Enrico Giaretta- Volare a suon di note

Anthony e Vittorio Conte_foto di Alessandro Sisti_b
Anthony e Vittorio Conte- Musica è comunicazione
29 aprile 2018
31505850_627374630940400_4046505929007431680_n
Trejolie- Tre è il numero della risata
30 aprile 2018
Enrico Giaretta_2_b

Cantautore

Enrico Giaretta_2_b

Oggi conosceremo un cantautore che attraverso il suono delicato di un pianoforte incanta il pubblico, con delicate emozioni.Enrico Giaretta da qualche anno sulla scena musicale internazionale, è un pianista e cantautore che vola e fa volare, non solo in senso figurato, attraverso melodie che a partire da studi classici prendono direzioni sempre nuove, ma anche nella realtà, su quegli stessi aerei che da bambino guardava volteggiare nei cieli e che oggi pilota. Ci troviamo dunque di fronte ad un personaggio singolare: un cantante aviatore o, potremmo dire, un “Cantaviatore”. È difficile racchiudere in una sola etichetta la musica di Giaretta. La sua vena artistica ha spinto persino Paolo Conte ad esporsi in un giudizio più che lusinghiero: “Finalmente ho trovato un allievo”, ha detto il celebre cantautore.

Lasciamo la parola a Enrico Giaretta con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D:Come nasce la vostra passione per la musica?
R:Da sempre, la musica è una parte del tuo codice genetico. Il lavoro difficile è stato dei miei genitori che mi hanno messo in condizione di praticarla sin da piccolissimo. Principalmente mia madre, grande appassionata di musica che condivideva con tutto il condominio e con il vicinato, soprattutto quando oltre ad ascoltarla con volumi improponibili, ben pensava di aprire anche le finestre di casa.

D: Descrivici meglio il passaggio che ti ha condotto dalla musica classica al cantautorato?

R: Mi sono accorto, durante gli studi classici che eseguire non mi bastava, mi mancava qualcosa. A volte cercavo di modificare a livello dinamico le sonate per pianoforte che si studiavano in conservatorio e venivo ben presto redarguito dagli insegnanti. Non amavo tutto il repertorio classico, alcune cose, mi annoiavano. Da lì, l’esigenza di scriverne di nuove, fino all’incontro con Lilli Greco, noto produttore RCA che un bel giorno mi convinse ad aggiungere dei versi ed a cantarli.

D:  Vieni definito un “cantaviatore”. Spiegaci meglio questa definizione. 

R:Ho sempre avuto molti interessi, passioni che tutt’oggi porto avanti. Una di queste era il volo e siccome non amo lasciare le cose a meta, ho continuato anche gli studi aeronautici fino a diventare un pilota di linea. Un bel giorno è arrivata l’offerta di una compagnia aerea, poi Mistral Air con ATR72 di Poste Italiane ed infine Alitalia. Un critico musicale, Cesare Romana scrisse un articolo su di me su “ Il Giornale” definendo questo mio doppio lavoro coniando il termine “cantaviatore” strana figura di un aviatore-cantautore.

D: Durante la tua carriera hai collaborato con numerosi artisti come ad esempio Franco Califano. In cosa la tua musica è cambiata grazie all’insegnamento di questi professionisti?

R:  La mia musica ha preso una forma diversa grazie al percorso di vita che ho fatto a finaco di questi artisti così come a fianco di un viandante di New York, un prete di Amelia, un amico perso…Sicuramente un grande artista può trasferirti tutti questi spaccati vita in un solo colpo, anche senza l’esigenza di viverli direttamente, se poi a raccontarteli ed a darti dei propri colori è Franco Califano, ti puoi fidare cecamente e prendere per buono ogni dettaglio. Lui mi ha insegnato molto soprattutto il rispetto per il prossimo e per le donne.

D:  Altre collaborazioni ti hanno invece condotto all’estero come l’ultima che ti vedrà protagonista che ti vedrà aprire i concerti dell’artista italo inglese Jack Savoretti. Raccontaci meglio di questa esperienza in cui presto ti vedremo. 

R: Jack Savoretti è stato un incontro fortunato soprattutto dal punto di vista umano. Ci siamo trovati casualmente in auditorium a Roma per una piccola collaborazione. Da lì, ci siamo trovati in sintonia sulle note, sui pensieri, sulle mille sfaccettature che riflettono la vita di un musicista di oggi e di ieri. Durante la programmazione del tour, Acustic Night Live che lo vedeva protagonista nei principali teatri dell’opera, ha pensato di invitarmi come ospite da solo al pianoforte. Ho accettato con grande entusiasmo. Artisticamente lo apprezzo molto, oltre a stimarlo come uomo, cosa per me fondamentale.

