Emanuele Dabbono – Come un camino in una giornata fredda

kosmomagazine-bake-off
Mattia Albertin – La dolcezza di un traguardo
18 dicembre 2016
Farzana Parveen, la sabbia che diviene pietra
Farzana Parveen, la sabbia che diviene pietra
18 dicembre 2016
emanuele-dabbono-kosmomagazine-1

Cantautore e musicista

Sito Web: Emanuele Dabbono
Facebook: 
Emanuele Dabbono



La nostra attenzione è tutta rivolta oggi a un poeta della musica,
una persona capace di unire parole e note in un unico luogo.
Lui è Emanuele Dabbono, cantautore e musicista, e co-autore ufficiale del celebre Tiziano Ferro, per cui ha scritto “Incanto” (disco di platino), “Non aver paura” e tre brani del suo nuovo album “Il mestiere della vita” (“Valore assoluto”, “Il conforto”, “Lento/Veloce). Terzo classificato alla prima edizione di X Factor Italia. Premio della critica Castrocaro, Vincitore del Cornetto Free Music Festival, Premio Teatro contro ogni barriera, Premio nazionale poesia San Domenichino. Ha ricevuto 4 top ten album all’attivo, di cui 2 in italiano come “Emanuele Dabbono & Terrarossa”, due in inglese con un tour di 9 date in U.S.A. con lo pseudonimo CLARK KENT PHONE BOOTH, e la pubblicazione di due libri, editi entrambi dalla casa editrice Gruppo Albatros Il Filo (“Genova di spalle” e “Musica per lottatori”).

“E’ un autore sopraffino, un ragazzo con una sensibilità incredibile”,

parla di lui lo stesso Tiziano Ferro, con cui ha condiviso i suoi più grandi successi. Le parole scritte da Emanuele sono dunque parole che lasciano il segno, che restano nella mente impregnandosi di tutta la bellezza presente in corpo, di tutti i sogni conservati nell’anima. Sono parole, le sue, assorbite di dolcezza e quella stessa tenerezza richiesta da chi vive essendone privo. Si percepisce dunque un mondo diverso – un suo mondo – fatto di passioni e desideri e realizzazione di sogni. Un mondo delicato quanto una piuma, e un mondo fatto anche di poesia. Sì.. perché è la poesia a fare da sfondo alle parole di Dabbono, parole che si combaciano perfettamente con l’intensità della musica che resta assieme a una cornice costruita solo di emozioni.

Lasciamo ora la parola ad Emanuele Dabbono, augurandogli di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come descriveresti quello che la musica ti ha da sempre fatto provare?
R: La musica non ha solo dettato la colonna sonora della mia vita, ma ha scandito i momenti più importanti della mia vita; ad esempio dopo la morte di mio padre è stata proprio la musica ad aiutarmi in quel momento di sconforto molto grande. Feci un viaggio in Irlanda molto bello e lei mi ha dato la spinta per andare avanti; alla musica sono sempre stato legato e mi ha aiutato ad affrontare tutto.

D: In cosa credi le varie collaborazioni che hai effettuato durante gli anni ti abbiano aiutato a crescere?
R: L’ultima collaborazione musicale, quella con Tiziano Ferro è quella che più mi ha rivoluzionato dal punto di vista musicale, ma soprattutto a livello umano. Scrivendo qualcosa che duri nel tempo, non solo un’estate, un brano che si ispira alla bellezza antica come “Il cielo in una stanza”, una bellezza che possa durare nel tempo. Ho avuto la possibilità di scavare dentro me e di essere cresciuto anche grazie a lui.

D: Nel 2008 partecipi ad X Factor classificandoti terzo. Cosa ricordi di quell’avventura?
R: X Factor è stata un’arma a doppio taglio per me, un’avventura bellissima che mi ha permesso di diventare popolare, ma allo stesso tempo un periodo violento. Era la prima edizione del programma, non sapevo che il proprio inedito si portasse solo durante le ultime puntate e che si potessero cantare solo cover; una cosa difficilissima per me venendo dalla musica suonata e cantautorale, ed è stato anche difficile non avere contatti con l’esterno. Se dovessi dare un consiglio ai giovani, direi loro di provare l’avventura ad X Factor solo se hanno una personalità musicale ben definita, come è capitato a me avendo partecipato all’età di 30 anni. Nonostante questo X Factor è il programma che mi ha permesso di essere noto al pubblico attualmente.

