Daniele Colacicco – L’ascolto delle parole

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Speaker di RADIO NORBA


Le parole sono così profonde, a volte, per essere guardate: cariche di significati ed emozioni, risultano divenire l’unico modo di salvezza. Spesso, ci capita di ammirarle; improvvisamente, da lontano, mentre tutto il mondo ruota attorno. Vorremmo prenderle e farle nostre; vorremmo prenderle e divenire noi stessi parole; le ammiriamo, le guardiamo, finché esse non si deteriorano con il tempo, quando interi sguardi li hanno quasi consumate. Allora, divengono parole frivole e inutili e si vorrebbe scappare. C’è solo una via di uscita quando questo accade: ascoltare. Chiudere gli occhi, e lasciarsi guidare dal loro suono e da voci che riscaldano l’anima, e dalla vita che non guarda, non tocca, non sente, ma ascolta. Le parole sono eterne quando vengono ascoltate; esse entrano in una parte del corpo che le fa divenire insiemi di emozioni, sentimenti, ricordi. Le parole diventano infinite quando si resta ad occhi chiusi; apparterranno sempre a quell’insieme di vite frammentate in una sola: la propria. Non si deve far altro che ascoltare. E’ questo il magico potere della radio; ascoltare parole che, altrimenti, sarebbero state solo guardate e consumate. Ascoltare quei sentimenti che si cristallizzano nel cuore, che si trasformano in anima, che diventano quella parte di mondo che ricorderemo quando, seduti sulla riva di un fiume antico, ripenseremo a una vita fatta di musica, voci che guidano routine quotidiane, gli attimi che restano lì, impressi in una pelle che sentiamo nostra. Non si deve far altro che ascoltare.

Daniele Colacicco - L'ascolto delle parole 12

E oggi ascoltiamo lui. Il suo nome è Daniele Colacicco, lo speaker di Radio Norba che, ogni pomeriggio, ci guida, con la sua voce calda e soave, nelle nostre esperienze, nei vissuti che vorremmo ricordare, negli istanti che viviamo ed amiamo; lo fa in modo del tutto spontaneo, impregnando le nostre orecchie di serenità e consapevolezza che la vita è semplicemente ascoltare.

Nato nel 1988 e cresciuto a Polignano (BA), Daniele è sempre stato appassionato di comunicazione, sondando tutti i mondi artistici (recitazione, musica, giornalismo); laureatosi in Lettere nel 2013 e amante della musica (di cantautori in primis), inizia a fare radio alla fine del 2011 presso Radionorba, comprendendo sin da subito che lo speaker sarebbe divenuto il lavoro della sua vita. Trascorsi quattro anni dalla sua prima esperienza radiofonica, oggi ci racconta esperienze, aneddoti, la storia di questa grande opportunità che gli ha permesso di incontrare personaggi del mondo dello spettacolo, realizzare interviste, diventare punto di riferimento per chi ama ascoltare.

Ora lasciamo la parola a lui, a cui auguriamo di continuare a deliziarci sempre con la sua simpatia e naturalezza, con il suo essere se stesso.


D: Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo della radio?
R: Assolutamente nulla. Sembra strano ma si è trattato soltanto di un caso, un incontro fortunoso col direttore di Radionorba, Alan Palmieri, che mi ha fatto innamorare a prima vista di questo mondo. Si dice che la fortuna nella vita sia molto importante. Per me è stato assolutamente fondamentale trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

D: In un mondo ricco di mezzi di comunicazione, quale pensi sia la dote che contraddistingua la radio?
R: Credo che la radio sia affascinante perché fresca, immediata, vera e giovane nonostante si tratti di uno dei mezzi di comunicazione più vecchio in assoluto. La tecnologia ogni giorno avanza in modo incredibile ma la radio si difende bene, andando di pari passo con questo sviluppo.

