Beny Conte- La musica come speranza

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Musicologo, compositore, scrittore


Oggi conosceremo meglio Beny Conte, musicologo, compositore, scrittore, chitarrista. Nasce a Palermo dove inizia i suoi studi musicali, conseguendo la Laurea in Discipline della musica ad indirizzo Etnomusicologico, successivamente in Musicologia e Beni Musicali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, si specializza in Contemporary Guitar presso il C.p.M. network di Messina, fonda a Palermo Il Salterio Multimedia Recording, si trasferisce a Pescara e consegue successivamente la Laurea specialistica in Composizione con indirizzo Popular Music presso il Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara. Docente di Contemporary Guitar presso la Scuola Civica Musicale di S. Giovanni Teatino (Ch) e presso l’Accademia Musicale Pescarese. Fondatore e Direttore Artistico dell’Accademia Professione Musica nella quale è Attualmente Direttore Artistico e Docente di Contemporary Guitar, Musica d’Insieme, Songwriting, Computer Music. Ha Insegnato Storia della Musica, Grammatica e Morfologia della Musica, Storia della Musica Jazz, presso la scuola di recitazione del Teatro Stabile Biondo di Palermo, ha al suo attivo numerosi concerti come chitarrista acustico, elettrico e cantante. Numerose le sue composizioni di musica d’ispirazione cristiana pubblicati, diffusi ed eseguiti in Italia e molti di questi tradotti e pubblicati all’estero (Brasile, Spagna, Francia, Malta, Cina, Bosnia Erzegovina) usati comunemente nella Liturgia della Chiesa Cattolica e nel Culto Pentecostale. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni discografiche di carattere nazionale, dal 2001 al 2006 ha istituito una scuola di Musical a Palermo presso gli studi del Salterio Multimedia Recording. Ha fondato e diretto per 5 anni la compagnia di Musicale “La Tenda del convegno”, ha scritto e diretto il Musical “King David” rappresentato nei più prestigiosi Teatri di Palermo in qualità, oltre che di autore dei testi e compositore della musica, e di Direttore Artistico. Nel 2005, ha collaborato col 1° Laboratorio di Etnomusicologia della Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo in qualità di musicista, cantante e tecnico del suono, per la realizzazione di un Album di brani della tradizione orale siciliana. Un brano della raccolta è stato pubblicato dalla rivista specialistica della EDT Della EDT WORD MUSIC. Relatore in diverse conferenze attinenti alla storia della musica.