D: Come Emanuele Dabbono è cambiato dopo l’esperienza del talent show?
R: E’ cambiato tutto perché ho fatto il musicista a tempo pieno, è cambiato il mio modo di vivere la mia giornata quotidiana; tutto dipende da quello che creo. La cosa più importante è stato il cambiamento dell’orologio biologico quindi della spinta del tempo nell’affrontare le giornate come un vero capricorno fa con abnegazione, determinazione e duro lavoro.

D: Quali sono le differenze che hai notato tra la scrittura e la canzone in altre parti del mondo?
R: Andando a suonare negli Stati Uniti, ho visto che sono molto più aperti di noi musicisti; durante una serata era possibile ascoltare diversi generi musicali, elemento anni luce lontano in Italia. Questo è invece possibile riscontrarlo nella musica statunitense ricca di contaminazioni, generi e stili diversi musicali. Per riuscire a fare qualcosa del genere in Italia, bisogna ad esempio aspettare il disco di Tiziano Ferro che vive di diverse anime: soul, urbane, ma anche di ballate dal gusto italiano, canzone d’autore e pop. Sarebbe bello ascoltare un disco e riconoscere differenti generi musicali, come ad esempio anche Jovanotti.

D: Raccontaci della tua passione per la scrittura che ti ha portato alla creazione di due libri.
R: Mio padre quando ero piccolo mi portava dei libri sbagliati, ovvero perfettamente rilegati ma con pagine bianche e io ho iniziato a riempirli con racconti, canzoni, disegni. Ben presto ho capito che era diventata un’urgenza, non era una semplice passione, ma un bisogno che andava colmato. Spero di raggiungere mille altri traguardi, ma posso dire di aver realizzato quello che era stato il mio sogno.

D: Ultimamente hai collaborato con Tiziano Ferro, per la stesura di alcune canzoni. Come nasce il vostro progetto?
R: Io e Tiziano ci conosciamo da una ventina d’anni; nel 1998 partecipammo insieme all’Accademia di Sanremo, arrivando entrambi in finale, ma in quel momento nessuno dei due ce la fece. L’Accademia ti permetteva di accedere poi a Sanremo Giovani. Non fummo presi ma fummo notati entrambi da Alberto Salerno che ci mise sotto contratto e da lì ho iniziato la mia gavetta Indie Rock, con collaborazioni con Planet Funk, Black Eyed Peas, Avril Lavigne e John Legend. Durante gli anni persi di vista Tiziano; ci rincontrammo nel 2008 quando scrisse insieme a Roberto Casalino l’inedito “Non ti scordar mai di me”. Quando ci incontrammo mi fece molti complimenti e dopo cinque anni mi chiamò a collaborare con lui, proponendomi di diventare un suo editore. Ho scritto infatti non solo cinque canzoni ma anche altri progetti che spero verranno presto alla luce.

D: Quali sono le affinità che hai trovato con Tiziano Ferro, con il quale hai collaborato alla stesura di tre nuovi brani del suo ultimo album “Il mestiere della vita”?
R: Sicuramente le nostre affinità sono umane, anche se proveniamo da due mondi musicali totalmente diversi: io dal mondo più rock, lui dall’R&B e il soul, ma riusciamo a capirci perfettamente; capita spesso che uno termina le frasi dell’altro, probabilmente siamo vissuti nello stesso pianeta in una vita precedente. Abbiamo entrambi un atteggiamento riservato e restìo verso la propria vita privata, e tanti gusti simili.

D: Cosa ti piacerebbe raccontare in musica che non hai ancora avuto modo di affrontare con il pubblico?
R: Nelle mie canzoni mi sono tolto lo sfizio di poter parlare di temi sociali, della situazione attuale, mentre con Tiziano affronto i sentimenti, vivendoli come la cosa più preziosa che abbiamo senza avere paura di donarli agli altri. Chi usa bene le parole è qualcuno che ha il coraggio di dire qualcosa che qualcun’altro non riesce a dire.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Spero qualcosa di bello dal punto di visto autorale; so che il prossimo singolo in uscita di Tiziano sarà “Il conforto” con la collaborazione di Carmen Consoli, ma ho buone speranze anche per “Lento Veloce” e “Valore assoluto”. Comincerò a registrare il mio prossimo album in versione acustica, qualcosa che dia calore come un camino in una giornata fredda.

 


Ringraziamo Emanuele Dabbono per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *