Blue Cash- L’importanza di raccontarsi

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Band musicale


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E’ importante raccontare attraverso la musica, è bello poter esprimere e condividere una storia, un percorso, ed è quello che con la musica i Blue Cash si impegnano a fare, cercando di non stravolgersi mai, mantenendo sempre coerente il loro stile. Sono un quartetto acustico formato da: Andrea Faidutti: chitarra e voce, Alan Malusa’ Magno: chitarra e voce, Marzio Tomada: contrabbasso e voce Alessandro Mansutti: batteria.

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Lasciamo la parola a Andrea Candolfo con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D:  Come nasce la vostra musica?
R:Ognuno di noi compone e propone le sue idee agli altri. Dopodiché ci lavoriamo insieme. Certi brani nascono già con una struttura definita, altri si evolvono sperimentando nei concerti o in sala prove, ma direi che la chiave è che tutti partecipiamo alla composizione, portando ognuno il suo contributo e arricchendo ogni brano con il proprio sound e la propria voce.

D: Quali sono i cantanti o musicisti per voi punti di riferimento?
R: I Blue Cash hanno un sacco di riferimenti e ci piace trarre spunto e ispirarci a tante cose diverse, senza porre dei limiti di genere o di stile, ma come band il comune denominatore è senz’altro Johnny Cash, non tanto a livello musicale ma sui contenuti. Per noi sono importanti i testi, i nostri personaggi e le loro storie, quindi ogni volta che scriviamo un brano pensiamo “A Johnny sarebbe piaciuta questa canzone? Avrebbe potuto raccontare anche questa storia?”; se la risposta è si vuol dire che è un brano adatto al nostro progetto musicale.

D:  Quanto tempo avete impiegato per trovare una vostra personalità come band?

R: Ci conosciamo tutti da tanto tempo e anche prima di formare i Blue Cash suonavamo insieme in altri contesti. Diciamo che dopo il primo anno di concerti e serate passate insieme con questa formazione per noi erano già abbastanza chiari quali erano i punti cardine della band, cioè un sound prevalentemente acustico, ma con una spinta rock e una chiara propensione per l’improvvisazione e la psichedelia, sempre però rispettando la struttura “pop” delle nostre canzoni.

D:Come vi descrivereste dal punto di vista per chi non ha avuto la possibilità di ascoltarvi?
R:Siamo un gruppo divertente, la nostra musica è originale e sincera, melodica e ritmata. Con i Blue Cash c’è da saltare, ballare, cantare e divertirsi, ma si può anche viaggiare, sia con la mente che in modi più classici… Tante persone che hanno comprato uno dei nostri dischi non sono più riuscite a tirarli fuori dall’autoradio e dal vivo siamo una botta di vita, perché insieme (e insieme al pubblico) ci divertiamo tantissimo!

D: Cosa vi piace raccontare attraverso la musica? Cosa vorreste comunicare al pubblico?
R: Nei nostri brani raccontiamo storie di personaggi a noi vicini, a volte delle trasfigurazioni di noi stessi. Sono storie di persone disincantate, che però vogliono lottare per i propri sogni e le proprie aspirazioni, non come degli squali che vogliono fare carriera a spese di qualcun’altro in questo mondo disumanizzato, ma appunto come esseri umani, in cerca della propria serenità e realizzazione. Insomma, vorremmo dire a chi ci ascolta di non rinunciare mai ad essere se stessi e a sognare e sorprendersi, con l’immaginazione di un bambino incantato di fronte alla scoperta della vita e delle cose.

D: Raccontateci del vostro ultimo disco
R:“When She Will Come”, pubblicato dalla Toks Records in collaborazione con Music Force, parla proprio di questo, e la protagonista delle nostre storie è la morte, è lei che aspettiamo. Non è però la paura l’oggetto del nostro discorso, la morte è piuttosto una consigliera, quasi un’amica, che ci dice di non sottovalutare l’importanza del tempo, di ogni singolo istante che abbiamo a disposizione su questa terra e di sfruttarlo nel modo migliore possibile, lottando per difendere i nostri sogni e i nostri ideali, il tutto con leggerezza e con una buona dose di autoironia.

D: C’è un brano al quale siete maggiormente affezionati dei vostri? Perché?
R:Forse uno dei nostri brani preferiti è “Maledetti Cash”. È il nostro unico (per ora) strumentale, anche perché il titolo è piuttosto esaustivo. Alan (chitarra) ha scritto questo brano per noi diverso tempo fa, ma non siamo riusciti a dargli un senso e un suono che potesse farlo rientrare nel nostro repertorio fino a che a che Alessandro (batteria) non se ne è uscito con il groove perfetto. É un brano chiaramente ironico, ma ha sempre il potere di sorprendere il pubblico, perché da un gruppo con due chitarre acustiche e un contrabbasso non ci si aspetta mai un sound così “rumoroso”…

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Vorremmo portare le nostre canzoni un po’ in giro, per l’Italia e per l’Europa, ma siamo già al lavoro anche su dei nuovi brani. Stiamo anche accarezzando l’idea di pubblicare un EP con alcuni brani in italiano, sarebbe un esperimento molto interessante per noi. Appena ci sarà qualcosa di pronto, non esiteremo a darne notizia al mondo intero!


Ringraziamo Blue cash per la loro collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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