Alice Di Lauro+ Are you real- L’arte del saper sperimentare

174780917_495417158540135_721719200611711706_n
Giulia Luz- Un cambio di vita verso la meta sognata
5 giugno 2021
unnamed
Davide Shorty- Come un magnete attratto dalla musica
17 giugno 2021

Performers

 

 

ALI+AYR (2)

ALI+AYR2 (2)

ALI+AYR3 (2)

 

Un detto del passato cita che “L’unione fa la forza”, mai cosa è stata più vera. Quando ci si unisce si può dare vita a qualcosa di mai visto prima, qualcosa di unico, qualcosa che è solamente nostro, completamente originale ed inimitabile. L’unione artistica, ad esempio, può dare vita a progetti meravigliosi, può portare alla scoperta di nuove consapevolezze, può farci scoprire nuove parti di noi, parti che ancora non conoscevamo ma che impariamo grazie ad un aiuto altrui ad apprezzare e ad amare. E’ così che un’unione diventa una vera e propria collaborazione, come quella che si è creata tra Are you real e Alice Di Lauro.

Are You Real è un musicista, video-maker e titolare dell’etichetta Beautiful Losers, ha realizzato due album solisti e prodotto dischi e video per numerosi artisti tra cui Nicola Lotto ed Edda, An Early Bird, Emilya ndMe, Mått Mūn. La sua musica è un viaggio interiore, tra autobiografia e trascendenza. Sta lavorando al suo terzo album.
Alice Di Lauro è invece una performer, inizia la sua attività come funambola tra le calli di Venezia. Da quel momento si fa autrice e interprete di originali azioni performative e poetiche che hanno in comune l’ascolto, la presenza e l’improvvisazione. Si avvicina al mondo della musica, realizzando alcuni videoclip, tra cui quello del musicista Lo Strano Frutto ed iniziando ad esplorare il canto. Hunt Me Down è il suo primo singolo.

 

Lasciamo la parola ad Alice Di Lauro+The real con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso

 

 

 D:  Come nasce la passione per la musica?

R: A: Da piccola quando ero sola in casa ascoltavo i vinili di De André recitando e piangendo sul divano, poi volevo fare la cantante lirica, sempre per la passione del dramma. La passione per la musica mi nasce ogni mattina come un’araba fenice.

R: AYR: Tutto è iniziato con una tastiera che mi regalarono i miei. Poi venne la chitarra, iniziai a cantare, a scrivere canzoni. Alle medie imparai a usare il computer, mentre gli altri bambini erano al campetto di calcio io programmavo il MIDI. La musica era il mio mondo magico. Non mi serviva nessun Bianconiglio, l’avevo trovato.

D: Come nasce la vostra idea di collaborare?
R:A: Da una sincronicità, da una comune curiosità e follia, da un pomeriggio di nevicata fitta e la voglia di tuffarsi nel vuoto.

R:AYR: Ho contattato Alice perché affascinato dalle sue foto di performer. La volevo in un mio video. Poi il video dobbiamo ancora girarlo, in compenso abbiamo scoperto che ci piace fare canzoni assieme.

D: Quali sono i tratti che vi accomunano e che vi hanno spinto a creare un progetto insieme?

R: A: L’ascolto sottile, il desiderio e una certa passione di andare verso quello che ancora non so.

R:AYR: A volte incontri persone che ti sembra di conoscere già. Certe cose io e Alice non abbiamo bisogno di dircele. Le sappiamo, uno dell’altra, le riconosciamo.

D: Raccontateci di Hunt me down, il singolo che appunto vede la vostra collaborazione?
R: A: È una pozione magica, un mantra per lasciare andare e amare in grande.

R: AYR: Per me è una canzone delicata e sensuale, che tocca la nostra pelle invisibile.

D: Qual è il messaggio che vi piacerebbe il pubblico potesse recepire attraverso questo brano?
R: A: Benedire ogni fine, cantare il dolore per trasfigurarlo: tana libera tutti.

R: AYR: Vorrei semplicemente che chi l’ascolta si ambienti nei suoni, e si accorga di sentirsi bene, senza sapere perché.

D: Quali sono state le vostre emozioni nel parlare in questo brano di un qualcosa che in questo periodo di pandemia è venuto a mancare, il bisogno di contatto?
R: A: Compassione. Cantiamo ciò che che ci unisce e ci rende umani. Abbiamo esplorato in questo periodo le infinite sfumature della presenza nell’assenza.

R: AYR: Ho sentito qualcosa di spirituale in questa canzone. Il contatto di cui si parla appartiene più all’anima che ai sensi. Credo che il corpo sia la manifestazione esteriore dell’anima, e il vero contatto da guarire è quello interiore, l’isolamento.

D: Come credete che questo periodo di isolamento e di difficoltà per il nostro paese, ma anche per il resto del mondo, ha cambiato la concezione della musica?
R:A: Questo periodo ha offerto la possibilità di percepire chiaramente come le nostre scelte influiscano sul nostro stato psicofisico. La musica è medicina, crearla come ascoltarla.

R:AYR: Senz’altro, mancando la musica dal vivo, ha aumentato l’importanza dei social. Che era già grande. Credo che il furto della musica sarà sempre più virtuale. Non so se sia un male. E’ sia un bene che un male. Allontana e avvicina contemporaneamente.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?

R: A: Un altro singolo con Andrea, birichino, luminoso e leggero.

R: AYR:Un’altra canzone con Alice. Forse quel video insieme per cui la contattai all’inizio. E poi sto finendo di registrare il mio terzo album.


Ringraziamo Alice Di Lauro+ Are you realper la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *