Cinzia Forte – Imparare ascoltando

By Alejandra Sazo
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Soprano

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Cinzia Forte

Cinzia ForteSempre libera (La traviata)

 

 


 Abbiamo incontrato il noto soprano Cinzia Forte in occasione della Masterclass di Tecnica e Interpretazione Vocale, organizzata dall’Associazione “Amici della Musica” di Foligno (Pg).

Cinzia Forte, napoletana di nascita e romana di adozione, inizia gli studi musicali all’età di 5 anni sotto la guida del padre. Prosegue gli studi al Conservatorio e, contemporaneamente agli studi classici si diploma in Pianoforte e Canto Lirico. Vince numerosi concorsi internazionali tra cui il “Giacomo Lauri Volpi” di Latina e l’ “A. Belli” di Spoleto.

Dopo il debutto avvenuto al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto viene invitata dai più prestigiosi Teatri e istituzioni concertistiche internazionali tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Regio di Torino, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Comunale di Bologna, l’Auditorium di S. Cecilia di Roma, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Covent Garden di Londra (The Royal Opera House), il Royal Concertgebouw e la Nederlandse Opera di Amsterdam, il Teatro Liceu de Barcelona, il Teatro de La Maestranza di Siviglia, l’Opernhaus di Zurigo, la New National Theatre di Tokyo, il Théâtre des Champs Elisée di Parigi, il Teatro Nacional de Sao Carlos di Lisbona, Deutche Oper Berlin, l’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, il Deutsche Oper di Berlino e il Teatro Real di Madrid.

Soprano lirico di agilità, applaudita nelle opere di Belcanto e particolarmente apprezzata per le sue interpretazioni di Violetta ne La Traviata ha recentemente aggiunto nuovi ruoli al suo repertorioquali Contessa d’Almaviva ne Le Nozze di Figaro, Desdemona in Otello e Anna Bolena. Il suo repertorio, che oggi conta circa 90 ruoli debuttati, comprende, tra gli altri titoli, opere di Mozart (Le nozze di Figaro – Susanna, Contessa; Die Zauberflöte – Pamina; Così fan tutte – Despina) Bellini (La Sonnambula), Donizetti (Lucia di LammermoorDon PasqualeL’elisir d’amoreAnna Bolena) Rossini (Le Comte OryIl viaggio a ReimsLa gazzettaLa gazza ladraIl turco in ItaliaTancredi), Verdi (La traviataOtelloRigolettoUn ballo in maschera) e opere francesi quali Manon e Roméo et Juliette.

Collabora con direttori d’orchestra di fama internazionale tra cui Claudio Abbado, Maurizio Benini, Bruno Campanella, Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Jesus Lopez-Cobos, Daniele Gatti, Gianluigi Gelmetti, René Jacobs, Jeffrey Tate e Michele Mariotti e registi quali Graham Vick, Jonathan Miller, Luca Ronconi, Pierluigi Pizzi, Franco Zeffirelli, Dario Fo, Emilio Sagi, Jérôme Savary, Willy Decker, Roberto De Simone, Michael Hampe, Mario Martone, Stefano Mazzonis di Pralafera, Ferzan Ozpetek.


Lascio la parola a Cinzia Forte con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Cosa vorresti lasciare ai ragazzi di questa esperienza?
R: L’obiettivo delle mie masterclass è quello di scoprire le potenzialità di ogni allievo e di insegnare il modo di utilizzarle e di migliorarle. Cerco di offrire nuovi input gettando dei semi, che ognuno di loro in futuro avrà la cura di coltivare e di far crescere. Durante le masterclass è importante anche il confronto con i colleghi perché credo che si impari molto anche dall’ascolto dei pregi e dei difetti degli altri.