D: Quali sono secondo te le qualità di un bravo speaker radiofonico?
R: Io credo che la radio si debba fare con la tecnica ma soprattutto con la spontaneità. È importante conoscere le regole del mezzo ma è fondamentale non apparire costruiti o scimmiottare qualcosa che non si è. Essere se stessi è la più grande qualità di uno speaker radiofonico.

D: Come si realizza secondo te un programma di successo?
R: A saperlo, lo condurrei io! A parte gli scherzi, non credo ci sia una formula matematica per realizzare un programma di successo. Per quel che ne so, io cerco di metterci il cuore tutti i giorni e di essere più sincero possibile con quelle bravissime e bellissime persone che ogni volta scelgono di ascoltarmi o di vedermi.

D: Quali sono secondo te le caratteristiche che rendono un brano appetibile per delle radio?
R: Sui brani faccio fatica a rispondere, non occupandomi in prima persona della questione. E poi i gusti musicali sono assolutamente soggettivi. Personalmente, ci sono tante canzoni che avrebbero di tutto per diventare delle hit ma poi, delle hit non lo diventano mai.

D: Qual è un aneddoto legato al tuo lavoro come speaker a Radio Norba, una delle radio più seguite in Puglia e Basilicata?
R: In questi quattro anni sono accadute tantissime cose. Forse, ricordo con maggior piacere il giorno del mio debutto, quando l’ex collega Stefania Sorrentini mi fece le carte. Non credo in queste cose ma mi disse che si pronosticava per me un futuro meraviglioso nel mondo della radio. Lo presi per buono e mi sto impegnando per far sì che le carte abbiano ragione!

D: Come inizia il tuo lavoro? Gestivi programmi in radio meno conosciute? Come è giunta la proposta di Radio Norba?
R: Come detto prima, l’incontro col mondo della radio è accaduto casualmente. Non avevo mai fatto lo speaker in vita mia e fino a quel momento ero uno che poche volte aveva ascoltato un programma radiofonico. Un giorno, in una scuola di musica, ho conosciuto Alan, il direttore. Lui, rimasto affascinato dal mio timbro vocale, mi ha chiesto di fare un provino. Coraggiosissimo e santo quell’uomo! Da quel momento è partita la favola più bella della mia vita. Tanti sacrifici, figuriamoci, ma un amore e delle soddisfazioni incredibili.

D: Qual è stata l’emozione che provasti al tuo debutto in questo lavoro?
R: Credo di aver fatto la puntata di debutto più brutta della storia delle radio mondiali. Salivazione zero e nel pallone più totale. Quando, alla fine del programma, arrivarono i messaggi di complimenti dei miei amici, li mandai molto male perché sapevo che mi stavano prendendo in giro. Poi, pian piano, le cose sono migliorate!

D: Attraverso questo lavoro hai modo di conoscere molti personaggi del mondo dello spettacolo e della musica. Ti è mai capitato di intervistare un tuo idolo? Se si qual è stata l’emozione che hai provato?
R: Le interviste mi riempiono il cuore. E’ bellissimo potersi confrontare con i grandi personaggi della scena musicale italiana. Tante sono quelle che mi hanno lasciato qualcosa di autentico e profondo, soprattutto perché magari realizzate con artisti dotati di un’umanità incredibile. Penso a quella con Piero Pelù, tra l’altro mio grande idolo soprattutto con i Litfiba; penso quelle con Giovanni Allevi, Francesco De Gregori, Beppe Carletti dei Nomadi.

D: Ci sono già dei futuri progetti che bollono in pentola? Qual è il tuo desiderio più grande come speaker radiofonico?
R: Le pentole devono bollire sempre, altrimenti si potrebbe benissimo decidere di cambiare mestiere. Di sogni ce ne sono tanti. Di sicuro, quello più grande è cercare di vivere di radio per tutta la vita, cercando di collezionare più fantastiche esperienze possibili.


Ringraziamo Daniele Colacicco per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di poter continuare la scalata verso il successo!

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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