Downflyers-La musica è contrasto

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La musica è fatta di contrasti; rumore e silenzio. E’ questo ciò di cui parlano i Downflyers nel loro ultimo album e nel loro ultimo singolo e anche nel loro concept album. I Downflyers sono una band alternative rock di Brescia composta da 4 elementi: Fede (chitarra/voce), Luca (batteria), Matteo (basso/voce), Michele (chitarra/elettronica). Dal 2010, anno del loro debutto, hanno calcato molti palchi della provincia di Brescia (Latte Più, Bierbauch, Gasoline, School Is Over), condividendo il palco con band come Pornoriviste, L’Invasione Degli Omini Verdi. L’EP di debutto dal titolo “Nice to Meet You” è uscito nel 2011 ed è un grezzo primo manifesto della band dalle sonorità tipicamente punk-rock californiane con riff frizzanti e tematiche adolescenziali. Nell’ottobre 2013 pubblicano il singolo “The night we left the world outside”, registrato presso gli studi di Indiebox Music Hall e accompagnato dal primo videoclip ufficiale.
“Loves & curses”, il secondo EP viene rilasciato nel 2015. Registrato via Rabbit Production, contiene il singolo “Hold on” anch’esso accompagnato da un videoclip. Questo secondo lavoro di studio è caratterizzato da un sound più maturo e rock. Grazie a una chimica di squadra consolidata nel tempo sia in studio che sui palchi, nella seconda metà del 2016 la band decide di prendersi una pausa dalle uscite live per concentrare tutte le energie nella composizione del primo LP.

“Frequency” esce il 27 aprile 2018 in Cd e digitale, anticipato dal singolo “Bleeding skies”, presentato in anteprima su RockON.it

Lasciamo la parola ai Downflyers con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la vostra passione per la musica?
R: Abbiamo cominciato come tutti, da ragazzini ad ascoltare le prime canzoni. Abbiamo avuto la fortuna di avvicinarci alla musica a cavallo tra gli anni 90 e i primi 2000, in un momento davvero florido di talenti in rampa di lancio che sarebbero diventati leggende nel tempo.

D:Come nascete come band? Da cosa è dipeso la scelta del nome?

R: Direi che tutti noi abbiamo sentito sin da subito il bisogno di andare oltre il semplice ascolto, di provare a diventare come i nostri eroi. Inizialmente ognuno da solo, abbiamo poi avuto la fortuna di incontrarci e di scoprire sin da subito che c’era chimica, alchimia. Per quanto concerne il nostro nome, “abbassare le ali” e “volare basso” sono sinonimo di umiltà, noi abbiamo semplicemente “internazionalizzato” l’espressione. Ci siamo preposti fin dall’inizio l’obbiettivo di non perdere mai la testa, ne montarcela qualsiasi cosa sarebbe accaduta. Non siamo mai stati amanti di quelle band (più o meno famose) che “se la tirano”…

D: Come vi descrivereste a chi non vi conosce? Quali cantanti vi hanno influenzato?

R: Ci definiremmo come un gruppo di amici veri, pieni di voglia di spaccare il mondo mista a sanissima stupidità e necessità di tirare fuori il nostro cuore. Ognuno di noi ha avuto influenze in comune (Blink-182, Linkin Park, Fall Out Boy,My Chemical Romance…) ma anche diversissime (Guns n’Roses, Ska-P, Foo Fighters, Macklemore).

D:Precedenti al vostro ultimo album ci sono due cd. Quanto quest’ultimo lavoro si differenzia da questi ultimi?

R: Partiamo dalle cose in comune: l’anima punk/rock, che ha caratterizzato i nostri inizi, è sempre presente nei nostri lavori in maniera più o meno decisa. I tre lavori sono la fotografia piuttosto precisa di alcuni momenti delle nostre vite private e musicali nei periodi in cui li abbiamo composti e per questo suonano comunque diversi tra loro. Tra un lavoro e l’altro si sente però tutta la nostra voglia di rinnovarci, per non annoiare i nostri ascoltatori e non annoiarci a ns volta.

D:  Frequency, il vostro ultimo album si può definire un concept album basato sul contrasto tra silenzio e rumore. Come mai la scelta di questo tema? Quanto questo contrasto vi influenza anche nella vita quotidiana? 

R: Dopo i primi due EP che comprendevano pezzi legati per lo più nostre esperienze personali, ci siamo trovati tutti d’accordo sul tentare la strada del concept, ispirati da alcuni degli album che ci hanno ispirato e segnato (American Idiot, The Black Parade, Danger Days, A Thousand Suns…). In seguito a un intenso brainstorming, l’ipotetica battaglia tra Silenzio e Suono è stata l’idea che ci ha preso sin da subito, fornendoci parecchi spunti che la avrebbero potuta impreziosire. Avere un filo conduttore ci ha aiutato non poco nella stesura dei singoli pezzi. Fra i temi principali di “Frequency” c’è quello dei contrasti (Silenzio e Suono, Ragione e Sentimento, Regole e Libertà). Scrivendolo ci siamo resi conto di come le nostre passioni siano fondamentali per affermare la nostra individualità, ma al tempo stesso siano strumento prezioso per aggregarsi e creare legami. Un altro modo di vedere il concept può essere una grande dichiarazione d’amore alla musica.

D:  Da cosa è dipesa la scelta di “Bleeding skies” come primo singolo? Raccontatecelo un po’…

R:  Inizialmente ci siamo trovati parecchio in difficoltà: siamo legati e innamorati di ogni traccia dell’album. La carica di Bleeding Skies (emotiva e strumentale) ci ha però convinto a sceglierla come singolo. Allo stesso tempo, è una traccia molto varia con elementi che possono essere congeniali a più ascoltatori (chitarre pesanti, una seconda strofa molto armonica, l’elettronica di contorno, un bridge “coinvolgente”)

D: Cosa ci dite in merito al video di questo brano?

R: Diretto da Andrea Bignami (AB Videos), lo abbiamo girato in una villa di metà ’800 e mostra lo smarrimento e la frenesia causati da una guerra che può essere tanto fuori dalla finestra quanto dentro la nostra testa. Raggiungeremo la pace solo quando ci renderemo conto che dipende tutto da noi e saremo pronti ad andare avanti.

D: Come immaginate la vostra vita tra dieci anni? Ci sono sogni che vi piacerebbe concretizzare?

R:Poter vivere esclusivamente di musica è il sogno e l’obbiettivo di ogni artista, ma anche qualche data all’estero non sarebbe affatto male, come inizio. Tra dieci anni sicuramente saremo ancora legati dalla nostra amicizia. Speriamo ancora sopra un palco.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?

R: Il futuro prossimo della band sarà interessato dalla promozione dell’album. Saremo focalizzati sulla preparazione delle prossime date e abbiamo intenzione di imbastire per la prima volta anche set acustici. Stiamo inoltre lavorando alla possibilità di estrarre un secondo singolo sempre da Frequency accompagnato da un nuovo video.
In termini di nuove produzioni, il nostro obbiettivo sarà sempre quello di cercare di aggiungere qualcosa di nuovo differenziandoci dai lavori precedenti.


Ringraziamo i Downflyers per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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