Elya Zambolin – La musica è luce negli occhi

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Cantautore

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La musica la si percepisce negli occhi, negli sguardi che puntano su cuori e diventano vite; la musica la si percepisce nel mondo che diviene palcoscenico, nel mondo che diviene voce. La si può guardare la voce, la si può guardare da lontano e trasformarla in piccoli miracoli. La musica la si percepisce negli occhi e nei sorrisi, e in ciò che si ama, e in ciò che si vorrebbe sognare. Brilla, la musica. Brilla davvero, come gli sguardi di chi crede, come gli sguardi di chi sogna. E sogna anche, la musica. Sogna come scintille che separano corpi per ricongiungere anime, come scintille che esistono nel cielo e nei nostri cuori. La musica la si percepisce nelle stelle, che diventano occhi. Elya Zambolin - La musica è luce negli occhi

Si scorge quella stessa luce, quello stesso cercare la musica nel cielo, negli occhi di Elya Zambolin, cantautore che oggi conosceremo meglio, divenuto noto per la sua partecipazione al talent show The Voice” in onda su rai 2, in cui ha raggiunto la terza posizione. Elya conserva dentro sé tutti i tasselli che gli permettono di essere musica, di tramutarsi in musica, di brillare con la musica. La sua voce, potente ma docile allo stesso tempo, ci dona la sensazione di essere al posto giusto, di essere cielo che ospita stelle. Diventano luce, gli occhi di Elya. Diventa luce persino la sua voce così carica di energia e sensazioni, mentre esprime parole che partono dal cuore, per ramificarsi nell’anima e per giungere, qui, da noi, sotto forma di luce. I suoi testi parlano di amore, di conquiste e scoperte, parlano essenzialmente di vita.

Elya Zambolin è studente di regia e sceneggiatura, e studia musica classica sin da bambino. E’ membro di una famiglia di artisti: la madre è direttrice di una scuola di musica classica ed insegnante di piano, il fratello è violinista, e il padre pittore. Si diverte a scrivere canzoni da quando aveva 5 anni e ad organizzare mini concerti per i suoi amici nel giardino di casa. Ha partecipato e vinto al “Festival Show 2013” e, nella data di Verona, ha conosciuto Max Pezzali, uno dei suoi artisti preferiti.

Ora lasciamo la parola ad Elya, le cui parole avranno per noi la stessa intensità delle stelle.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: La passione per la musica nasce da quando ero piccolo; avevo circa quattro anni. Il primo strumento al quale mi sono avvicinato è stato il pianoforte, di cui mia madre è insegnante. E’ da qui che ho cominciato a muovere i miei primi passi all’interno del mondo della musica.

D: C’è una canzone o un cantante che ti ha accompagnato durante il percorso della tua vita? Se si quale?
R: Sono tantissimi; la figura da cui però ho potuto attingere una maggiore influenza dal punto di vista musicale potrei dire che è Francesco De Gregori.

D: Come mai hai scelto The Voice come talent per mostrare il tuo talento? Cosa ti ha colpito particolarmente di questo programma?
R: E’ stata una proposta che mi è arrivata direttamente dal programma. Prima di partecipare avevo una band, ma ho deciso di lasciare questo percorso per intraprendere una carriera da solista; se non ci fosse stato The Voice avrei iniziato a registrare il mio primo disco. The voice, però, è stata una grandissima occasione dalla quale ho attinto tanto.

D: Com’è stato affrontare tutto il corso del programma insieme al coach Max Pezzali? Quali lezioni hai imparato tramite lui?
R: Più che lezioni sono stati suggerimenti e consigli: è stato come stato avere un allenatore; è stato un grande supporter della mia musica e ha fatto sì che questa potesse arrivare a più gente possibile. Il consiglio che mi ha dato è di continuare sempre a scrivere, non fermarmi qui, ed è proprio quello che voglio fare.

D: Durante il percorso all’interno del talent non è stato solo Max Pezzali a darti un grande sostegno, ma anche il pubblico da casa; anche grazie a loro sei potuto giungere in finale. Com’è stato avere la conferma di essere amati non solo all’interno del programma ma avere un primo riscontro col mondo esterno?
R: Penso sia il punto fondamentale: scrivo canzoni per condividere con il pubblico ed è il massimo comprendere che ciò che stai trasmettendo arriva nel modo giusto; non me lo aspettavo. Ho avuto modo soprattutto di notare il calore che ricevo dalla gente durante la finale, nella quale sono stato molto supportato. Anche oggi a programma terminato, continuo a sentire il loro affetto e sostegno.

D: Se fossi il giudice di te stesso come valuteresti il tuo percorso fatto a The Voice partendo dalla prima blind audition durante la quale ti sei esibito in un’intensa interpretazione acustica del brano “Mondo” di Cesare Cremonini fino a giungere alla finale?
R: Mi faccio i complimenti non nascendo come interprete, ma come cantautore. Durante il programma, infatti, ho avuto modo di entrare in contatto con mondi e cantanti differenti, nei quali però sono riuscito a portare un po’ di me.

D: Raccontaci del tuo inedito “Evelyn”, singolo inedito che hai presentato durante la serata finale del programma.
R: “Evelyn” è un brano nato a Berlino durante una vacanza con gli amici, in un ostello. La stesura del brano è avvenuta durante una serata molto goliardica e spensierata, ed è proprio questo che voglio comunicare attraverso questo brano: voglia di ballare, di spensieratezza e gioia.

D: Quali sono i progetti che ti vedranno impegnato quest’estate?
R: Quest’ estate vorrei ultimare il mio disco; i brani sono già pronti, dovrò definire con la produzione i suoni. Per quanto riguarda il tour vorrei fare qualche data già a partire da luglio. Inoltre ci sono altri progetti che sono in ballo e spero possano andare in porto. Per quanto riguarda il disco dovrebbe essere invece pronto per i mesi di settembre/ottobre.

D: Cosa vorresti consigliare a quei ragazzi appassionati di musica come te che vorrebbero partecipare ad un talent show ma magari hanno qualche remora?
R: Io non sono un amante dei talent show, pur avendone alle spalle due, perché per affrontarli bisogna avere un proprio percorso e delle idee chiare; bisogna avere dei contenuti da dare. Io ho affrontato quel mondo portandone uno mio, avevo davvero tanto da comunicare, però si deve essere consapevoli che oltre al proprio si dovranno portare anche pezzi appartenenti già al repertorio musicale.

D: Come ti vedi da qui a dieci anni? Cosa sogni per il tuo futuro?
R: Come mi vedo tra dieci anni non saprei dirtelo, però posso dirti a cosa ambisco. Mi piacerebbe continuare a comunicare il più possibile al pubblico, attraverso la produzione di tanti dischi e molteplici concerti.


Ringraziamo Elya per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di poter realizzare tutti i suoi sogni!

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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