D:  “Scalatori di orizzonti” è invece il tuo ultimo progetto discografico. Parlacene un po’.

R:  Scalatori di Orizzonti è un disco che amo moltissimo. E’ stato prodotto da Pizzardi Editore creatore della collezione “Amici Cucciolotti” una vera e propria missione sociale. Grazie ai bambini collezionisti nel 2017 sono state acquistate 5.000 cucce ad alta tecnologia di altissima qualità donate a servizio dei volontari della protezione animali per aiutare i trovatelli accuditi nei rifugi in tutta Italia. Il disco è stato il modo per fermare il tempo che corre, le mode, la tecnologia e tutto il resto. La musica, resta nell’anima delle persone per sempre. Ho voluto raccontare con un pizzico di fantasia i personaggi di questa collezione, già definiti da Pizzardi…Mauro il fotografo, Missile il pilota del Nasoplano, Isotta la giornalista…I nasoni, sono infatti i protagonisti della collezione, ma anche del Cd, in modo che cantandoli ogni giorno fosse possibile anche ricordarsi del loro messaggio pieno di valori. Il tutto registrato con la collaborazione della The Bulgarian Symphony Orchestra ed il Coro dei Piccoli Cantori di Milano. Oltre 150 persone coinvolte. Sono stato un privilegiato ad essere stato scelto per la realizzazione di questo progetto, che tra l’altro ancora oggi mi vede parte integrante di questa azienda. Una missione ambiziosa, a fianco del mio amico Dario Pizzardi, della sua squadra e dei bambini collezionisti per rendere il mondo di domani, un mondo migliore. Ce la faremo. I bambini sono puri e parlando a loro oggi, saranno certamente degli adulti più responsabili verso il mondo che li circonda.

D:  A quale dei brani presenti in questo ultimo lavoro sei più legato?

R:Un po’ a tutti, anche se musicalmente amo un brano dal titolo Isotta. Quando l’ho composto, pensavo alla musica di Mozart, ed in effetti ascoltando l’orchestra e la melodia i sapori sono proprio quelli Mozartiani, con il dovuto rispetto per il Maestro Wolfang Amadeus. Non da meno tutti glia altri. Di solito in un disco ci sono una o due hit ed il resto serve a fare volume…In questo credo ci siano 12 brani fantastici. Non ne scarterei o cambierei nessuno

D: Uno dei brani presenti all’interno di questo disco si chiama “Black Rhino”, la prima canzone per bambini scritta da Paolo Conte e donata in esclusiva al progetto solidale “Amici Cucciolotti” per sensibilizzare i bambini ad amare gli animali. Parlacene meglio

R: Paolo Conte con la sua immensa mole artistica ed umana si è trovato sullo stesso piano eletto ed elevato di Dario Pizzardi. Dopo un pranzo creato appositamente per farli incontrare, da me e dalla discografica Rita Allevato, che condivido proprio con il Maestro Conte, nulla è stato più lo stesso. Dario Pizzardi e Paolo Conte sono divenuti una stessa cosa, uniti dalla loro grande attenzione per i dettagli e dalla loro grande passione per gli animali e per i bambini. Paolo ha addirittura voluto seguire personalmente la direzione del videoclip a cartoon realizzato per il suo brano Black Rhino. Questo Cd che in pochi mesi ha venduto circa 320 mila copie è il mio vanto.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R: Ne ho molti, ve li elenco in ordine di tempo. A breve uscirà con Universal Music un mio singolo di solo pianoforte o quasi dal titolo Alphabet. Alphabet sarà anche un album in uscita a Maggio, sempre di pianoforte solo con qualche contaminazione vocale. A seguire, un nuovo album di “Amici Cucciolotti” e questa estate mi recherò a Cuba per un concerto. Li approfitterò dei miei fratelli musicisti Cubani per realizzare un Album di inediti, in Spagnolo e dalla matrice prettamente latina. Seguo i miei progetti futuri con la prerogativa principale di divertirmi, altrimenti nulla avrebbe più senso. Se mi diverto io, sono certo che i miei fans, lontani da pregiudizi di moda e di tempo si divertiranno con me. Io li adoro e gli sono grato per non avermi mai lasciato solo.


Ringraziamo Enrico Giaretta per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *