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Band

I Brauns sono una giovane band pugliese formata da: Francesco Bruno (voce), Nunzio Davide Campanale (chitarra e voce), Michele Abruzzese ( Chitarra),  Pietro Porro (tastiera e voce),  Carlo Piacenza (basso) e Riccardo Ernesto (batteria). Tante sono le influenze che li hanno fatti diventare ciò che sono oggi, e che si percepiscono ascoltando la loro musica. Scopriamoli meglio in questa intervista!

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Lasciamo ora la parola ai Brauns con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 

D: Come nasce la vostra passione per la musica?
R: Innanzitutto grazie per questa intervista. Ognuno di noi, a prescindere dalla band, è legato particolarmente alla musica. Chi fin da piccolo o chi in età adolescenziale ha avuto modo di scoprire sia l’amore per lo strumento e la musica tout court sia la voglia di suonare insieme agli altri e la possibilità di creare o riprodurre qualcosa di innovativo.

D:  Raccontateci della vostra band. Com’è nata?
R:I Brauns nascono nel 2014, precisamente nel mese di Marzo, quando sei amici si riuniscono in una cantina per dilettarsi in qualche cover. Alcuni componenti (Nunzio Campanale e Michele Abruzzese, chitarre) facevano parte di quello che, in seguito, sarebbe diventato il primo nucleo dei Brauns stessi. Successivamente la formazione si è completata con Francesco (Bruno, voce), Carlo (Piacenza, basso) e Pietro (Porro, tastiere). La formazione attuale, da due anni circa, comprende anche il nuovo batterista Riccardo (Ernesto) che è subentrato dopo l’uscita Francesco (Inchingolo, primo batterista).


D: Quanto tempo avete impiegato per trovare una vostra identità musicale?

R:In realtà più che identità noi parliamo di personalità. Siamo sei personalità molto forti e questo emerge all’interno del nostro EP e nei vari arrangiamenti. La formazione di una vera è propria identità è ancora in corso ed è un lavoro che richiede una ricerca infinita e costante nell’ascolto e nella creazione degli stessi inediti.

D:  Quanto gli ascolti di musica hanno influenzato il vostro progetto? Quali in particolare?
R:Moltissimo. Ogni giorno cerchiamo di proporre tra di noi nuove band da ascoltare e non solo. Insieme abbiamo vissuto anche l’esperienza del nuovo spettacolo di Caparezza dell’album “Prisoner 709”. Lui è uno degli artisti principali a cui noi ci ispiriamo. Inoltre non possiamo non elencare altri come Negramaro, Apres la classe, Negrita e molti altri. Poi tutti i componenti hanno un background proprio che emerge alla fin fine nei brani.

D:   Raccontateci della vostra esperienza a Radio Italia Solo Musica Italiana e Firestone.
R: In primis l’emozione dell’essere stati scelti per un concorso così prestigioso e da personaggi quali Alessio Bernabei, Giovanni Robertini (direttore di Rolling Stone Italia) e da Manola Moshlei è stata indescrivibile. Di primo acchito non eravamo preparati, in quanto la Firestone ci ha contattati due settimane prima e questo ci scombussolò parecchio, però si sa, queste occasioni vanno colte al volo e decidemmo di partire. L’atmosfera presente quei giorni era inspiegabile, dettata soprattutto dall’esibizione e anche dal fatto che avremmo incontrato uno degli artisti italiani più importanti del panorama musicale: Fabrizio Moro.

D: Cosa ci dite invece al vostro ultimo ep? Come lo descrivereste al pubblico?
R:Il nostro primo EP, dal titolo omonimo (pubblicato per Angapp Music), ci ha permesso di farci conoscere in larga scala nel panorama musicale pugliese. Questo lavoro si presenta “nudo e crudo”, infatti si percepisce un sound abbastanza “agressivo” per un album pop-rock, il tutto abbinato a testi pungenti e carichi di ironia. Ognuno di noi si è impegnato al massimo per poterlo realizzare nel minor tempo e col massimo delle energie. Nessuna modifica a livello di suoni, molto rock n’ roll dunque. La realizzazione dell’EP è stata permessa grazie alla città di Corato, tramite il concorso “Corato Music Square”, e anche a Gianluca Caterina ( producer Angapp Music label) che ci ha seguiti nel processo artistico ed esecutivo. Infine sicuramente non dobbiamo dimenticare Sabino Malcangi e Gabriele Scarcelli che hanno curato la parte grafica (video e copertina) dell’album, così come anche Michele Sardano e Dario Pistillo, artefici della fotografia e di un book al di fuori degli schemi.

D:  C’è una canzone delle vostre alla quale siete più legati? Perché?
R:Come dicevamo prima, siamo legati ad ognuna di esse perché esprime un sentimento che proviamo in ogni azione quotidiana: ad esempio si può captare un sentimento di amore per qualcuno a cui teniamo ,come nel caso di “Filo rosso”, o di rabbia per la perdita della vita come in “Volo”. Il nostro auspicio è che tali canzoni facciano parte anche della vita e che arrivi in maniera diretta ad ogni nostro ascoltatore. Prendi “è un casino”. Chi di noi non ha mai vissuto un momento di disordine mentale? Possiamo affermare che le sette tracce di “Brauns” hanno il compito di far riflettere su ogni evento he perviene nel quotidiano ma con allegria e spensieratezza, senza mai cadere nel superficiale.

D:  Qual è un messaggio che vorreste lanciare attraverso la musica?

R: Il nostro messaggio è unico: abbandonatevi alla musica e ai sentimenti che essa esprime!

D: C’è una collaborazione che sognate?

R: Caparezza senza dubbio! Ma non ci dispiacerebbe collaborare con qualche altro artista italiano, anche emergente.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?
R: A breve partiranno una serie di date in Puglia che coinvolgeranno la maggior parte del territorio. Nel frattempo stiamo lavorando per un prossimo EP, con la presenza di nuovi inediti e chissà… qualche collaborazione.


Ringraziamo I Brauns per la loro collaborazione e per il tempo che ci hanno donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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