Rappresenta in qualità di Regista il Musical “King David” di sua composizione al Teatro Massimo di Palermo nel 2006 , di cui produce il DvD nel 2009. Nello stesso anno scrive e produce il Cd “Live” Come Musica Perfetta, Nel 2012, dopo l’incontro con Music Force, incide e pubblica il Cd “Marrakesh Line”, un insieme di composizioni inedite realizzate con i suoi allievi molti dei quali minorenni. La promozione dell’album ha portato i brani stessi ad essere trasmessi su parecchie emittenti nazionali ed internazionali tra cui anche Radio Rai, Radio Vaticana, Radio Capodistria (radio di stato della Slovenia), e sulla Radio Nacional de España (radio di stato della Spagna). Ha scritto diversi saggi d’interesse musicale. Ha collaborato con diverse Diocesi in occasione della giornata mondiale dei Giovani. 1° e 3° classificato al Festival di Musica d’ispirazione cristiana di Marsala con brani di sua composizione. Direttore Artistico della II Edizione del Festival Nazionale di Musica d’Ispirazione cristiana. Ha collaborato come direttore artistico con L’Università di Palermo nella produzione di un Cd di canti di tradizione orale con il 1° Laboratorio di Etnomusicologia di Palermo. Ha partecipato come cantante, chitarrista e direttore artistico a numerose pubblicazioni nell’ambito della musica d’ispirazione cristiana. Ha pubblicato: “Profilo musicologico dell’Opera Multimediale moderna “King David History” inserito nel Programma di sala, In occasione della messa in scena dell’Opera nei teatri: “Al Massimo”, “Garibaldi, Politeama”, “Metropolitan”, “Massimo” di Palermo. Scrive e pubblica “Cercatemi un suonatore di cetra”, anno di pubblicazione 2000, piccolo saggio sul rapporto tra Musica e Bibbia. Pubblica “Una storia d’amore in musica” anno di pubblicazione 2001, saggio di animazione Liturgica. Ha partecipato in qualità di cantante al concerto di Tor Vergata, in occasione del Giubileo del 2000 alla presenza di Giovanni Paolo trasmesso in mondovisione. Ha Partecipato in qualità di Corista al Concerto “Natale in Vaticano” edizione 1999 trasmesso su Canale 5 dall’Aula “Paolo VI” Sala Nervi il 24/12/1999 con artisti come Alex Britti, Alex Baroni, Tom Jones, Amedeo Minghi. Concerto “Ad Honorem”, trasmesso il 19 Agosto 2000 su Raidue con la direzione del M° Renato Serio e la partecipazione di Josè Carreras e Hong Mei. In qualità di cantante ha partecipato alla grande Veglia Giubilare della GMG 2000 trasmessa dalla RAI in mondovisione. Ha partecipato in qualità di cantante, chitarrista e autore al Festival internazionale “Europa Alzati” per due anni di seguito (1999-2000) al Lingotto di Torino e a Mahingen in Germania. Ha realizzato un campo di ricerca Etnomusicologica sul campo nell’area della musica di tradizione orale delle comunità Arbreshe, presso le comunità Albanesi di Palazzo Adriano con registrazioni “Live”, Produzione e realizzazione di un Cd con relativa direzione artistica, in collaborazione con la “Regione Sicilia, Assessorato dei Beni culturali e della pubblica istruzione”. Ha Partecipato come relatore in convegni e Simposi di Formazione e Cultura musicale d’interesse storico e musicologico: Musica Sacra, Storia della Musica del ‘900, Antropologia della Musica, Gospel, World Music. Ha partecipato come Relatore in convegni sulla storia del Jazz presso l’Associazione “La tenda del Convegno”, relatore presso la fondazione “Gesù Liberatore” sul tema “Musica in discoteca e nuove ritualità”, relatore presso l’associazione “La Tenda del Convegno” sul tema, “Nuovi idoli e nuove ritualità musicali”, relatore presso la medesima associazione sui temi: “La musica in S. Agostino, pensiero e filosofia”, “il 900 e la frammentazione dei linguaggi” “Il Romanticismo Musicale”. Nel 2009 Inizia una ricerca sul campo in ordine al rapporto tra la musica e i modi dell’intrattenimento in relazione con le “stragi del Sabato sera. Tale ricerca culmina con la pubblicazione del saggio di Sociologia della Musica “Una musica leggera per una società leggera”, saggio che analizza il fenomeno della ricezione e fruizione della musica del mondo giovanile, rivolgendo particolare attenzione allo studio del fenomeno delle “stragi del sabato sera”. Ospite a “Unomattina” (Raiuno) per presentare il Progetto a carattere nazionale “Stra-Sicuri” ispirato dal suo saggio “Una Musica Leggera per una Società Leggera”, Premiato con Menzione d’Onore al “Premio Nazionale Histonium e presentato in conferenza presso la sala Capitolare del Senato della Repubblica in Roma. Il progetto è stato accolto e promosso dall’Assessorato alle infrastrutture e lavori pubblici della Regione Lazio come progetto “pilota” per la prevenzione delle “stragi del sabato sera” in occasione della giornata mondiale per le vittime della strada. Oltre all’insegnamento di Chitarra Moderna è attualmente impegnato come relatore in una serie di conferenze presso le scuole Medie e Superiori sul corretto ascolto della musica come forma di “profilassi della musica” per la prevenzione delle morti del sabato sera dei giovani che fruiscono la musica nelle discoteche e nei rave Party. È attualmente responsabile per la regione Abruzzo del celebre festival nazionale “Il Cantagiro”. È fondatore del progetto “Stra-Sicuri Abruzzo” che nasce in collaborazione con la Regione Abruzzo ed il Comune di Pescara e l’Associazione Ziryab di cui ne è fondatore e presidente.

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Lasciamo la parola a Beny Conte con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R:Mio padre era matto per la musica, imparò a suonare la tromba nella Fanfara dei Bersaglieri, poi suonò la batteria e il piano. Suonava sempre a casa, fino a quando a 12 anni gli chiesi la chitarra e da quel momento ogni occasione era buona per andare in giro insieme ad acquistare strumenti musicali.

