Davide Shorty- Come un magnete attratto dalla musica

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Cantautore

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Quando si vuole raggiungere un determinato obiettivo, ci si impegna sempre al massimo per far si che questo si possa realizzare, diventa un vero e proprio mantra, solo realizzandolo possiamo sentirci davvero realizzati e soddisfatti. Un sogno che si costruisce passo dopo passo, mattone dopo mattone, ma che con costanza e impegno coltiviamo ogni giorno tenendone sempre viva la sua fiamma.  E’ questo quello che ha fatto Davide Shorty, artista che conosceremo meglio oggi, che partendo da un piccolo gruppo di ascoltatori, ha trasformato il suo obiettivo in qualcosa di più grande, che quest’anno lo ha portato a calcare palchi importanti come quello dell’Ariston, in gara al Festival di sanremo, e con suo progetto musicale, che lo definisce e racconta in pieno.Una calamita che non ha mai perso di attrazione quella che ha provato Davide verso la musica.  Attivo come musicista e frontman in diversi gruppi musicali tra la fine degli anni 2000 e l’inizio degli anni 2010, dal 2007 al 2010 ha fatto parte del gruppo Combomastas’ con il quale ha realizzato gli album Piccolo e Shorty VS The Supa Produsa. In seguito si stabilisce a Londra dove, due anni dopo fonda i Retrospective for Love con il chitarrista Alessandro La Barbera, il pianista e produttore Gaba e il bassista Agostino Collura a cui si è poi aggiunta Leslie Phillips; con questa formazione sono usciti l’EP Retrospective for Love EP (2014) e Random Acitivities of a Heart (2017).Nel 2015 partecipa al programma X Factor, dove si classifica terzo.[1] L’11 dicembre dello stesso anno pubblica, per l’etichetta Sony Music, l’EP Davide Shorty”.[2]Il 24 febbraio 2017 ha pubblicato il primo album da solista, Straniero, attraverso l’etichetta Macro Beats e distribuito da A1 Entertainment. L’anno successivo collabora con i Funk Shui Project alla realizzazione dell’album Terapia di gruppo, proseguita l’anno seguente con La soluzione.Nel giugno 2020 viene pubblicata una riedizione del disco intitolata La soluzione reboot. Il 15 luglio 2020 esce il singolo Canti ancora?! in collaborazione con Elio, mentre l’ottobre seguente viene selezionato per AmaSanremo (ovvero cinque delle sei serate che compongono Sanremo Giovani 2020) con il brano Regina. Il 17 dicembre raggiunge la finale del programma, al termine della quale entra nell’elenco degli 8 giovani artisti (6 di Sanremo Giovani e 2 di Area Sanremo) partecipanti al Festival di Sanremo 2021 nella sezione Nuove Proposte. Nella kermesse, oltre a classificarsi secondo, vince il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, il Premio Lunezia e il Premio “Enzo Jannacci.Il 5 marzo 2021 viene pubblicato l’EP Fusion a metà, prima parte del secondo album in studio che è stato distribuito il 30 aprile seguente con il titolo “fusion.”.

 

 

Lasciamo la parola ad Davide Shorty con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso

 

 

 D:  Come nasce la tua passione per la musica?

R: C’é sempre stata, mia mamma mi racconta che fin da piccolissimo la musica per me era come un magnete. Mio zio suonava e componeva, e quando avevo circa 2 anni ci regalò un piano verticale che i miei misero nel soggiorno di casa. Passavo le ore li davanti.
A mia mamma piaceva tanto Battisti, a mio papà Pino Daniele, Sting e i Pink Floyd…diciamo che sono stato fortunato ad essere esposto a quegli ascolti.
Poi più avanti ho conosciuto l’hip hop e il jazz, e lì ho capito che era quello che volevo veramente fare.

D: Come credi che la musica abbia cambiato la tua vita?
R:La musica non mi ha cambiato la vita, ma é sempre stata tutta la mia vita. Mi ha dato un ruolo, una definizione, mi ha insegnato a conoscermi meglio e a capire chi volessi essere.

D:Hai partecipato al festival di Sanremo con la canzone “Regina”. Come mai hai scelto questa canzone per questa importante manifestazione?

R:Quando ho scritto questa canzone con i ragazzi della mia band ho letteralmente avuto una visione.
Dopo aver finito la session, tornando a casa dallo studio ho detto ai ragazzi: “Questa é una canzone molto Italiana, ma anche internazionale… ha bisogno di un arrangiamento orchestrale. La vedrei benissimo sul palco di Sanremo!”. Tutti erano perfettamente d’accordo con me e, nonostante la strada si sarebbe rivelata complessa, lo abbiamo fatto succedere.
Credo molto nella legge d’attrazione e nel potere della visualizzazione.

D: Quali sono state le tue emozioni nell’arco della kermesse canora? Qual è il ricordo che porterai con te dopo questa esperienza?
R: In primo luogo il rapporto con i miei collaboratori. Abbiamo affittato un appartamento che é diventato la nostra casa base per tutta la settimana. L’atmosfera era bellissima, nonostante i tempi serratissimi. I ricordi più vividi sono gli abbracci, la celebrazione della felicità per aver creato insieme qualcosa in cui abbiamo creduto intensamente. In un momento storico simile é stato un grande privilegio. Con gli altri concorrenti non c’era alcuna rivalità, solo grande stima.
Sono nate delle bellissime amicizie. Nonostante tutte le restrizioni é stata una bellissima avventura, non posso che esserne infinitamente grato.

D: Raccontaci del tuo ultimo album “Fusion.”. Come mai la scelta di questo titolo?
R: Avevo pensato ad un altro titolo inizialmente, poi durante la puntata di AmaSanremo (la selezione di Sanremo Giovani) in cui ho cantato, uno dei giudici mi ha detto che sono fusion.
Non ho ben capito se intendesse letteralmente o dal punto di vista del genere, fatto sta che l’accezione del termine non era esattamente positiva.
Nonostante questo ci ho riflettuto ed ho pensato che quella parola effettivamente era la perfetta rappresentazione di quello che sono e di quello che é questo album: una fusione di tantissimi elementi diversi fra loro, generi musicali, lingue, persone, sensazioni, emozioni, luoghi, tematiche.Ho deciso di tenerlo tutto minuscolo perché desse un senso di pacatezza, mi piace il concetto di “low key”. Il punto alla fine esprime proprio l’essere categorico di questa definizione, come se non ci fosse bisogno di spiegarla o di giustificarsi.
Come dire, sono fusion, punto.

D: Quale pensi sia la canzone presente nel progetto che più ti rispecchia? Perché?
R:Tutti i brani mi rispecchiano alla perfezione…non voglio sceglierne uno, se no gli altri si offendono!

D: Qual è un sogno che ti piacerebbe realizzare in ambito musicale?

R: Rendere la musica soulful Italiana conosciuta nel mondo. Magari arrivare fino ai Grammy’s…anche solo come producer…chissà!

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R: Suonare dal vivo prima di tutto…poi di progetti ce ne sono sempre tanti. Sto già pensando ad almeno un altro paio d’album! A volte non riesco neanche a starmi dietro da solo, quindi evito di svelare troppo.


Ringraziamo Davide Shorty per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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