Amati-amati e Amati

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12 marzo 2017

di Marika Carolla


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L’anoressia dal greco “anorexia” indica letteralmente mancanza di appetito. Essa costituisce uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, che oggi, riguarda circa lo 0,5% delle adolescenti e delle giovani donne adulte dei paesi occidentali. Secondo la American Psychiatric Association i disturbi alimentari , sono la prima causa di morte per malattia mentale nei paesi occidentali. Un soggetto anoressico presenta un peso sotto l’85% di quello previsto in base all’età e all’altezza o l’indice di massa corporea -BMI- inferiore a 17,5. Il 90-95% delle persone coinvolte appartiene al sesso femminile. L’anoressia è una malattia complessa, determinata da condizioni di disagio psicologico ed emotivo , che richiedono un trattamento sia del problema alimentare in sé che della sua natura psichica. I primi casi di tale disturbo alimentare si verificarono già a partire dal Medioevo , periodo in cui la condotta di “rifiutare il cibo” era accompagnata da un ampio consenso sociale e indicata come un traguardo spirituale da raggiungere. Il primo a studiare e descrivere nel 1500 il quadro clinico dell’anoressia nervosa fu il medico genovese: Simone Porta. La scoperta della malattia viene, invece, fatta risalire al 1689, anno della pubblicazione dell’opera del medico britannico Richard Morton. Egli descrisse l’atteggiamento di due pazienti rispettivamente: un ragazzo minorenne e una ragazza di 18 anni; i quali si  rifiutavano di alimentarsi , in assenza di una patologia manifesta. La causa di questo disordine alimentare porta l’interazione di molteplici fattori biologici, ambientali, sociali, psicologici e psichiatrici. Da parte del soggetto interessato è presente una eccessiva e ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica, del proprio peso e corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esse. Il rifiuto del cibo, può essere considerato come una forma di difesa che il soggetto elabora nei confronti di dolori vissuti, carenze affettive o conflitti interni. L’interessato si sente incapace di controllare la propria vita e agisce solo in risposta alle esigenze altrui. Altra causa da non sottovalutare è costituita dai cambiamenti fisiologici che interessano la fase adolescenziale. Molte ragazze decidono a qualunque costo, di aderire ai canoni di bellezza imposti dalla società e desiderano sentirsi belle ,senza essere , però se stesse. Nonostante siano molteplici le cagioni che posso indurre a tale malattia, l’essenziale è COMUNICARE: parlare sempre e non perdere mai la fiducia in se stessi. La vita, anche se spesso, è un gran casino ha risposte e persone speciali da donarci. È necessario che ciascuno si AMI-AMI e Ami perché ricominciare è per tutti. Nessun uomo vero ti giudicherà per il tuo aspetto, i tuoi kg, il tuo peso: vali molto di più. Abbandona quella bilancia, metti il mondo in sordina e dilata il cuore.

Se lo specchio ti è nemico prendilo in giro, ridi di te perché sei bello/a così come sei. I problemi, le liti,e discussioni a casa, con i propri genitori, amici, o partner sono all’ordine del giorno.

La perfezione non esiste. Allora cosa aspetti???

Indossa il tuo abito migliore: il tuo sorriso e scendi per strada perché l’Universo ti aspetta.

 

Kosmo magazine si impegna nella battaglia contro l’anoressia inviate una foto con un foglio:”Io mi piaccio” e fate sentire la vostra voce…

Articolo realizzato da Marika Carolla

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