D: Quali sono state le tue principali influenze musicali?
R:Il primo chitarrista che cercai di imitare fu Carlos Santana, avrò avuto 13 anni, poi arrivò Pino Daniele che mi aprii un mondo, non solo chitarristico, ma anche poetico, così imparai a guardare alla musica e alla sonorità mediterranee che poi sono le mie radici. Poi arrivarono i folksinger americani, Neil Young, Crosby, Stills e Nash, arrivò il Blues ed il Rock’n’roll dei Led Zeppelin e la musica del Pink Floyd, Jethro Tull, Genesis, PFM per finire a Pat Metheny e alle grandi colonne sonore. Tutta musica che oggi non si fa più purtroppo…

D: C’è un particolare messaggio che ti piacerebbe arrivasse a chi ha modo di poterti ascoltare?

R: Si, la mia è una musica da ascoltare non da “consumare”, non è una musica che si può ascoltare come intrattenimento, ma è per chi vuole dedicare del tempo ad un viaggio sulle sponde del Mediterraneo.

D: Hai affrontato tempo fa una ricerca in merito a musica e stragi del sabato sera. Quanto pensi la musica possa essere portatrice di messaggi importanti?
R:La musica, in quanto parte fondante della cultura di ogni popolo, è in buona sostanza quella che una determinata società è in grado di produrre, dunque suo respiro ed espressione. La musica è pregna di messaggi sia in entrata che in uscita, nel senso che in uscita i media propongono una musica commerciale ed orientata dalle majors della discografia, musica fin troppo leggera… e dal basso arrivano le tensioni compositive reali, le urgenze che derivano dal profondo della società che però non trova quasi mai trova spazi possibili.

D: Raccontaci del tuo album “Il ferro e le muse”
R: È un album che ha avuto una lunga gestazione, perché i testi di 5 brani su 10 sono tratti dall’omonimo romanzo edito da Carabba Edizioni. Un lavoro lungo e complesso, che racconta la Sicilia, Palermo e, più in generale, l’anima di chi vive e si confronta tutti i giorni con la storia che ha attraversato Palermo negli ultimi decenni, la mafia, gli sbarchi dei migranti, i sogni, gl’incubi, la bellezza e l’orrore, il dolce e l’aspro, la luce ed il buio.

D:Come riesci a fondere le tue varie doti come musicologo, compositore, scrittore e chitarrista?
R:Come ebbi già modo di dire in un’altra intervista, le mie attività sono solo mezzi diversi che veicolano una sola esperienza. La musica. Essa non è solo suono, ma anche storia, creatività, linguaggio, ricerca, esperienza. Sono aspetti che si muovono e sostengono e informano la musica intesa come evento sonoro.

D: Insegni chitarra moderna e svolgi il ruolo di relatore in conferenze presso scuole medie e superiori sul corretto ascolto della musica. Quanto ti piace trasmettere la tua passione ad altri? Quali sono le prime cose da imparare per chi come te vuole essere un musicista a tutto tondo?
R:La passione si fonde con l’urgenza di condividerla se è davvero passione. Si aggiunge il fatto che credo nella musica come aspetto formante. E’ sufficiente sapere che musica ascolta chi hai davanti e puoi tracciarne il profilo culturale, sociale e psicologico. La mia urgenza di parlare ed insegnare la musica è direttamente proporzionale alla musica che i ragazzi ascoltano e perché l’ascoltano, allora hai tutte le risposte.

D:C’è un sogno che vorresti ancora realizzare?

R:Più che un sogno vorrei che si realizzasse una speranza. La riqualificazione della musica nelle scuole di ogni ordine e grado. Conferire alla musica un ruolo formativo al pari della Letteratura, della Storia, della Geografia, di tutte quelle materie umanistiche che formano le nuove generazioni.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Portare “Il ferro e le muse” nei teatri con un recital multimediale, tra letteratura, musica dal vivo e immagini. Spero di avere il tempo sufficiente visto che la didattica mi lascia davvero pochissimo tempo in cui scelgo il silenzio perché la musica, sia quando lo scrivo sia quando la insegno, abbia il massimo senso possibile.


Ringraziamo Beny Conte per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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