D: Cosa puoi raccontarci in merito ai tuoi inizi?
R: Ho debuttato al Concorso A.Belli di Spoleto, proprio qui vicino. Queste terre mi emozionano! Lavorare qui con i giovani mi riporta indietro, ai primi sogni, all’ entusiasmo del debutto avvenuto nel 1991.  Mi sono diplomata in Pianoforte e inizialmente non pensavo alla lirica come professione. In famiglia ho sempre ascoltato l’Opera grazie a mio padre, e un po’ per gioco ho cominciato a prendere lezioni di canto. Mi sono accorta che conoscevo già gran parte del repertorio e ovviamente il pianoforte mi offriva una base musicale solida, che mi ha aiutato a superare molte difficoltà nello studio. Penso che chi sappia approfondire l’aspetto musicale di un brano, faccia più presto ad apprenderne la tecnica. Tecnica e capacità analitiche musicali non si dovrebbero mai scindere, nemmeno in fase di apprendimento. Soprattutto per chi insegna  è importante la conoscenza di tutti gli stili musicali, nessuno escluso,  dal barocco al 900, non solo per la scelta del repertorio,  fondamentale, ma soprattutto per la tecnica stessa.

D: Qual è il personaggio che hai interpretato più spesso?
R: Tra gli altri direi forse Lucia dalla “Lucia di Lamermoor” di Gaetano Donizetti e Violetta da “La Traviata” di Giuseppe Verdi.

D: Quello che non hai interpretato, ma ti piacerebbe farlo?
R: Ultimamente mi sto orientando verso un repertorio più lirico rispetto al passato: ho recentemente debuttato il ruolo di Desdemona nell”’Otello” di Verdi, di” Anna Bolena”  e di “Madama Butterfly”.  Uno dei ruoli che vorrei debuttare è quello di “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea e c’è già nell’aria qualche idea…

D: Quale pezzo consideri il tuo cavallo di battaglia, e quale il più ostico?
R: All’inizio della mia carriera vincevo i primi concorsi con l’aria della “Lakmè”, un brano dalla coloratura sorprendente e di grande impatto sull’ascoltatore.  In seguito mi ha portato molta fortuna l’aria della Sonnambula di Vincenzo Bellini “Ah non credea mirarti”, l’aria con il flauto di “Lucia di Lammermoor”, “E’ strano…Sempre libera” da “La Traviata”. Tutte le arie presentano difficoltà, non me la sento di sceglierne una come più ostica perché in tutto il repertorio, specialmente in quello belcantistico, ci sono delle insidie.  Noi esecutori dobbiamo lavorare e studiare affinchè anche le cose più difficili appaiano semplici!

D: Quali sono i tuoi progetti come docente?
R: Cerco di conciliare il lavoro in teatro con quello di docente.  Per il momento ho in programma altre masterclass ma seguo anche i miei ragazzi, che oggi sono avviati verso una brillante carriera. E’ un lavoro che mi dà molta soddisfazione, al quale mi piacerebbe dedicare più tempo. Però non vorrei ancora lasciare il teatro.

D: E come interprete, cosa ti aspetta?
R: Tra gli impegni più imminenti ci sarà la produzione de “ Le Nozze di Figaro” al Teatro Lirico di Cagliari nel ruolo di Contessa di Almaviva, cui seguiranno “l’Olimpiade” di Leonardo Leo, un’opera desueta ma molto interessante, al teatro San Carlo di Napoli e un concerto dedicato a Richard Strauss, accompagnata al pianoforte da Maurizio Baglini.

D: Come sta, a tuo avviso, il mondo operistico italiano?
R: Questa è la nota dolente. L’Italia è il paese che ha dato i natali all’Opera e paradossalmente è quello che oggi la ignora rispetto al resto del mondo. A differenza dei teatri Europei, che adorano e continuano a far vivere la nostra Opera lirica, e quindi la nostra Cultura, le istituzioni italiane la mettono in fondo alle priorità, attuando tagli economici sempre più profondi.  Un paese senza cultura e senza identità è un paese che si ferma.

Ringraziamo Cinzia Forte per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

Intervista a cura di Giulia Cucciarelli

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