La vita è un'arte
La vita è un’arte
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Magiche atmosfere
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Attrice

Instagram: Chiara Primavesi


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15442327_1395163157161391_3767351377484216896_nOggi è con noi Chiara Primavesi, Giovane attrice di origine svizzero-olandese. Si è appassionata alla recitazione e al teatro fin da piccola frequentando corsi di recitazione in scuole locali di Lugano e all’Accademia09 di Milano. Un viso acqua e sapone e una bellezza semplice ma che colpisce. Oltre allo studio attoriale frequenta il liceo, ma estende la sua esperienza artistica alla fotografia, alla pittura, al canto e alla scrittura. Studia le lingue, inglese, francese e tedesco per passione e per associare queste conoscenze alla recitazione. Ama lo sport, in particolare equitazione, arrampicata e nuoto. Il suo debutto avviene nel 2016, al compimento del suo diciottesimo compleanno, con il film “Come diventare grandi nonostante i genitori” diretto da Luca Lucini, tra il cast principale.
Lasciamo la parola a Chiara, con l’augurio di continuare in questo meraviglioso percorso.
 

 


D: Speravi sin da piccola di diventare attrice?
R: Da piccola ero molto sulle nuvole e non avevo affatto le idee chiare su ciò che avrei voluto fare in un futuro. Avevo due opzioni: la prima era quella di diventare principessa, la seconda era quella di diventare un’avventuriera in giro per il mondo. Come potete notare non avevo le idee molto nitide. Da piccola adoravo le acrobazie, la giocoleria e la mimica, perciò iniziai a frequentare dei corsi in una scuola di circo. Nel frattempo mi tenevo occupata con molti altri sport come la danza, scii nautico, subacquea, arrampicata e più tardi decisi di iniziare recitazione in una scuola di teatro. Mi piaceva talmente tanto che all’ età di 15 anni, mentre frequentavo la prima liceo decisi di mollare tutto e, dopo molte litigate con i miei genitori, di andare all’Accademia09 di recitazione a Milano. La frequentai per mezz’anno, ma i miei genitori riuscirono a convincermi, trovando un compromesso, di continuare con gli studi. Nonostante la scuola, non ho messa da parte la recitazione e tutt’ora continuo.

D: Oltre alla recitazione coltivi molteplici passioni come la fotografia, l’arte, la scrittura e il canto. Ti piacerebbe poterti dedicare anche a questi due aspetti in un futuro? Come combaci questi lati con la recitazione?
R: Mi entusiasmo di fronte a qualsiasi forma d’arte. Quel mondo mi ha sempre affascinata. Credo sia l’unico mondo dove possiamo utilizzare la nostra parte emotiva, eliminando quella razionale. Qualsiasi forma d’arte, a mio parere, nasce dai sentimenti e dunque, qualsiasi cosa che blocca un sentimento, limita l’arte. L’arte ci permette di tornare bambini. Ci permette di stupirci ogni giorno di qualcosa, quando la società invece spesso cerca di plasmarci. Appena terminerò il liceo credo che mi dedicherò solo a queste mie passioni come la recitazione, la fotografia, la scrittura, la pittura, la danza e il canto. Non vedo l’ora!

D: Parlando invece del mondo della recitazione, ricordi il tuo primo provino per il film “Come diventare grandi nonostante i genitori”? Quali erano le tue aspettative?
R: Si, lo ricordo benissimo. Il mio primo provino fu per un ruolo non attinente con il film, ma con la serie “Alex and Co”. Dovevo interpretare un personaggio con un passato molto simile al mio, ma con un carattere completamente diverso, molto più aggressivo, menefreghista e sfacciato. Mi ero preparata bene e volevo farcela, ma appena arrivata di fronte a tutti avevo la mente offuscata ed ero molto emozionata. Avevo portato due scene, e ad un certo punto non ricordavo più le mie battute. Panico. Non sapevo più che fare. Per mascherare il tutto, dato che il mio personaggio lo permetteva, presi una gomma da masticare che tenevo in tasca, la misi in bocca e continuai da dove mi ero persa. Finita la scena ero convinta mi avrebbero criticata e invece sembrò essere la mossa vincente. Me ne andai da quel primo provino felice, ma dubbiosa. Non avevo la più pallida idea di come fosse realmente andato. Quando ormai avevo perso le speranze, mi ricontattarono per un secondo provino, questa volta però, per un altro ruolo, quello di Evelyn nel film “Come diventare grandi nonostante i genitori”. Mi ero preparata ancora meglio. Il personaggio mi assomigliava molto di più e da quel secondo provino, me ne andai contenta.

