente, il suo volto possiamo guardalo sul grande schermo nel film “7 minuti”, diretto dallo stesso Placido, affianco a nomi di grande spessore come Violante Placido, Cristiana Capotondi, Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Fiorella Mannoia e Maria Nazionale.

Lasciamo la parola a Erika, con l’augurio più grande di continuare in questo percorso realizzando ogni suo desiderio.


D: Come nasce la passione per la recitazione?
R: La passione per la recitazione è nata quando avevo più o meno quindici anni. Facevo danza classica ed ero sempre sui palcoscenici; da lì la voglia di espormi sempre di più, non volevo solo recitare con il corpo ma provare anche con la voce. Ho iniziato così ad andare a teatro e a studiare recitazione. Non riuscivo a fare a meno di recitare e lasciai la danza per il teatro.

D: Quali sono le lezioni più grandi che hai imparato dai tuoi maestri durante i tuoi studi in accademia?
R: L’Accademia mi ha insegnato davvero tanto. Non scorderò mai le prime lezioni con il Maestro Mario Ferrero e con il direttore Lorenzo Salveti. Mi hanno aiutata ad aprirmi, a confrontarmi con gli altri compagni. Inizialmente ero molto timida. Ognuno dei docenti che ho avuto mi ha insegnato ad affrontare la vita sempre di petto e a lasciare la paura fuori da me.

D: Quali sono gli attori che più ti piacciono e con i quali un giorno vorresti collaborare?
R: Ce ne sono tanti. Tra questi potrei citare Favino, Giallini, Laura Morante, Margherita Buy.

D: Qual è un personaggio di un film in cui ti saresti vista bene? Perché?
R: Mi sarei vista bene nel ruolo di Angelica ne “Il Gattopardo” interpretato da Claudia Cardinale. Mi piacciono moltissimo i film in costume, soprattutto mi piace questo personaggio di donna con l’obiettivo di emergere; amo la sua energia e vitalità.

D: Quali sono le differenze che hai visto tra le tue esperienze teatrali, al cinema e in televisione? Qual è l’ambiente in cui ti sei trovata più a tuo agio?
R: Una sostanziale differenza è quella del contatto e relazione con il pubblico e le emozioni che si hanno in teatro sono sicuramente diverse da quelle che si provano quando si fa cinema o televisione. Mi trovo a mio agio in tutti e tre gli ambienti, adoro l’adrenalina che dà il teatro e allo stesso tempo mi piace lavorare davanti la macchina da ripresa.

D: Raccontaci dell’ultimo film in prossima uscita nelle sale “7 minuti” diretto da Michele Placido.
R: Il film racconta una storia realmente accaduta nel sud della Francia qualche anno fa, dove undici operaie devono decidere il destino di altre trecento donne nella loro stessa condizione, dopo aver ricevuto una ” proposta” dai nuovi proprietari. È un film che fa riflettere e che mette in risalto la dignità dei lavoratori che molto spesso oggi sono costretti a mettere da parte pur di mantenere il proprio lavoro.

D: Qual è un genere di film in cui ancora non ti sei cimentata ma vorresti provare?
R: Vorrei provare a recitare in una commedia, non l’ho mai fatto e la cosa mi intriga!

D: Come la recitazione ti aiuta anche nell’affrontare la vita fuori dal set?
R: Mi aiuta come ho detto prima ad essere meno timida e a relazionarmi con le persone. Trovo che recitare possa essere un’ottima ” medicina” e la consiglio a tutti!

D: Come ti vedi tra dieci anni?
R: Mi vedo come una donna che ha realizzato tutti i suoi sogni, quello di fare della recitazione il suo lavoro e di avere una famiglia.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Sono scaramantica e preferisco non parlarne quindi incrociamo le dita!


Ringraziamo Erika D’Ambrosioper la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, con l’augurio più grande di continuare in questo percorso realizzando ogni suo desiderio.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *