Alessandro Servida- Un sapore di innovazione e tradizione

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Sito web: Alessandro Servida

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Alessandro Servida è un pasticcere con le idee chiare su ciò che per lui rappresenta il suo mondo lavorativo. Ha intenzione di far scoprire al pubblico sapori già conosciuti, ma allo stesso tempo con tocchi nuovi, che conferiscono qualcosa di particolare, rendendo le sue creazioni uniche agli occhi di chi ha occasione di poterle provare. La tradizione e l’innovazione, la passione e il rigore, il talento e la disciplina. C’è un unico pasticcere che incarna al contempo tutte queste qualità. Il Maestro Alessandro Servida, un giovane professionista con alle spalle un’esperienza quasi trentennale. Un’arte che è prima di tutto una vocazione, un destino che gli scorre nelle vene, un percorso di vita tramandatogli dal padre Giancarlo. È proprio il papà a fondare nel 1981 la pasticceria di Pantigliate, scegliendo di battezzarla “Alex” ispirato dal soprannome del figlio di appena sette anni. Scommettendo e indovinando sull’attitudine di Alessandro, papà Giancarlo gli regala un piccolo mondo in cui il Maestro può esprimersi e dare libero sfogo alla sua creatività, un microcosmo in cui le sue invenzioni dolciarie regnano sovrane. Il successo di Alessandro Servida è nel carisma con cui sorride e accoglie i clienti nel suo universo, nell’amore che traspare dai suoi movimenti quando dà vita alle sue creazioni, nell’eleganza e la ricercatezza sprigionate dai dolci che affollano il suo laboratorio. Dal 2013 è membro dell’AMPI Accademia Maestri Pasticceri Italiani.Da settembre 2014 è entrato a far parte del cast di “Detto Fatto” programma in onda su Rai 2. Sempre nel 2014 la pasticceria Alex , grazie alla moglie Donatella , anima del punto vendita,riceve dalla guida Gambero Rosso il premio speciale ” Miglior Packaging”

Lasciamo la parola a Alessandro Servida con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la passione per la pasticceria?
R:Nasce in un modo un po’ strano, non è stata sin da subito la mia vocazione. Mi sono trovato a farlo dopo l’apertura della pasticceria dei miei genitori, che aveva proprio il mio nome. E’ stato quindi un destino segnato. Durante gli anni alternavo studi e lavoro ma fondamentalmente avevo la passione per i motori, e il lavoro era diventato un mezzo per guadagnare sul mio hobby,non riuscivo a vedere il lato bello. 15/16 anni fa ho incontrato Donatella, mia moglie, grazie alla quale ho riscoperto il mondo della pasticceria, e da lì me ne sono innamorato.

D: Qual è il primo dolce che hai realizzato nella tua vita?

R:Ricordo che in quel periodo tutte le torte erano a base di panna, come negli anni 90. Era un dolce con cioccolato, crema e panna.

D:Come descriveresti il tuo stile di pasticceria e il tuo modo di creare?

R:Ho sempre fatto fatica a definire la mia pasticceria, cerco di creare dolci con stile e personalità, affinché la gente a primo impatto possa capire sia mio. Prendo dolci della tradizione di consumo italiano e cerco di dare loro un aspetto più bello, fondamentale al tempo d’oggi l’immagine, dove tutto viene fotografato.

D: Qual è il dolce dei tuoi al quale sei più legato o che più ti rispecchia?

R: Il dolce al quale sono più legato è quello dedicato a mia moglie. Questa per me è la torta del cambiamento, e l’ho portata al mio esame di pasticceria,ed è diventato poi il cavallo di battaglia delle nostre pasticcerie.

D:Quali sono gli ingredienti e i sapori che più ti piace combinare all’interno di un dolce?

R:Io adoro tantissimo abbinare frutta e cioccolato, che intriga sia me che la gente. E’ importante cucinare sopratutto per la gente, bisogna riprodurre anche ciò che ci piace di meno.

D: Quali sono le caratteristiche che secondo te un dolce deve avere per essere definito buono?

R:E’ necessario l’equilibrio, e gli ingredienti che ci devono essere devono essere ben distinti e si devono riconoscere. Non deve essere stucchevole, deve essere leggero al palato e soprattutto buono, bello e invogliante.

D: Come il mondo della pasticceria ha cambiato la tua vita?

R:L’ha cambiata molto mi sono trovato in un ambiente che si è trasformato, e che è diventato sempre più mediatico. I pasticceri hanno iniziato a uscire al di fuori dai laboratori e hanno iniziato a comunicare sempre di più con la gente, e questo è anche stato terapeutico per me.

D: Lavori anche per la televisione, come ad esempio a Detto Fatto. Qual è stato l’impatto col mondo della televisione?

R: L’impatto è stato positivo perché mi ha dato modo di farmi conoscere in maniera vasta ed è stato terapeutico perché mi ha insegnato sempre più a comunicare ed entrare sempre più in contatto con la gente.

D: Qual è il complimento più bello ricevuto finora dagli inizi della tua carriera?

R:La cosa che mi ricordo, degli inizi ,quando ho realizzato finalmente la pasticceria che volevo io è stata di un cliente che mi ha detto che non smetterebbe mai di mangiare i miei dolci.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R:Per scaramanzia non li dico mai, ce ne sono molti in ballo.


Ringraziamo Alessandro Servida per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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