Antonio Mezzancella- Un cuore tra imitazione e canto

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Imitatore, cantante

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Antonio Mezzancella debutta sui palchi con le canzoni dei cartoni animati, mentre successivamente diventa animatore nei villaggi turistici. Nel 2004 vince il Festival di Castrocaro, questo segna anche l’inizio della sua carriera nel mondo radiofonico. Successivamente si è classificato secondo al talent show “Italia’s got talent”, mentre quest’anno lo abbiamo visto emergere e vincere nel programma “Tale e quale show”, occasione dove ha potuto mostrare le sue doti artistiche. Durante quest’ultima esperienza televisiva, Antonio, ha potuto unire le sue due passioni più grandi, fondendole, raggiungendo anche grandi risultati che gli hanno permesso di essere molto apprezzato.

Lasciamo la parola ad Antonio Mezzancella con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Quando hai iniziato ad avvicinarti al mondo delle imitazioni? Ricordi la tua prima imitazione?
R:La mia passione per il mondo delle imitazioni nasce insieme alla passione per il canto. Ricordo che la prima persona che ho imitato è stata Fabio Concato. Già da piccolo mi piaceva riprodurre i cantanti, ma la voce non era molto somigliante essendo piccolo, però allo stesso tempo imitavo i parenti. Nel corso degli anni ho avuto modo di affinarmi e perfezionare le tecniche sempre più.

D:Quando si sviluppa invece la passione del canto?

R:Parallelamente al mondo dell’imitazione, nasce in me la passione per il canto; mi sono avvicinato a questo mondo affascinante sin da piccolo. E’ stato sempre un altro grande amore.

D: Quali sono stati e quali sono i punti di riferimento per te nel campo dello spettacolo? 

R:Uno dei miei punti di riferimento, che sono fiero di aver avuto modo di conoscere è Fiorello. Lo reputo un artista poliedrico e completo.

D:  L’occasione per avere la possibilità di mescolare canto e imitazione si è presentata con la partecipazione a quest’ultima edizione di “Tale e quale show”. Quali erano le tue aspettative in merito? 

R:Non ho mai avuto la presunzione di poter vincere il programma, sono partito con l’idea di potermi far conoscere da un pubblico più ampio.

D:C’è un esibizione tra quelle che hai eseguito nel programma che porti più nel cuore?

R:Un’ esibizione che porto nel cuore è stata la prima che ho eseguito: Ermal Meta. Sono contento di come la voce sia venuta fuori, il trucco era riuscito alla perfezione, e mi ha fatto superare le emozioni iniziali.

D: C’è un artista o un cantante che ti sarebbe piaciuto interpretare?

R:Ce ne sarebbero stati diversi; uno di questi è Elio e Le Storie tese, che mi avrebbe permesso di esibirmi con qualcosa di diverso, un genere nuovo.

D:Come hai vissuto questa esperienza rispetto ad altre che hai affrontato come ad esempio Italia’s got talent e il Festival di Castrocaro?

R:Come dicevo prima, l’ho vissuta senza crearmi troppe aspettative, in maniera più matura e consapevole, soffrendo meno la competizione.

D: Quali sono i consigli che daresti all’Antonio degli esordi? 

R:Quello che mi direi è di svegliarmi prima ed affrontare i miei timori. Ho vissuto le esperienze più a rilento, adesso mi consiglierei di viverle al meglio.

D:Qual è un sogno nel cassetto che un giorno vorresti realizzare?

R:  Mi piacerebbe condurre un programma come un varietà o un grande sogno sarebbe Sanremo.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R:Ci sono in ballo una tournèè che sta partendo con tante date e ci sono altri progetti che per scaramanzia e per mancanza di certezza non posso ancora rivelare.


Ringraziamo Simone Finetti per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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