Beatcoin- Un sogno a ritmo di musica

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  Band

Pagina facebook: Beatcoin

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I Beatcoin sono un gruppo che nasce da poco tempo, ma già con le idee sul loro progetto, a ritmo di musica, che oggi li rende una band molto convincente nel panorama barese. Il gruppo nasce dalle ceneri di una precedente formazione, chiamata “Kiss and Run”, della quale facevamo parte sia Francesco Avellis che il chitarrista, Giuseppe Maselli, fino al suo scioglimento nel maggio 2017. Da allora hanno continuato a scrivere pezzi esibendosi con un duo acustico. Entrambi musicisti autodidatti, che hanno preferito circondarci di gente che la musica l’ha studiata a fondo, come Francesco Bruno, batterista e percussionista e Alice Pensa, violinista e pianista, entrambi presso il conservatorio di Bari.

Lasciamo la parola ai Beatcoin con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D:Come nasce la vostra passione per la musica?
R:Siamo un gruppo davvero eterogeneo. Abbiamo tutti influenze diverse: chi un genitore musicista, come me e Francesco Bruno (batteria), chi ha maturato spontaneamente questa passione ascoltando concerti rock, come Giuseppe Maselli (chitarra), chi ha intrapreso studi musicali, lasciando che gradualmente la musica diventasse un grande amore, come Alice (violino e Tastiere).

D: Quali sono le vostre influenze musicali?

R: Penso che quasi tutti noi siamo cresciuti ascoltando i Queen, Led Zeppelin e i Pink Floyd (mio padre ad esempio mi regalava da piccolo tanti 33 giri di questi grandi gruppi che hanno fatto la storia). A questi si aggiungono band più recenti come gli Artic Monkeys, i Muse e gli Imagine Dragons, che ispirano la nostra vena Alternative rock. Una menzione particolare meritano i Linkin Park, non solo per il dolore che tutti noi abbiamo provato l’anno scorso alla morte di Chester Bennington: amiamo il loro modo di fondere il metal e l’elettronico, inserendo anche inframezzi hip-hop. Per questo stesso motivo amiamo i Twenty One Pilots, dei quali presto vi faremo sentire una cover di Stressed Out.

D:  Come nasce la vostra unione come band? Come mai avete scelto il nome “Beatcoin”?

R:È successo tutto per caso, sul palco di un concerto di natale, sul quale ci siamo ritrovati insieme, senza conoscerci, per una jam session natalizia. Perché abbiamo scelto questo nome? Un giorno di ritorno dalla sala prove abbiamo trovato un annuncio che invitava ad arricchirsi con la Cripto-valuta. Sai quanta gente non sa come si scriva Bitcoin? E non immagini quante domande a riguardo sono arrivate da quando abbiamo aperto la nostra pagina facebook.

D:  Come descrivereste la vostra musica, sia in ambito di suoni che di testi?

R: È molto difficile rispondere a questa domanda, ma in generale possiamo dire che il nostro stile sia un Pop-Rock, nel quale cerchiamo sempre di sperimentare suoni elettronici. Inoltre, ci piace molto il violino della nostra Alice, molto spesso lo inseriamo nei pezzi, ad esempio lo troverete nei nostri prossimi inediti. Per quanto riguarda i testi, personalmente credo che siano la parte più importante di una canzone. Tutto nasce da un quaderno rosso dove appunto ogni parola che mi viene in mente ed a volte disegno immagini che rappresentino ciò che a parole non riesco a dire. Da questi quaderni nascono i testi delle nostre canzoni, che sono molto descrittivi in quanto nella mia testa, sono quasi dei dipinti.

D:  Siete una band a partire da Gennaio. Pensate di avere un’identità musicale già ben definita?

R: Per adesso diciamo che possiamo definirci in continua evoluzione. Ci piace sperimentare con vari effetti partendo da sonorità British, senza dimenticare l’impronta caratteristica del violino.

D: Cosa ci dite in merito alla vostra canzone “Montati al contrario”?

R: È un pezzo che è nei miei quaderni da due anni. Abbiamo deciso di riarrangiarla in chiave funk, ma devo dire che è nato tutto per caso durante una prova e non ti nascondo che ogni volta che la suoniamo divertiamo un sacco.
Durante i nostri live, tendiamo sempre a dedicarla agli innamorati. Essa rappresenta il mondo visto con gli occhi dell’amore: capovolto e coperto da un velo sottilissimo e delicatissimo.

D: Da cosa dipende la scelta di cantare in italiano? Pensate un giorno di poter sperimentare musica straniera?

R: Questa scelta dipende quasi esclusivamente da me. Amo cantare cover in varie lingue: inglese, francese e spagnolo. Quando si tratta di scrivere, però, non accetto altro che l’italiano. Penso che fra tanti artisti che tendono ad inglesizzarsi, magari per ottenere più successo all’estero, nessuno riesce realmente a trasmettere emozioni al pubblico che ascolta. Ascoltare un brano inedito nella propria lingua può renderti partecipe di quello che realmente l’artista ha provato nello scrivere quelle parole.

D: Cosa pensate dei talent show? Vi partecipereste mai?

R:Pensiamo sarebbe una grande opportunità per farci conoscere, però c’è sempre il rovescio della medaglia: un talent è un’altalena di emozioni, che finisce quasi sempre per penalizzare l’unicità delle band, travolte da un minestrone di indicazioni artistiche, che alla fine di questa grande giostra possono lasciarti per terra, più confuso di quanto non fossi prima.

D: Qual è un vostro sogno nel cassetto?

R: Credo che ogni giovane artista sogna di esibirsi su un grande palco. Per quanto ci riguarda, Sanremo potrebbe essere un importante traguardo, considerando il nostro genere, non sempre presente e apprezzato su un palco come quello.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?

R: In questa prima fase, abbiamo deciso di rinchiuderci in sala per comporre e sperimentare nuove sonorità. Nei prossimi mesi sicuramente inizieremo il nostro giro per i locali di Bari e provincia per far conoscere ed apprezzare la nostra musica. Poi chissà, magari i nostri sforzi potrebbero sfociare in un album…


Ringraziamo I Beatcoin per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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