D: “Come diventare grandi nonostante i genitori” è un film tuttora nelle sale che ha riscosso molto successo. Cosa ci racconti di questa esperienza?
R: È stata la mia prima esperienza ed è stata spettacolare. L’atmosfera era meravigliosa e nel film ognuno di noi ha messo parte del proprio cuore. Ho avuto la fortuna di recitare già con grandissimi attori, come Giovanna Mezzogiorno, Matthew Modine e Margherita Buy e da loro ho potuto imparare tantissimo, sia a livello di recitazione, sia a livello umano. A volte mi fermavo anche dopo le mie riprese per poter guardare gli altri che erano ancora in scena e assorbire più informazioni possibili per potermi migliorare. È stata un’esperienza che rifarei adesso, subito.

D: Come ti piacerebbe associare le lingue che hai studiato al mondo della recitazione?
R: Le lingue che ho studiato le so a livello scolastico. Diciamo che in Italia c’è un modo di recitare, in Francia un altro, in Inghilterra, America, Spagna,… un altro ancora. Mi piacerebbe poter imparare e parlare tante lingue bene, così da aver la possibilità di recitare in più modi e scegliere quello che più sento mio.

D: Sei di origine svizzero-olandese. Ti piacerebbe girare un film in questi paesi?
R: Assolutamente si, due paesi completamente diversi tra di loro, ma entrambi affascinanti.

D: Come credi la recitazione possa aiutare una giovane ragazza come te anche sotto il punto di vista della personalità?
R: In quest’età fragile tendiamo spesso a perdere noi stessi o a sprofondare nella nostra timidezza causata da mille insicurezze. Noi adolescenti, abbiamo spesso una scarsa autostima, o almeno, per me è stato così e grazie alla recitazione, la più grande parte di queste ombre è diventata parte del passato. La recitazione mi è stata tanto d’aiuto e lo è tutt’ora.

D: Se dovessi consigliare a qualcuno la carriera della recitazione quali sono i motivi che daresti?
R: Consiglierei la recitazione per il semplice motivo che rende felici. Aiuta a conoscere se stessi, a essere consapevole dei propri gesti; ti insegna a capire i tuoi limiti e a superarli. La recitazione ti apre la mente. Ti da l’opportunità di smettere di essere superficiale e iniziare ad andare a fondo delle cose, senza pregiudizi. Recitare ti da la possibilità di guardare gli avvenimenti da più punti di vista e ti da la possibilità di vivere mille vite in una sola. Io trovo che sia qualcosa di pazzesco.

D: Come speri di poter crescere nell’ambito della recitazione?
R: Spero di poter crescere nei migliori dei modi. Una volta che inizi è difficile tornare indietro, ti innamori e non riesci più a stare senza.

D: Quali sono i tuoi sogni? Ci sono progetti in ballo?
R: Il mio sogno sarebbe quello di poter interpretare un personaggio complesso, un ruolo che mi stravolga. Oppure, poter recitare in un ruolo di un personaggio realmente esistito. Ho molti progetti in ballo, che si stanno piano piano concretizzando e ne sono molto felice, sicuramente darò il meglio di me come faccio sempre


Ringraziamo Chiara, per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, con l’augurio di continuare in questo meraviglioso percorso.

Presentazione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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