Donne non si nasce, si diventa

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Parole che comunicano, gesti che amano
23 ottobre 2016
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Alessio Fabbri – La ricerca del passato
23 ottobre 2016

La donna, un miracolo divenuto realtà. Attualmente si è abituati a vedere canoni di donne stereotipati e si pensa quindi che non abbia compiuto passi avanti durante l’arco della storia. Contrariamente, la donna, è la persona che più ha dovuto emergere e farsi valere in passato in una società che la reputava inferiore e che non la accettava. Si era convinti, infatti, che la donna dovesse esclusivamente essere dedita alla cura della casa e dei figli. Col tempo è riuscita ad affermare la sua importanza, ottenendo la parità dei sessi. La donna oggi non è più considerata solo dal punto di vista familiare, ha una valenza importante anche nel lavoro e nella carriera. E’ una donna che può gestire in maniera soddisfacente la sua vita amorosa affettiva con i successi lavorativi, è una donna che è andata avanti. Questo, però non sarebbe mai stato possibile se non ci fossero state in precedenza donne che si sono battute per la loro indipendenza e libertà, sono riuscite a dimostrate la loro forza e per questo sono state apprezzate e amate. Una donna che nel corso del tempo è riuscita a cambiare insieme ad esso, non rimanendo mai statica, in grado di seguire le tendenze e le ideologie, ma allo stesso tempo non accettarle se non le condivide, che non ha timore e remore di esprimere la sua opinione. Fragilità e forza, due parole così diverse, due caratteristiche opposte, che rendono la donna così speciale ed unica, caratteristiche che la fanno amare, compiendo una missione che forse all’inizio sembrava quasi impossibile. Karolina Zebrowska, autrice polacca del blog di costumi storici Domowa Kostiumologia, ha voluto spiegare attraverso un video della durata di circa due minuti, i grandi passi compiuti dalla donna nell’arco dei decenni, che l’hanno portata ad essere quella che è ora. Un video che si differenzia da quelli attuali, dove spesso viene esaltata la figura più che la mentalità, che guarda al passato e agli insegnamenti di quest’ultimo e da queste lezioni continuare a percorrere la strada. La donna non è quella che viene rappresentata ultimamente, la donna non è fatta solo di corpo, la donna è fatta di anima, cuore e passato, spesso queste cose vengono accantonate.

Donne non si nasce, si diventa

Donne non si nasce, si diventa

Il primo standard di donna rappresentato nel video è quello delle Gibson girl, un’idea di bellezza femminile creata dall’illustratore Charles Dana Gibson, che collaborava con riviste importanti come The Century Harper’s Monthly Weekly Bazaar e Life, i disegni risalgono al periodo tra la fine del XIX secolo all’inizio del XX. Migliaia di donne cercarono di copiare quell’ideale di bellezza che fu molto popolare per più di due decenni e che fu il primo standard di bellezza nazionale per gli Stati Uniti, una delle modelle più celebri fu l’attrice teatrale Camille Clifford. In quel periodo, nel 1901, circa il 40% delle donne lavorava in una fabbrica. 

Donne non si nasce, si diventa

Donne non si nasce, si diventa

 Il 1910 è un periodo storico contraddistinto dal movimento delle suffragette, le donne non volevano essere più considerate inferiori, avevano capito che era giusto lottare per difendere la propria libertà e i propri ideali, si battono quindi affinchè il diritto di voto possa essere esteso alle donne, inoltre, le donne volevano poter insegnare nelle scuole superiori, l’uguaglianza dei diritti civili, svolgere le stesse professioni degli uomini. Le aderenti al movimento utilizzavano diffondere le proprie idee attraverso comizi, scritte sui muri o cartelli con slogan del tipo “Votes for women” o contenenti frasi inneggianti alla promotrice della rivolta.

Donne non si nasce, si diventa

Donne non si nasce, si diventa

Gli anni 20 invece, furono caratterizzati dal benessere e dalla ripresa economica ed è per questo motivo che questo decennio ha preso l’appellativo di “roaring twenty” cioè ruggenti anni venti. Nel campo dell’abbigliamento per la prima volta la moda cessa di essere riservata ad un elite, ma si apre alle masse. I grandi magazzini portano le novita’ dell’abbigliamento immediatamente alla portata di tutti e i nuovi tessuti come il rayon, cominciano a diffondersi abbassando considerevolmente il prezzo di alcuni capi. In questo periodo una donna su nove lavorava come domestica.

Donne non si nasce, si diventa

Donne non si nasce, si diventa

Gli anni 30, invece, si ricordano per il motivo contrario degli anni 20, è infatti un periodo di grande crisi denominata “Crisi del 29”, avvenuta per il crollo della borsa di Wall Street.La depressione toccò sia i paesi industrializzati sia quelli esportatori di materie prime con un calo generalizzato della domanda e della produzione. Il commercio internazionale diminuì considerevolmente e con esso i redditi dei lavoratori, il reddito fiscale, i prezzi e i profitti. Per quanto riguarda lo stile ci si ispirava alle grandi dive del cinema, fa il suo avvento il nylon e i vestiti si arricchiscono di nuovi dettagli in perfetto stile bon ton in linea con le forme eleganti scelte per gli abiti.

Donne non si nasce, si diventa

Donne non si nasce, si diventa

 Il 1940 è ricordato per l’inizio della seconda guerra mondiale, un periodo tragico, un periodo dove il male era riuscito a prevalere. Periodo nel quale erano circa 21000 le donne impegnate nelle forze armate. Icona di stile dell’epoca era Betty Grable, la prima pin up americana. Dalla seconda Guerra Mondiale in poi è stata il sogno di migliaia di soldati americani al fronte, che tenevano una sua foto negli zaini, negli armadietti e sui cruscotti dei veicoli. Divenne così l’idolo della gioventù statunitense di quel periodo, cantando e ballando in molti film, da «Appuntamento a Miami» del 1941 a «La fidanzata di tutti» del 1944. Donne che hanno cambiato la loro vita, donne che inconsapevolmente hanno cambiato il futuro, donne che sono riuscite grazie alla determinazione a cambiare l’andamento della storia.

Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.” Una citazione di Alessandro Baricco che esprime al meglio la forza e la fragilità delle donne, qualità innate, che le rende uniche.


Articolo realizzato da Manuela Ratti

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